28 settembre, 2011

Si va.



Dal 29 settembre al 2 ottobre
Lingotto Fiere - Torino

E' qui che saremo, è qui che sarò. Da oggi a preparare tutto, da domani a incontrare tutti quelli che avranno voglia di farci un saluto, di vedere che cosa combiniamo davvero, di capire che cosa diavolo è questo benedetto Magic Loop, e di conoscere Cuore di Maglia. Già, perchè da quest'anno il posto dove saremo si chiama proprio così Cuore-di-Maglia. Trovarci non è difficile, si entra e si va a sinistra verso il bar. Noi lì saremo. Con Cristiana, Emma e Federica. E con tutti i corsi, i fili, i ferri, le idee, le cose, i progetti. E con qualche novità.

Colà vi si aspetta. Come al solito.

26 settembre, 2011

The Day After.


Il meglio delle feste è il dopo. Lo dico da sempre. Ma non è vero, non in questo caso, almeno, non per questa festa qui, no di certo. E' stata sabato. Ma è una festa che è iniziata a novembre, tra mattoni rotti, pavimenti sporchi e ragnatele. A vederle adesso, queste stanze, nemmeno ci si ricorda di come fossero prima. No, io sì, me lo ricordo bene. E' stata una bella festa. E come dopo ogni festa ci si sente un pò ubriachi, i giorni dopo, sbronze di emozioni e di risate,  un pò in sollùcchero, beate, contente come poche volte, soddisfatte, ecco. Buongiorno dalla Casa in Collina, un pò in ordine e un pò no, da questa fine settembre colorata di rosso e luminosa di glitter e di voglia di calore e di castagne e di pace. Buongiorno dalla foschia sui campi al mattino, dai pensieri morbidi, dalla semplicità. Buongiorno, che oggi è giorno di mercato, che c'è un bel sole giallino che scalda ancora la vita di ognuno, i sogni di ognuno, gli entusiasmi condivisi che fanno forti e uniscono e fanno sentire più vicini, più legati, certamente migliori. E' un bel giorno di fine settembre, c'è odore di terra bagnata e di bellezza, devo andare alla Posta e fare un ragù, niente al mondo stamattina mi sembra più bello di tutti i fiori che ho ricevuto, nessuno al mondo mi sembra più bello degli abitanti di questa casa, delle mie Amiche, nessuna vita mi sembra, quest'oggi, più luminosa di quella che ho.

24 settembre, 2011

Avrei dovuto.


Avrei dovuto scrivere di più. Avrei dovuto aggiornare questo posto, dove tengo le cose che più mi sono care e anche quelle che mi sono meno, dove racconto a chissà chi per capire chissà cosa, dove dico cose sceme e cose tremende. Avrei dovuto, sì. Son passati giorni e niente. Ma quel che c'era non si poteva mica scrivere. Anche perchè c'è ancora, eccome se c'è. C'è ansia, quella sempre, e c'è agitazione e felicità e ci sono amiche in arrivo da ogni dove, da Trento già ieri e da Milano, e da Torino e oggi da Roma e da Firenze e noi di qui siamo tutte elettrizzate e felici, ecco, non è che io possa trovare un'altra parola, non c'è un sinonimo per felice, o lo sei o non lo sei, e noi lo si è. C'è quella cosa che ti fa sentire bene, perchè è un progetto cui pensavi da tanto, che ci son stati momenti in cui hai pensato E Adesso? ma poi tutto è andato avanti, cocciuta che non sei altro, e tutte le altre insieme a te che si son fatte prendere e trascinare e girare vorticosamente insieme a te, come un ballo delirante, ci sono un sacco di progetti per questo Sogno Potentissimo, che questa cosa lo fa più forte, più nostro, ancora più grande. E avrei dovuto anche dire che tutti intorno a me sono stati così carini e non si son fatti pregare a tagliare il prato e a far la spesa, perchè io non avevo tempo e ad organizzarsi per bene perchè su di me, in questi giorni, proprio non ci si poteva contare. Il mio Sposo poi. Che ha pitturato mobili per mesi e aggiustato lavandini e progettato un divano e aggiustato credenze e messo feltrini e chiodi e bordini e lampadine e porte  e montato scaffali con un altro Marito Orefice, paziente quanto lui, E' Bello Vedervi Così, mi ha detto scavalcando uno scatolone in ingresso con un sorriso dei suoi. Avrei dovuto dire che non ci ho dormito, e che ieri ero così stravolta che non mi reggevo in piedi, ma è tutto pronto, tutto bello, tutto a posto, e avrei dovuto dirlo, sì, ma lo dico adesso, che la festa cominci, e passate di qui per vedere davvero di che colore sono i sogni più belli. 



