25 giugno, 2018

L'Irrimediabile Sortilegio del Fiore del Cappero


Nasce nei muri
Esplode di foglie tondeggianti e vellutate, belle alla vista e alle carezze.
Nasce nei muri.
Al sole, senza terra, senza acqua, con tanta luce, al sole bello delle Isole dal mare di fuori, le più lontane, le più cariche di storia e si fascino e di case principesche in campagne abbandonate, o in borghi intatti che dall'alto dominano lo Stretto e tutto il blu che puoi immaginare, che i tuoi occhi possono guardare. E comprendere.

E' un fiore elegante ed austero, che non si può cogliere nè conservare, nè farne un mazzolino, nessuna sposa mai avrà fiori di cappero nel suo giorno più bello.

Ha un profumo sottile, a ricordare quello che era, dacchè è il cappero a formare il fiore e non viceversa, cosa credi.

E' dal cappero che viene, bottoncino squisito e prezioso, del quale fiore ne è il bocciolo. Non è il fiore che diventa cappero. Ma il cappero a diventare fiore.

La bellezza esplode sempre,in qualunque modo tu la possa intendere. Se dal muro o dalla terra arsa poco importa.

Come certi amori, come certe vite, come certe storie, il fiore del cappero incanta, in gioco sapiente di colori e sfumature e filamenti viola e corolle candide come ali.

Diventa perciò fiore raro e sconosciuto, che non si coglie e non si trova, o si ritrova poi, fra le pagine di un libro letto in poche ore un giorno di fulmini perfetti in mezzo al mare, oppure accartocciato sul fondo di uno zaino tra la sabbia residua e i sassi verdi trovati sulla riva e conservati, come si fa da sempre, in qualunque mare.

Amo il fiore del cappero che nessuno conosce e nessuno sa, perchè a volte, fiore di cappero mi sento anche io,
Che fiorisco senza acqua e senza terra, col sole e col mare, salvo poi trovarmi accartocciata da qualche parte, ammaccata e senza colore, e i petali candidi sono di un giallo malato e senza forma.
Lasciata lì, sul fondo di uno zaino, in compagnia di sassi di mare che non sanno più che storia raccontarmi per farmi sorridere.

Sono fiore di cappero e cappero salatissimo, sono aiuola disordinata che spunta da un muro, sono storia incredibile raccontata in un aranceto abbandonato, e di storie ne so tante, e tante ne invento per restare viva e no perdermi, e tante ne scrivo per non dimenticarmele, e ho sempre come me un quaderno e una penna, e quando non ne avrò più da raccontare allora sì che sarò persa, troverò il modo, la strada, la forza, i colori, non so.

Intanto, ciao Fiore di Cappero, non ti conoscevo fino a due giorni fa,  dimmi che anche tu hai una storia bella da raccontare.


Salgo.

Ho sempre amato le scale. Forse più a salirle che a scenderle, non saprei. Ho sempre avuto case con scale, dentro, intendo, quelle ch...