27 settembre, 2010

Ode ai Calici Disintegrati.

Ora. Càpita che in ogni famiglia normale si abbiano una serie di servizi di bicchieri, come minimo due, uno da tutti i giorni e l'altro per le occasioni. Càpita, lassù nella casa in collina, che i servizi di bicchieri siano più di due: quello per il pranzo, quelli della cena, quelli con Bambi e Cenerentola dei bambini quando erano piccoli e che non vuoi buttare, quelli della CocaCola che per ovvi motivi ne hai una serie illimitata, quelli con i cuori che non vanno in lavastoviglie, quelli che invece qualcuno in lavastoviglie ce li ha messi e i cuori sono sbiaditi, quelli blù, quelli viola, quelli comprati dal rigattiere e quelli di cristallo. Appunto. Quelli di cristallo. Scelti con cura nel maggio del 1994, in un negozio storico di Pavia, mia cognata ed io, lei che ne sapeva e allora mi consigliava, li guardava in controluce, Prendi Questi. Era un regalo per il mio matrimonio, ben perciò era obbligatorio non badare a spese. Quei bicchieri usati ai battesimi, a Santa Lucia, a Natale. E nelle occasioni speciali. Come quella di ieri, quando amici ci han portato in dono un magnum di champagne, epperforza che lo champagne, a berlo nei bicchieri spaiati della CocaCola è davvero troppo da snob. Che calice sia. Anzi, flute, mi aiuti a dire. Gli stessi flute lavati a mano, e senza guanti, con cura fatata, troppo delicati per andare in lavastoviglie, scherziamo davvero, lavati e accuditi amorevolmente uno ad uno, con l'acqua tiepidina, qualcuno giura di avermi visto lanciar loro baci leggeri, nella fase del risciacquo, appena prima di posarli a testa in giù sul ripiano del lavandino, in paziente attesa che si asciugassero da soli, così delicati che perfino il lino dello strofinacci avrebbe potuto esser loro fatale. 




Sono a dirvi, con la morte nel cuore, che un fatto tragico è accaduto ai miei adorati bicchieri.
Il mio Sposo, esattamente Lui, l'Infallibile Uno e Trino, il Profeta, ha inavvertitamente urtato uno dei calici messi ad asciugare con religiosa precisione. E ha giocato a domino. Disintegrandoli in mille invisibili particelle lucenti, che hanno prodotto nello spazio una musica come un concerto di arpa e campanelli, e sul pavimento una coltre di neve brillantissima, dai mille riflessi cangianti e meravigliosi.
Mi ha guardato con occhi pieni di costernazione e richiesta di perdono.
Non ho fatto una piega.
Può succedere.
Come si dice, Chi Rompe, Paga.
E poi, sabato è il mio compleanno.
E secondo un antico documento, i bicchieri brillanti e trasparenti vanno risarciti con altri oggetti, brillanti e trasparenti, da portare al dito, alle orecchie, al collo.
Emmidispiace, bellezza. Stavolta, c'ho ragione.
Eccome, se ce l'ho.

11 commenti:

lucyinvacanzadaunavita ha detto...

un'ode coi fiocchi, me la sono immaginata tutta, la scena. A casa nostra il Natale ha il privilegio di vedere in tavola tutta la parata di bicchieri di cristallo: quello per il vino bianco, quello per il rosso, l'acqua, lo champagne. E il marito fa su e giu per le scale con vassoi di bicchieri. In ciabatte. Io sto in apprensione finchè non finisce. E poi mi tocca lavare e asciugare e riporre...
Se hai bisogno, mi è appena arrivata la lettera del gioielliere di famiglia (che non vado a trovare da un bel po'...) che chiude e sconta. Ma è a Milano... Ciao, Lucia

Amelia ha detto...

ecchecaspiterina!!! brillarelli per cristallo è legge sancita dalla notte dei tempi ;_)))

Amelia ha detto...

ma nemmeno uno è risultato superstite per ricordo!?!?!? dimmi di si ti prego senno mi metto a piangere

emme ha detto...

Pienamente concordo sulla necessità di compensare tale sofferentissima perdita....

so come compertarmi con il mio caro adorantissimo 50% che mi ha appena piallato il pc con la scusa che vista non andava e che si era invirusato anche lui ha fatto tabula rasa di pattern, schemi salvati, link di amene gioiellerie lanose....
senza pietà e nessun occhio da triglia.
Con cosa si compensa questa perdita?
dammi una dritta sul gioielliere che ha me servono palluzze verdi, rosse, azzurre...
Scusa Capitano, ma come ti viene di fare una cosa simile pochi giorni prima del compleanno? Te la cerchi!!
un abbraccio a tutta la collina m.

Unknown ha detto...

Certo che, presuntuosi come sono, quando la combinano, la combinano grossa!!! Esattamente l'anno scorso di questi tempi il maritino, pilota infallibile da almeno 35 anni, orgoglioso di non aver mai causato incidenti, mi ha distrutto l'adorata seicentina. Vecchia sì, ma assolutamente indispensabile! Ebbene, ha dovuto sostituirla con una fiammante,nuovissima 500 full option!!! Chi rompe paga!

Knitaly ha detto...

:)
bel risarcimento!
E per il prossimo champagne quelli firmati coca-cola andranno benissimo!

fux ha detto...

Mi manca il fiato per i bicchieri.
Povero... sommo web master...
Fossi in te lo consolerei un po'.

Stephanella ha detto...

La tua ode mi ricorda un giorno di Natale di anni fa, quando mi prestai a lavare il servizio blu che mia mamma usa solo in occasioni super-speciali (anch'esso un regalo di nozze come i tuoi calici).

Ma' asciugava pezzo per pezzo quando ad un certo punto decapitò di netto il coperchio della zuppiera. Lacrime ed isterismi ne seguirono... Ma sai a cosa penso tutte le volte che mi viene in mente questo episodio? GRAZIE a GESÙ che mi guardava dal presepe NON fui IO a romperlo.

Anonimo ha detto...

non occorre che ricordi al Profeta quale amico puo' venire in suo aiuto vero?


la tua amica delle provettetyanesha

Gallinavecchia ha detto...

Assolutamente, voto anch'io per il risarcimento. Mica si può passar via indenni dopo siffatta catastrofe. Risarcimento ci vuole. A lui la scelta: tennis o trilogy ;)

CINZIA BS ha detto...

Eh no!! Dopo siffatto danno..ENTRAMBI!! e per Bacco!!! Non ce la si sfanga fuori mica così a buon mercato! L'esimio Profeta si proferirà in due, dico due, regali preziosi: uno per risarcimento del sommo danno e uno perché TOCCA! Tocca proprio da calendario!! O no???
Bacione, Laura
Cinzia BS

Odore di dicembre.

  Che non è pino, non è neve, non è gelo, non è niente. Non c'è dicembre in questi giorni, non c'è niente del genere, non ci sono le...