19 settembre, 2011

Fresco Settembre.

Sono bei giorni. Ha fatto fresco stamattina, il bel fresco di settembre, che si è ancora leggerini e fa quasi un pò piacere avere freddo, non so, sembra di dire, Ok, L'Estate è Finita, ma senza alcun rimpianto o rammarico o tristeria. L'autunno è affascinante, se lo guardi bene, se lo prendi per il verso giusto, non è che uno dica, CheMMMeraviglia pioverà per giorni, questo no, però c'ha il suo perchè, la prima castagna amara, per esempio, trovata per la strada. E poi i maglioni, la prima volta che tiri fuori la coperta dall'armadio, che sa di antitarme, che non è canfora, io non lo sapevo che la canfora fosse altamente tossica, tant'è che nemmeno la trovi più al supermercato, l'ho cercata ieri e niente, solo antitarme e profuma cassetti e  la carta appiccicosa per catturare le farfalline nello scaffale della pasta, io non le sopporto, le farfalline nell'armadio, mi succede di rado, ma quando succede, come ieri, mi infurio, perchè mai che riesca subito ad individuare da dove diavolo, se dal riso o dalla farina, accidenti, e poi alla fine butto tutto e lavo per bene, ma qualcuna la fa franca e allora mi infurio, ecco. Sono bei giorni, di grandi programmi, di un foglietto consunto che porto sempre con me e scrivo e spunto, questo l'ho fatto, questo ancora no, e riunioni con le mie Amiche perchè sabato è il grande giorno, sissignori, e allora siamo lì a pensare a questa grande opening e speriamo che ci sia un sacco di gente, davvero, perchè noi ci abbiamo messo l'anima e abbiamo un sacco di progetti e quindi. Che poi, come si dice, non è la meta ma il viaggio, e tutto questo essere infularmàte, e agitate ed essere così contente ed emozionate di tutto questo, che ognuno ci ha messo del suo, insomma, a noi piace, e ci piace che la gente passi davanti e dica Ma Che Bello, Ma Che Belle Cose Fate, anche se la cosa più bella me l'ha detta una signora, Sembra di Essere a Parigi. Ecco, questa città non è Parigi nemmeno per sogno, ma è bello pensare che abbiamo fatto un posto che ci somigli un pò, a noi e a Parigi, perchè alla fine è un posto bello per fare cose belle ed è vero che alla sera si è stanche come dopo il famoso camion di mattoni, ma poi alla fine non è importante, ci si mette comode sul divano e si ricamano tendine, così, tanto per fare, e si pensa, si pensa un sacco, devo ricordarmi questo, e anche questo, chissà dove ho messo le forbicine viola quelle che perdo sempre, e poi  a me l'odore della canfora mi piaceva un sacco e che peccato che non la vendano più.

16 settembre, 2011

Scarpe da Viale.



Ora. Sono giorni di grandi manovre, e questo non è mistero. Sono stata vista in giro per la città con abbigliamenti inconsueti. Pantalonacci, Superga sfasciate, magliette lacere. Ieri, la madre dell'Amica delle Perle così mi apostrofava Massignora, è Sporca o è Soltanto Bagnata? Tutt'eddue, Signora cara, tutt'eddue. Sporca di vernice, di polvere, di nero, stropicciata, scarmigliata, odorosa di candeggina e di Tergitutto Marsiglia. In questi giorni ho verniciato, scartavetrato, scaricato piastrelle, assi di legno, mobili, gomitoli e gomitoli, lavandini, lampadari, epperforza che non facevo simili lavori in tailleur Chanel, ma homeless style.Non un bello spettacolo. Ma oggi, la rivincita. Vestita un pò meglio, in giro per il corso, uno sguardo alle vetrine e poi. L'occhio mi cade, manco a dirlo, su una vetrina di scarpe. Detto, fatto. Un modellino senza pretese, di un broccato un pò da poltrona, peep toe, tacco vertigine e plateau. Di facilissimo impiego, una robina semplicissima,  mica appariscente, mannò. Le ho misurate con cura, guardandomi per bene nello specchio, davanti e poi di lato, come si fa quando si misurano le scarpe, appunto, facendo qualche passo e guardandole da sopra, stavolta dal vero e non di riflesso. Le ho adorate all'istante. Sono autunnalissime, certamente si possono portare anche senza calze, per forza di cose, con un tubino semplice, un pantaloncino taupe, un gonnino discreto. Ma a portarle dovrò aspettare. Nei prossimi giorni mi aspettano nell'ordine un mercatino, la pulizia delle piastrelle, un lavaggio a fondissimo di un lavandino di marmo con apposito prodotto. Mi sa che il broccatino e il tacco 12 non sono  indicati, no e poi no.

