05 maggio, 2011
Indecisa.
27 gennaio, 2011
Le'ts go knittin'.
07 gennaio, 2011
Ciurlare nel manico.
18 aprile, 2010
Difficilissimo.
07 marzo, 2010
Vado di Saroyan.
24 marzo, 2009
Cosa faresti se.
E' il gioco che si fa da sempre. Cosa faresti se. E se che cosa, poi. Se avessi mille milioni di euro, se dovessi lasciare la casa in cinque minuti, se ti lasciassi, se andassi via che non è la stessa cosa. Se. La risposta è che non lo so. Forse cercherei di trovare una strada, così come vorrei che la trovassi tu, se fosse il contrario, ma il contrario di cosa. E allora, se portassi via di qui le cose che mi sono più care no, non ce la farei a trasportare un bel nulla perchè mi porterei via di tutto, compreso te, e allora il gioco non viene, così non vale, si rifà. Se avessi mille milioni di miliardi di euro non lo so, forse mi comprerei una bicicletta di quelle olandesi uguale a quella che mi hanno rubato anni fa. E poi ci penso. E se tutto questo finisse, che farei. Farei che non farei, che mi inventerei delle cose per non sparire anche io, che mi cucirei addosso uno stato d'animo incolore, perchè incolore e insapore e informe e stupido sarebbe tutto quello che rimane qui, e che mi darei forza e vigore ma non saprei da che parte cominciare, e poi mi nasconderei e forse diventerei una brutta persona, acida e cattiva, e vuota e stupida anche io. Farei che non so, che proverei a cercare la formula per respirare ancora e camminare ancora e mangiare ancora e parlare ancora e dormire e svegliarmi, ma serebbe tutto così piatto e opaco e buio che non so nemmeno se lo farei. Che sciocchi pensieri, che sciocche chiacchiere la mattina a colazione, ma davvero non v'è niente di meglio stamattina? Ma sì che c'è, fuori c'è un sole che brilla e noi siamo qui, uguali e diversi da mille anni, che sai le cose che penso prima ancora che mi renda conto che le ho pensate davvero, e io che so di te come sei appena vedo come volti la testa, o ti siedi o ti alzi o sorridi o cammini. Questo gioco non mi piace, non mi è piaciuto mai, ma se avessi dovuto scegliere di farti trovare una lettera d'amore stamattina, sotto la tazza del caffelatte, ebbene, è questa qui. E a Cosa Faresti Se non giochiamoci più, che è meglio.17 dicembre, 2008
Mattina presto.
Non è che si perda tempo, alla casa in collina. Ci si sveglia all'alba o quasi, quando, col tempo da lupi che c'è là fuori, ci si vorrebbe crogiolare e accoccolare e acciambellare sotto le coltri e poltrire, dormicchiare, leggere o guardare il soffitto, semplicemente. E invece, un bel niente proprio. Si barcolla fino in cucina, dopo aver svegliato di baci qualche figliolo che ancora frequenta le italiche scuole, dacchè il Giurisprudente già in vacanza si trova. Un risveglio così incerto meriterebbe una colazione lenta e pigra, mescolare il latte con rimbambita lentezza, giusto il tempo, quell'oretta, di carburare come si conviene e mettere in fila i pensieri, ad uno ad uno, devo fare prima questo e quest'altro, e passare da qui e poi di là, stiracchiarsi, magari, sbadigliare con eleganza, sospirare un pochino guardando di fuori. Fandonie! Noi qui si arriva al desco famigliare ch'è bell'e pronto per la colazione, tutto bene in ordine ingegneristico, la mia tazza personale, il cucchiaino coi cuoricini, insomma, una roba da spot. E' quel che viene dopo che ti squassa. Già, perchè l'Illustrissimo, che il Cielo lo assista, è già sveglierrimo, pinto e tratto, già sul pezzo, come si dice, e io faccio una ben misera e tapina figura, col mio pigiama a pallini e la faccia a forma di cuscino, che ancora sono nella fase in cui cerco di ricordarmi, ma cosa ho sognato? Lui, l'Isoscele, ha già letto ogni sorta di quotidiani, rossi, neri, gialli e blù, e rosa, anche, che per prima si legge i titoli della Gazzetta dello Sport. Perciò mi informa, riporta, mi fa un riassunto di quanto è accaduto nelle ultime ventiquattr'ore. E domanda. Ma cosa domandi, non vedi che ancora non ho avviato il cervello, che non so nemmeno bene che giorno è e quanti ne abbiamo e cosa e come e nemmeno dove, in realtà? Io dormo ancora, dall'impiedi, anzi, da seduta e tu già nel circuito forsennato che è la gestione di questa vita così bella ma, mi si consenta, un tantino complicata. Lui, Uno e Trino come lo chiamano i figlioli, ha già avuto una tonnellata di idee. Ti andrebbe se, ho pensato che, oggi si potrebbe, e magari fra due anni, oggi potresti fare,ti piacerebbe se, sai cosa mi è venuto in mente, e cosa pensi di. Pensi? PENSI? Ma io non penso ancora, mio Sposo adorato, lasciami nel mio limbo di sogni e piumone, ancora per un pochino, ancora non ho attivato, non ho connesso, non ho un bel niente. I miei ingranaggi sono fermi da ore, dài loro il tempo di attivarsi per bene, di cominciare a girare per produrre pensieri di senso finito. Niente, mi sa che mi tocca svegliarmi sul serio. Così, catapultata dal mondo ovattata del sonno a quello incasinato e già organizzatissimo ed efficientissimo e sveglissimo dell'Illustrissimo. Così, in questo delirio mi accingo ad iniziare la mia giornata, che ho la connessione gentilmente offerta dalla Cicolita e che dura fino alle 8, e perciò mi devo sbrigare. Una congiura contro di me. Che va bene che i vicini di casa non si scelgono, e passi, ma forse, avrei potuto almeno sposare un uomo meno complicato. Ma sai la noia?03 dicembre, 2008
Tagliata fuori.

