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18 aprile, 2012

L'arcobaleno.




No che non era una bella mattina. E l'avevo anche detto, lo avevo scritto qui, come faccio sempre, quando voglio tirare fuori le cose che sento per poi scoprire che sembrano solo le mie, ma che sono di millemila altre persone, a giudicare da quello che mi scrivono. Non era una bella mattina no. 

Poi.

Qualcuno mi ha trovato. Qualcuno che in questi anni avevo cercato tanto, ma della quale avevo perso le tracce.
E' successo tanto tempo fa, credo fosse marzo, 1994. Mi era presa secca col punto croce, avevo ricamato la qualsiasi ai miei allora due allora bambini. Tazze per l'asilo, righelli, perfino il nome sul grembiulino. E lenzuolini, quadretti di Peter Coniglio per la loro camera, perfino La Mamma è Sempre La Mamma, così, per darmi un tono. Avevo imparato da sola ma volevo imparare bene, volevo fare meglio,avevo sentito parlare di lei, era a Varese, mica sulla luna. Così, sono andata a trovarla.
Un negozio dove ti ci perderesti, dove fili, tele strane, cose bellissime ti tengono come in balia, vorresti tutto, il doppio di tutto, è successo con la lana, così  successe per il ricamo.

E' stato un incontro di quelli che si ricordano per sempre, non capita spesso di trovare persone con le quali hai subito un certo tipo di affinità, alle quali racconti tutto quello che sai, non so come dire.
Mi ha insegnato il rovescio perfetto in un'ora scarsa.
Abbiamo chiacchierato per ore.
Mi sarei sposata il giugno successivo, sono uscita dal suo negozio convinta che sarei riuscita a ricamarmi i tempo il vestito, o un grembiule dei suoi, di quelli che inventava lei. Lo conservo ancora, nero, a quadretti, con un imparaticcio ricamato sul davanti.

Ci siamo viste ancora qualche volta. Le persone con le quali hai da subito uno scambio di idee vicine, una vicinanza di pensiero e di sentire, non si dimenticano tanto facilmente. Lo so. Lo so perchè in tante, in questi ultimi giorni, me lo sono venute a dire, lo hanno provato al Camp, ed è stata un'esperienza da raccontare.

Ho insegnato la sua tecnica almeno a una cinquantina di persone, da allora.
Ricamato una serie di cose da riempirci una casa.


Oggi, mi ha trovato.

E sono felice e onoratissima di dire che oggi ho parlato proprio con lei, Rosanna Pagliarini, l'autrice di quel libro introvabile, quella dei grembiuli, quella degli schemi con le papere che andavano così tanto all'epoca, quella che mi ha fatto adorare gli Amish e la loro storia, ecco proprio lei.
E mi batteva il cuore così forte, che nemmeno se mi avesse ritrovata un vecchio fidanzato sarei stata così emozionata e felice, anzi di sicuro.
E che bello quando senti che c'è chi si ricorda di te, che bel regalo, che grande cosa è sapere che qualcosa negli altri, hai lasciato, alla fine.


Ci vedremo presto, ci siamo promesse un pranzo ai primi di maggio, abbiamo già un progetto, detto al volo, così, dentro al telefono, con la stessa energia di sempre.
Sono contenta di avere, adesso sul telefono, sotto la R tra Roberta e la Villani, proprio lei, Rosanna Pagliarini.



Stamattina ho odiato la mattina che era.
Verso sera, dalla mia finestra, brillava un arcobaleno.

23 gennaio, 2011

L'aperitivo della domenica.