14 settembre, 2011

Giro, giro, giro.


Giorni che girano. E io che giro con loro. E tutt'intorno a loro, e a volte io sto ferma e sono i giorni a girarmi sulla testa, i minuti, le ore, e io nemmeno mi rendo conto. Passo in scioltezza da pitturare un tavolino a ritirare gli ultimi libri di scuola, da sistemare gomitoli a impostare lavatrici, a intervistare la Ginnasiale sulle prime impressioni della scuola nuova. Son cose. Il Sogno, nel frattempo, va avanti. Anzi, direi che si sta quasi completando, filo dopo filo, sia esso elettrico o di lana, insomma, ci siamo quasi. In tutto questo manicomio, fra figli e questioni, fra stanchezze felici e telefonate di fuoco, io mi balocco e con me le mie Amiche. Che fanno fiocchi, portano piattini preziosi come se giocassimo alle bambole, che come me, a pomeriggio inoltrato, non hanno nessunissima voglia di andare via, e si guardano intorno e trovano ancora un lavoretto da fare, un filo da raccogliere, un gomitolo storto che così proprio non può stare. E' il Sogno Potentissimo. E' quello che ti porta a dire, Sto Facendo Questo, a raccontarlo a tutti, ad invitare tutti a vedere, ad immaginare tutte le cose che faremo, i progetti, i corsi, che cosa inventeremo per fare di più e farlo meglio. Ho tra le mani una sasso bellissimo, di quelli piatti e lisci, un sasso che diventa a guardarlo diamante purissimo e mongolfiera che vola, in alto, in altissimo, volo di aquiloni, onda perfetta. Un sasso magico che cambia colore, che passa di mano in mano e ognuno ne fa quel che vuole, lo vede come vuole, gli dà il nome che vuole. Sono fiera e felice, nei giorni di adesso, e chiacchiero e chiacchiero, come e più del solito, e annoto appuntamenti e cose da ricordare, e non mi scappa niente, non mi dimentico niente, e giro e giro come una trottola, e mi addormento di schianto la sera, una specie di sorriso, fiera e felice, un sasso lucido sotto il cuscino.

12 settembre, 2011

Oggi c'è scuola.



Le cose cambiano. Non si sa se in meglio o in peggio, ma cambiano. Anche il primo giorno di scuola. Lassù, nella Casa in Collina, si ha memoria di primi giorni di scuola preparati fin dalla settimana prima, in un delirio di libri/quaderni/matite/quaderni con gli anelli/ a quadretti di prima, di seconda e di mille, senza margini, coi margini, fogli da disegno A4, A6, e Anosochecosa, squadre, righelli e compassi, copertine, i mitici Pignacento, quaderni preziosi e costosissimi richiesti specificatamente dalle maestre, pastelli, pastelli a cera, acquerellabili, pennarelli grossi, evidenziatori, cartelline. Lo scibile della cartoleria è passato di qua. E poi, la sera prima si andava a letto presto, coi vestiti pulitissimi già pronti e ben piegati sulla sedia, l'emozione dei miei figlioli non troppo  convinti, magari rientrati dal mare 24 ore prima. E davanti alla scuola altre mamme, ho stazionato nella piazza delle elementari una decina di anni, ad accompagnarli, ad aspettarli a chiacchierare, a ridere insieme alla mia amica Luisa che ancora ci staziona, mi sa. Adesso, invece, no. Ho gli ultimi due figlioli al Liceo. E si cambia musica. Oggi è il primo giorno per il Liceale, mercoledì sarà la volta della Ginnasiale, e che effetto mi fa, accidenti. E poi, a scuola si va in Vespa, non li accompagno più. E non sono alla 1 meno 5 minuti lì davanti ad aspettare che escano. Arrivano a casa alla chetichella, forse si fermano a pranzo da un amico, forse arrivano con un'amica, chissà. Non hanno lo zaino scelto con cura, preparato con cura, ma il diario infilato nel sottosella, forse nemmeno quello, e sanno già cosa faranno nel pomeriggio. Il primo giorno di scuola adesso è così, senza fiocco e grembiule, senza astuccio coi pastelli nuovi, senza niente. E sono solo io ad essere così lievemente malinconica, ma per un attimo mi sono scoperta ad avere un pò nostalgia di quella volta dei pidocchi e del regalo alla maestra e di quella volta ancora che un compagno di non so chi era caduto da una finestra, di quando il bidello aveva chiuso un mio figlio nell'armadio, dello scandalo delle merendine sottobanco, del mistero della felpa scomparsa, dell'epidemia di varicella. Ci penso e mi dispiace, appena appena, solo un pò. E forse, oggi, non vista, mi troverò a passare davanti alla piazza coi tigli, e farò finta di niente e mi confonderò fra le mamme che aspettano, fra i papà distratti che leggono il giornale, e fingerò anche io di aspettare qualcuno che esce di là. Ma poi, lo so, la mia amica Luisa mi vedrà da lontano, comincerà a ridere e mi dirà Ma Sei Scema e allora non vale.