12 novembre, 2008
Venti.
26 marzo, 2008
Senza panna.
Oh no che non è mica una casa di zucchero filato, certo che non è tutto zucchero e miele, qualche volta ci sono dei bei bicchieroni di acido alla spina, così, che si cacciano giù tutti d'un fiato. Oh, certo che non è il Mulino Bianco, con la mamma sempre bellissima e mai sbattuta, mai arrabbiata, mai un bufalo, mai fraintesa. No che non è tutta panna montata, la stessa da tuffarci le fragole, quella che si fa nel Kitchen Aid e poi si passa per bene col dito tutt'intorno e si lecca pure il cucchiaio per non sprecarne nemmeno un pò. No che non è tutta una melodia, tutto un violino e campanellini e cosine e bacini e ciccì e coccò. No che non è tutto una passeggiata fra i fiori, gli uccellini a cinguettare, le stelle e la luna. Qualche volta uno si arrabbia pure, qui dentro. Qualche volta la mamma certo che rimane bellissima, non sono tutte belle le mamme del mondo? ma qualche volta, ecco che la mamma, che è un tantino sbattuta, si arrabbia un pochino, ma solo un pochino piccino picciò, e diventa un bufalo, ma un piccolo bufalo piccino picciò, e se è fraintesa la mamma si incazza, ossì che si incazza, eccome che si incazza e va bene che non si dice, ma insomma non c'è un sinonimo a s'incazza. E allora,eccolo lì, leggiadro e dolcissimo, arriva un vaffanculo, sibilato, sussurrato ma nemmeno tanto, così che si possa sentire per bene. Non c'è modo di trattenerlo, lui esce e vola via. E nemmeno serve la panna montata.02 aprile, 2006
Serve sempre.

In effetti, ha un suo senso specifico. Può dischiudere per te, in maniera semplice, l'ostico linguaggio html. Può spiegare in men che non si dica anche il più astruso teorema ai figli, tutti compresi, dalla tabellina del 9 alla fisica dello stato solido. Ripara in tutta scioltezza la grata di legno del caprifoglio in giardino e progetta, ristruttura e realizza con rara efficienza. Certo, ha qualche sbavatura. Le camicie nel suo armadio devono avere un certo ordine stabilito, le maglie pure. Il minimo disordine lo manda fuori, ma, col tempo, complice la famiglia, gli animali e , ovvio, la scrivente, si è, come dire, tranquillizzato. Sottomesso, non già. Per il resto, uno zucchero. Un cuore colorato, un'anima bella, l'amore della vita. Di bell'aspetto, un pò fuori, rassicurante, distinto, direbbe mia nonna, fascinosissimo, dico io. Sarò anche di parte, tirerò, per dire un'ovvietà, l'acqua al mio bel mulino, ma, in assoluto, sposare un ingegnere elettronico ha i suoi bei vantaggi.
E io, modestia a parte, lo sposai.
Odore di dicembre.
Che non è pino, non è neve, non è gelo, non è niente. Non c'è dicembre in questi giorni, non c'è niente del genere, non ci sono le...
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Sarà il periodo. O la mia proverbiale e assoluta frivolezza cosmica. Ma a me, scartare i pacchi, galvanizza. Elettrizza. Mi piace, insomma....
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Nasce nei muri Esplode di foglie tondeggianti e vellutate, belle alla vista e alle carezze. Nasce nei muri. Al sole, senza terra, ...