La Furetta è venuta ad aprirmi ballando, come fa di solito, nonostante i 38 di febbre. Mi serviva un foglio di carta da forno, dacchè le mie focaccine vanno a ruba e sono state richieste nonostante quest'oggi non fossero comprese nella carta, alla voce Sfiziosità. Noi qui si fa così, se manca un qualchecosa, noi si va dalla vicina di casa, che non è che sia la dirimpettaia, o quella del piano sotto o sopra al tuo. Essere vicini di casa qui vuol dire che la tua Casa in Collina è proprio appiccicata alla sua, di Casa in Collina. Io sovente vado a mendicar cose, nel senso che se m'acchiappa di fare una cosa e non ho l'ingrediente giusto ed è domenica ed è la una suonata, che problema c'è, io mi intabarro in qualcosa ed esco, cosìcomemitrovo, e suono al campanello. C'hai un limone, un uovo, un pò di farina gialla, il lievito per dolci? Così fan tutte. Non tutte però fanno come la Cicolita, che, pronti via, organizza in cinque e tre otto un aperitivo al volo, dove il Furetto e la Furetta aiutano a versare i salatini nelle ciotole, dispongono per bene i bicchieri, portano i tovaglioli ad uno ad uno. Noi qui ad ingegneri non stiam male, che ce n'abbiamo dovunque, in loco e fuori loco, vicini, appiccicati, che anche lei è Ingegnera assai, che mi domando come faccia ad essere amica con me se dispone con tale geometrica precisioni i contenitori delle carte, della pellicola e dell'alluminio, che le mie sono slabbrate e schiacciate e quando le prendo è matematico che mi cada e che ci faccia delle strade di alluminio per terra, e allora cerco di riarrotolarlo ma è tutto come già usato e non sta più nel cartoncino e della pellicola invece non trovo mai il capo giusto e ci sto le ore a grattarci sopra e a trovare il bandolo. Fatt'è che gli aperitivi improvvisati della domenica verso ora di pranzo sono i più belli del mondo, perchè un attimo prima eri in camicia da notte e subito dopo eri lì, vestita da casa,certo, perchè sei a meno di due metri da casa tua e c'è la regola che quando c'è qualcosa che non va noi si batte sul muro, lo stesso che  fa sentire a me quando lei si imbizzarisce coi Furetti e a lei quando segna la Juventus. 

L'aperitivo al volo della mia Regia Vicina di Casa in Collina c'è piaciuto assai, appollaiati nella sua arancio cucina dove presto troneggerà un Kitchen Aid ugualeuguale al mio, così il vino che mi ha fatto riedere mezza ubriaca ridendo ridendo ridendo in quei dieci passi, mentre la lista delle cose che le devo consta di un numero imprecisato di uova e litri di latte, di sale fino e grosso senza differenza, e ora anche un rotolo di carta da forno. E poi, questo alzare i bicchieri col vino rosè che ti prende subito alle gambe, è stato il modo migliore per salutare con un bel Ciao Cocca, la nostra Ester. Che bello, però.

07 maggio, 2010

Per me.

 E' arrivato un pacco rosa, insieme ad altri due, stamattina. E' un gran traffico di pacchi e pacchetti, in partenza e in arrivo, si prepara il Cuore di Maglia Camp, e man mano che si avvicina l'ultimo week end di maggio, le cose da fare sembrano sempre di più. Ma noi qui, tra la casa in collina, le Amiche sparse sù e giù per lo Stivale Intero, le Auctoctone che fanno il punto della situazia ogni giovedì pomeriggio, trovandosi al Bio, non ci facciamo certo intimorire. Abbiamo instituito ponti radio con Torino e Milano e Cuneo, è tutto uno scambiarsi di mail e messaggi, e questo e quell'altro, che più di un Camp sembra una convention di Confindustria, ma insomma, noi ci quotiamo, perchè noi valiamo e non mi viene in mente nient'altro.
Ma oggi.
E' arrivato il pacco rosa, il mio indirizzo scritto per benissimo, ordinato, un pò più pesante del normale, io c'ho mestiere e so indovinare con esattezza se trattasi di scarpine o copertine, dal solo soppesare il pacco medesimo. Bene, erano cose bellissime. Una anche per me. E una per la PrinciAerosol. Meraviglia. E' sempre una grande meraviglia ricevere regali, soprattutto da chi non sai, soprattutto da chi non hai visto mai, ma che ti legge e ti scrive e ti dice cose così belle che non meriti, e che insomma, ti fa un regalo che più azzeccato di così, e più bello di così.
Diamanterosa. Eccolo qui. Un quadernino per i sogni è un grande lusso, mandato da chi i miei sogni, i miei magoni, le mie più piccole cose le legge ogni giorno, qui. E due penne rosa e viola per scriverli, fermarli, non dimenticarli mai. Il mio nome c'è già, è l'immagine che c'è sopra, Diamanterosa, c'est moi. E a volte mi si chiede il perchè di tutto ciò, il perchè di questo scrivere e raccontare, che cosa ci trovi, in fondo. Non cosa, ma chi. Persone che ti mandano un pensiero da lontano, che ti scaldano con un pacchetto nel pacchetto,  che ti mandano un pò del loro cuore facendo la fila alla posta, e ci mettono un pò d'affetto, una carezza. Io ringrazio. Io ringrazio chi mi ha mandato tutto questo, perchè è un regalo così bello, che può fare solo chi ha un cuore speciale, e tanti ne ho incontrati scrivendo qui, e allora grazie, alla delicatezza, all'attenzione, alla cura, grazie alla bellezza, al cuore che c'è dietro al  quadernino e a tutto il resto, un cuore lucido che abbraccio e non conosco. Ma so.