09 settembre, 2011

Stupefacente.



Ora. Ho trascorso settimane un pò selvatiche, dove l'unico accenno di beauty era costituito da una scatoletta di Nivea e un burrocacao. E balsamo per capelli al profumo di vaniglia. In genere, non che ci si faccia trucchi stile Moira degli Elefanti, ma nelle giornate cittadine ci si concede almeno un velo di gloss  e smalto, ovvio. Ho convertito più di un'amica a questa innocentissima mania, tanto che si vocifera che Chanel mi passi sottobanco un qualche riconoscimento, notizia questa che viene immediatamente smentita dal mio ufficio stampa (!). Bene, durante uno di quei giorni selvaggi, mi giunse voce di alcune novità, quei must have della stagione che guai a farsi scappare. Ma, per l'appunto, navigavo selvatica in acque cristalline e l'unico shopping concesso erano state scatolette di preziosissimo tonno alla tonnara di Carloforte. Nulla di glamour. Che fare? Mentalmente passai in rassegna le mie Amiche, e quella che si trovava più vicina al luogo del delitto, in quel preciso istante, non poteva che essere PiperitaPatti, la mia Amica delle Provette. Ben perciò, sottovoce e con fare carbonaro, non udita da nessun membro dell'equipaggio le commissionai da lontano tale scellerato compito. E ieri sono entrata in possesso della refurtiva. Peridot è il suo nome, di un colore cangiante fra l'oro, il verde,  il tortora metallizzato, e anche un pò di quelle macchie d'olio che si formano sulle pozzanghere, quelle con l'arcobaleno, ecco,quelle. Molto invernale, ma portabilissimo anche su mano caffelatte, perche no. Da amare all'istante, un piccolo, piccolissimo peccato. A mia discolpa, posso invocare le attenuanti generiche e il fatto di non aver agito da sola. La Patti è una che ne sa. E se ci arresteranno per spaccio e detenzione di Smalti Stupefacenti, beh, diciamo che in cella, fra ferri e smalti, di certo non ci si annoierà. Son quasi pronta per il mio autunno glamour. Perchè va bene il tonno, ma a uno smalto del genere, come si poteva rinunciare? 

08 settembre, 2011

Senza sveglia.

La sveglia non suona, in queste mattine di settembre, lassù, nella Casa in Collina. E' una specie di calma piatta, che arriva appena prima della burrasca, ma intanto è così. Ci si sveglia uguale, all'ora solita, ma si ha il grande, grandissimo privilegio di restare ancora un pò, ad annusare le lenzuola pulitissime che sanno di casa tua, dopo tanto tempo che sei in giro, di ripassare mentalmente le cose da fare, che sono tante, si fan traslochi in questi giorni, o meglio, insediamenti, mica cose da poco. Amo i giorni appena prima dell'inizio della scuola, meglio se con un sole grazioso come quello che c'è, i figlioli più piccoli ancora impegnati in vari cazzeggi, purchessia, li aspetta un anno impegnativo, una maturità e una quarta ginnasio, accidenti, gli ultimi due entrambi liceali, ma come, se sono nati ieri l'altro. Nel frattempo io. Mi sveglio senza sveglia e resto lì, cinque minuti, vado ad energia solare incamerata in questi giorni, a controllarne il livello direi che ne ho ancora per un mese o due, poi si vedrà. Si vedrà se ancora girerò come una trottola e sorriderò e farò mille cose insieme o se rimarrò lì, imbambolata, ferma, zitta, silenzio dentro e fuori, se ci saranno ancora i giorni in cui sarò indolente e spossata e odiosa anche a me stessa. Speriamo di no. Nel frattempo sto. A sorvegliare il geranio che secondo me ha sofferto il mal di mare, a sistemare le ultime cose vacanziere rimaste in giro per casa, a spostare mobili e a cucinare l'indispensabile.  E se mai vedrò in lontananza avvicinarsi un pensiero scuro, una macchia, una nuvola rabbiosa, mi avvoltolerò meglio nelle lenzuola profumate di casa, o schizzerò fuori sotto una doccia gelata, o girerò vorticosamente, su e giù per le scale,  per non farmi prendere, per non farmi trovare, che a nascondermi son brava e insomma, qualcosa mi inventerò.

