22 agosto, 2015

L'estate che verrà.

E' fatta di sabbia e sassi e scogli e schiuma e profumi di cocco e di agrumi e di Nivea e di farniente, guardando in sù.
E' fatta di cose, di pensieri ingarbugliati, di ansia, quella che non ti lascia mai nemmeno un secondo, di figli sparsi, saranno arrivati, partiti, rincasati, saranno in giro dove, con chi, staranno bene, saranno al sicuro, uomini fatti e una quasi donna ormai, eppure.

La mia estate è fatta di cose belle.
Questa qui e tutte quelle che verranno. Che non posso saperlo ma mi piace pensare che sarà così.

Ho ritrovato cose e persone e luoghi e sensazioni e momenti.
Ho toccato una mancanza grande come il tutto il mondo, mi rendevo conto di parlarne sempre, Abbiamo fatto così, quella volta, siamo passati da, abbiamo incontrato la tempesta per accontentarla, aveva dimenticato i documenti, era sparita dietro gli scogli, avevamo riso per ore.

Ho ritrovato il piacere delle colazioni al sole sottovoce per non svegliare nessuno, che dormono ancora tutti e la giornata sarà lunghissima, ci sarà il sole, c'è profumo di salvia e rosmarino e focaccia, programmi nessuno, un tavolino sul mare, una passeggiata fra gli ulivi e gli oleandri, fin dove vedi l'universo, se guardi giù, il mare di fuori che sembra più grande e liscio visto da qui.

E' la pace.
Ritrovata e sognata, è il raccogliere i pensieri come si fa con le briciole, ammucchiandoli per bene per tenerli tutti nella mano, che nessuno ti scappi via. Sarebbe un peccato.
Lascio andare lontano le ferite, quelle che posso, quelle che riesco, le disinfetto col mare e col sole, e con quest'acqua lucente, presto spariranno tutte, lasceranno solo una cicatrice invisibile, che si vedrà per poco e poi sparirà del tutto. Ti ricorderai che era lì, ma non la vedrai più. E sarai salva.

E' l'estate. 
Questa che è ancora qui, fra il tempo incerto e le nuvole alte, fra i temporali e i gerani, fra l'uva quasi pronta e i muretti a secco, fra i sentieri e il segno del costume, nuovi amici, e amici di sempre, che taci e sanno, che parli e sanno, che guardi e sanno uguale. E chiacchiere e progetti sontuosi, un pareo al giorno, smalti color del cielo e spritz allo zafferano. 

Sono io.
Gioco alla roulette tutto quello che ho, punto tutto su un cielo perfetto dietro un ulivo disegnato, ad ogni estate imparo qualcosa, non ho capito bene cosa ho imparato in questa qui, ma ancora non è finita e non finirà mai, se voglio.
E vorrò.

quel che è chiaro è che ci son cose che hanno una fine e un inizio, altre che inziano dalla fine, altre ancora che non finiscono mai. E che non è sparita dietro gli scogli. 

O forse, sì.