08 marzo, 2010

La Mia Mimosa.

Ne hanno comprato un mazzolino dagli ambulanti lungo la strada. Lo hanno pagato a mezzi, contrattando sul prezzo, 2 euro al posto di 3, mamma, il Liceale è imprenditore nato, da qualcuno avrà pur preso. Non hanno molti soldi in tasca i miei figli, mai, e perlopiù monetine, resti non restituiti, o pescati nel vaso dell'ingresso, per la merenda a scuola. Sono arrivati col loro mazzolino, L'Idea è Stata Sua, ha detto il Giurisprudente con quella faccia da bello e dannato, Adesso Però Non Ti Mettere a Piangere. Non piango no, e io la mimosa non me la sarei comprata mai, e figuriamoci vostro padre che queste cose proprio non le sopporta, e solo mio nonno, anni fa, arrivava con la mimosa per me e per le sue figlie, ma è passato così tanto tempo che nemmeno mi ricordavo alla fine. Siete arrivati voi due, miei figli maschi, per vostra sorella e per me, un pensiero dolcissimo, due mazzolini di un bene che si tocca, che si accarezza guardandovi, io, fiera di come siete, fiera del vostro modo maturo di essere ragazzi, fiera di questi occhi e di queste braccia che mi stringono, di questo vostro amore per me, di questi baci e di questa barba che pizzica, fiera e felice di questa sorpresa, di questa attenzione tenerissima, un prezioso mazzolino di mimosa, il più bello del mondo, 2 euro invece di 3, dall'ambulante lungo la strada.

21 dicembre, 2009

La Danza delle Scatole di Latta 2


Alla fine è arrivata anche a me. Dalla mia compagna di scatola, cioè lei. Questo giochino bellissimo, organizzato con rara maestria dalla mia Amica Parigina, mi ha portato grandi sorprese, chiuse dentro a scatole di latta che hanno danzato e danzato in giro per l'Europa. La mia, nella fattispecie, conteneva queste cose meravigliose. Dei baccelli di vaniglia specialissimi e profumatissimi, zuccherini, rose per i biscotti e un segnalibro. Che ho adorato appena l'ho visto, forse perchè io regalo sempre un libro e un segnalibro, perchè le dediche mi fanno malinconia, ma è il segnalibro che conta, o forse perchè Parigi è mia, forse ci ho abitato in un'altra vita, o ci abiterò nella prossima, chi può dirlo. Perciò, dato che, maguardaunpò, la mia scatola arriva giusto da Parigi, ringrazio con un bacino la mia Compagna di Scatola e anche la mia Amica Parigina. Mai giochino fu più divertente.

18 dicembre, 2009

Chissà.

Chissà se nevica alla fine. Mi piacerebbe ma non vorrei. Che complicata che sono la mattina presto. Mi piacerebbe perchè la guarderei dalla finestra e me ne starei tappata in casa, dalla collina non si scende se c'è la neve, è tradizione, oramai, tanto che quando si sentono gli spalaneve e si vedono le luci gialle che girano un pò ci dispiace, come, di già? e noi che volevamo starcene qui al caldo e avere la scusa per non mettere il naso fuori dalla porta. Non vorrei perchè se no, domani, come si fa, ad essere al Madama Knit? Chissà il freddo, il sottozzero con due zeta che vuol dire che proprio fa freddofreddo, come quando si dice dammorire con due emme, o perchemmai quando una cosa proprio la vuoi sapere e sei curiosa e curiosa e ti piacciono così tanto le sorprese e poi questo è proprio il periodo, delle sorprese, è così bello, ti senti sospesa, Me Lo Dici? No, E' Una Sorpresa, che bella frase sarà mai da sentire, anche a me che non resisto, che non apro i pacchetti a Natale ma un picosecondo dopo che li ho tra le mani, io non resisto, curiosa che non sono altro e poi , wow, mi piace da morire, non solo la sorpresa ma tutto il resto, anche, i pensieri che hanno avuto per me, il tempo che mi hanno dedicato, la cura, le cose. Chissà quante altre sorprese, belle s'intende, che avrò per questo Natale che viene. E chissà che bei giorni e che belle sere e che bei momenti perfetti. E chissà quante cose avrò ancora da fare, adesso che ancora non ho ancora compilato la mia lista per non scordare niente e chissà che guaio di persone e macchine e pacchi e furgoni e parcheggio ci sarà in città, ma io non mi smuovo, ho le mie sorprese già qua, già scartate sotto l'albero zen, zen di palle bianche e senza luci, zen di una stella di cristallo, di ghiaccio sembra, luccicante e luminosa, zen di un semplice, perfetto, avvolgente benessere, ben stare, come si dice, chissà se la neve ma poi alla fine, che nevichi, ma poco.