05 settembre, 2011

Così, a casa.

Era ora, alla fine. Si è andati su e giù, per l'uno e l'altro mar, si è stati stanziali e itineranti, si è fatto e visto molto, molto di tutto, molto mare e molto cielo, che sono il meglio, per me. Ci si è riempiti di vento e sole e cose belle, e se ne è fatto un pacchettino, legato con una cordicella, fatto un fiocco e tenuto lì. Servirà. Si è a casa, alla fine. Stamattina, si è guardata per un pò la scia della nave che ci ha riportato in continente, da quella parte lontana di isola che ancora non si conosceva. Si son fatti pensieri graziosi, nessuno pesante o complicato, a guardare i ghirigori della schiuma è difficile che ti venga qualcosa di sgradevole, e si è guardato tanto mare in questi giorni, che ancora un pò non faceva male. A guardarla da lassù, dal punto più alto del traghetto, la scia appariva nella sua candida, rumorosa bellezza, il candore della schiuma nel blu scuro di un mare sterminato, e trascinava con sè i pensieri che a lei affidavo, le cose che avevo in mente, quel che avevo da fare in ordine di importanza, ed erano tante, tantissime, ma nessuna che mi venisse per prima. Me ne stavo lì, a guardare quel bianco e quel blù, e che bello sarebbe stato poter fare un salto giù, per un momento, un momento soltanto, un bagno in questa schiuma di neve, in questo miracolo di motore e acqua, avrei messo anche quello nel pacchetto legato con la cordicella. La scia di una nave affascina chi ha pensieri liquidi da affidarle, racconti da lasciarle in pegno, te li regalo, fanne l'uso che vuoi, portali con te in quel bianco accecante, conservali per bene, falli giocare nei tuoi mille luccichii, complice il sole. Te li richiederò, qualche volta, e tu me li ridarai, intatti e perfetti come sono ora, magari in un lungo autunno o in un freddo inverno che è ancora lontano ma che non tarderà. Ecco, i miei pensieri sono in mezzo al mare, ora, la schiuma li ha cullati, ci ha giocato un pochino e li ha portati con sè, e il mare che ascolta, ricorda e sa,  li custodirà per me.

01 settembre, 2011

La Via del Sale.

Oggi niente mare. Bicicletta, per esempio. Si è girata l'isola in lungo e in largo, prima la Tonnara, una salita niente male, col sole a picco, che noi anche le rovine di Nora le abbiamo viste arrostiti dal sole, noi queste cose facciamo, non è che andiamo tanto per il sottile. E dopo la Tonnara, la Via del Sale, sempre in bici ma senza sole, verso sera, giusto in tempo per vedere i fenicotteri rosa che volavano sopra le nostre teste, non  ho fatto fotografie perchè non sono brava e non avrei reso loro giustizia. E' iniziato settembre, domani il nostro equipaggio inizierà a rientrare alla base, il tempo è incerto ma chisseneimporta. Settembre porta con sè una serie di nuove situazioni, sempre, ogni anno, ogni volta che si gira il foglio del calendario, settembre è anche una bella parola, mi piace, e puoi dargli il sapore che vuoi, di uva e di quaderni nuovi, di promesse, in un certo senso, di cose nuove che verranno, e non importa se poi alla fine non  arriveranno affatto, sarà bello uguale averle aspettate. Sono in un paesino che è un puntino minuscolo, sono in un'Isola dell'isola della Penisola, come dicono qui, ho visto i fenicotteri e so tutto sulla pesca del tonno, ho visto àncore arrugginite e barche di duecento anni, sento parlare genovese con una cadenza sarda che è una lingua strana e affascinante, ho pedalato lentamente sulla strada del sale, nel niente, la mia famiglia e i miei amici al seguito, il mio cane nel cestino, nel profumo di salmastro, modo migliore non c'è per iniziare il mio settembre.