14 dicembre, 2009

Ma come, ancora?



Yessssss. Stasera, mezzanotte più o meno, Rai Radio Uno, Fragole on Air.

01 dicembre, 2009

Fatto!

Emozionante, direi. Bellissimo. Davvero impagabile. Finalmente è nato il primo Quaderno degli Schemi di Cuore di Maglia. E' stato bello pensarci, crearlo, inventarlo dal niente, cambiarlo un pochino, sistemarlo per come siamo state in grado di farlo, esattamente così come lo volevamo.
Fuori diluvia, ci sono goccioloni come sassi sui vetri delle finestre e sul terrazzo. Eravamo in tante, come ad una festa improvvisata, e adesso il sonno mi è passato e vorrei ancora stare qui a raccontare di questo progetto e di tutte le cose che faremo. Ma è molto tardi, e mi sa che è proprio meglio che vada a dormire.
Stavolta sì.
Grazie, grazie e grazie. Altre parole, scusate tanto, non me ne vengono.
Il Quaderno lo trovate qui.

30 novembre, 2009

Ci siamo quasi.

Cheggiornata, con due g. E che serata. E che nottata sarà mai. Sembra davvero Capodanno. Siamo qui, ad aspettare la mezzanotte. Perchè a mezzanotte succederà qualcosa di straordinario.
Il nostro personalissimo San Silvestro inizia ora. Fra pochi minuti svelato verrà il mistero delle ultime settimane. Coraggio, i fuochi d'artificio da questa parte. Resistere, crollo dal sonno ma resisterò, giuro, mano sul cuore. Che bello, però.

E domani...

Domani che?
Domani, beh, una sorpresa.
Sorpresa per chi?
Per tutti quelli che vorranno, che scoperta.
Domani a che ora?
Dalla mezzanotte di stasera, bestiuccia, che è ancora oggi ma già domani.
Ok, allora sto incollata al pc.
Ecco, brava.

28 novembre, 2009

Indovina?

Sorprese, magie, apparizioni e sparizioni.
Tempo di sorprese, da queste parti.
Prossimamente qui sulle Fragole,
ma anche, e soprattutto, qui.
E prossimamente si scrive prossimamente
con la s sibilante, ma si legge
1 dicembre 2009.

Curiosi, curiosi, e ancora curiosi.

E non chiedete a lei e nemmeno a lei. Tanto, non vi diranno nulla.


23 novembre, 2009

So precious.


Preziosi, sì. Luccicanti, luccicantissimi. E per me che son gazzaladra, di rara, rarissima bellezza. Un regalo, perlopiù. Ma procediamo con ordine. Si dà il caso che io sia in questi giorni di nebbia a setacciare rigattieri, svuotacantine e solai, alla ricerca di un arredamento shabby che nessuno vuole, quelle poltroncione enorme ricoperte di tessuti improbabili, quei tavoloni lunghissimi, quelle sedie da bistrot, come ho imparato che si chiamano. Per quel progetto che mi frulla in mente da un pò e che forse in primavera, in grazia di Dio, sarà finalmente attuato. Così, ho scoperto un luogo. Un luogo non distante da qui, che ci si arriva in fretta, meglio se con un dolcetto. per il caffè delle 11, nel magazzino con la stufa, che ha tutto un altro sapore. E'un luogo che adoro, perchè vanesia e sognatrice come sono, mi piacciono i luoghi dove si intrecciano le storie di mille persone, credenze, armadi, vecchie camere da letto, specchi sontuosi, scatole di latta, lampadari opulenti, zuppiere e piattini sbeccati e spaiati e libri, dischi, copriletti, sedie impagliate, cose. Mi piace l'odore di questi posti, di colla, di legno, di vecchio e di bello. Affascinante, per me. E poi lei, Nicoletta, la regina di questo Parco dei Tesori, che ha avuto da subito per me un trattamento speciale già dall'altra volta, e anche oggi, che sono andata a prendere le sedie, che arrivano da una sala, quella del pranzo della domenica mi sa, che sono un pò sporche ma di una bellezza semplice e giusta per il luogo dove andranno. E poi, quel regalo inaspettato, quella scatola da merceria che sembrava vuota e invece era piena, piena di tesori meravigliosi, vecchi nastri di organza con la carta giallina e il prezzo in lire, vecchie cerniere di metallo di colori impossibili, verdissimo mela, arancione, rosa confetto. E poi questi gioielli. Bottoni bellissimi, mi piacciono i bottoni, non è mistero, ma questi sono gioielli veri, che a cucirli insieme possono fare una collana luminosa, o anche se li tieni lì, nel vaso della marmellata che hai lavato con cura, e con cura hai staccato l'etichetta Confiture de Fraises, e ce li metti dentro e li guardi da lì, anche da lì fanno un bel vedere, bellissimo. E poi dei ferri di metallo, che non si trovano più, indovina, viola e rosa, ma oggi non era nemmeno il mio compleanno, ma Nicoletta sa che tutte queste cose vanno per il Cuore e lei, che di cuore ne ha una tonnellata e sa, lei che è nata nella nebbia come me, lei che è sognatrice e visionaria come me, a lei, Nicoletta, grazie, grazie, e ancora grazie. Col Cuore, s'intende.

17 novembre, 2009

Stelle a manciate.

Stanotte, sì. E lo so che non è agosto e non si è in mezzo al mare, che di solito, è da lì che si guardano, o coricati nel patio di casa, i ragazzi in gruppi sparsi alla vedetta, da dove si sorvegliano gli incendi, è il punto più alto di quel luogo che si adora, l'estate, nell'Isola che era Atlantide, lo sai? lo ha detto anche Voyager, ieri sera. E' insolito, vederle qui, le stelle che cadono, e stasera, si dice, ne cadranno una quantità tale che sarà uno spettacolo vero, bellissimo, inusuale, anche se succede ogni anno, il diciassette novembre, maddai, sai che non lo sapevo? Si organizzerà una piccola spedizione, forse uscire nel pratino non basterà, se spettacolo deve essere, chessìa, nella collina dietro la casa, nel Prato Grande, o alle Rose Selvatiche, laggiù, accanto all'Alloro Gigante che sembra una Sequoia, non è di nessuno e nessuno lo taglia mai, è enorme, disordinato, bellissimo. Farà freddo, stasera, ma in grazia di Dio quel che non ci manca sono sciarpe e sciarpone, di ogni foggia, filato e qualità, a ben pensarci ne potrei vendere, se volessi, ma le ho messe già e hanno ancora il mio profumo, non si fanno mica regali così. Di stelle ne cadranno a tonnellate, esclusive, riservate, per chi non soffre il freddo e guarda pochissimo la televisione, per chi si incanta a guardare il cielo, la Luna, le nuvole che corrono, per chi annusa il vento e ama il rumore delle foglie calpestate, della pioggia sul terrazzo e contro i vetri, per chi guarda l'alba e si affascina e innamora, ogni volta un pò di più. Per chi come me si sveglia e sorride, per chi ha un cuore colorato che salta gli ostacoli e la paura, per chi esprime desideri impossibili, guardando le stelle d'autunno.

28 ottobre, 2009

Senza titolo.

Trovata così, nel cortile di una vecchia cascina, usata da deposito per vecchi mobili, carabattole che non vuole nessuno, scatole di latta, cestini di vimini, vecchie sedie, salotti di velluto stracciato, tavolini che stanno sotto gli acquazzoni, servizi di piatti spaiati, tazzine, portadolci, casseruole, ferri da stiro, una Olivetti, lampade e lampadari a goccia senza gocce, nè lampadine, nè niente. Sono andata lì per il mio progetto, ho scelto qualche mobile qua e là, un armadio, dei banchi, delle cose. Starò sospesa. Dirò e non dirò, come quando ho cose tanto belle da dire e che non dico, non so, per paura che scòppino, bolle di sapone, palloncini persi per aria, sogni schiacciati. E' così simpatico quest'omino, mi racconta sempre un sacco di storie, questo armadio viene da e questo organo, anche. Questo tavolo déco, non ha una gamba, ma non è bellissimo? Lo è, infatti. Questi posti mi affascinano, luoghi dove si accatastano tante vite e tante storie, e si intrecciano mille destini, mille facce, mille esistenze passate, forse, sparite, probabile. Mi piacerebbe sapere chi si è seduto in questo banco da chiesa, e quali preghiere e quali peccati, e quali mani hanno acceso questa lampada elegante, in quale salotto, da quale promessa sposa, o zitella iniacidita, o maestra di pianoforte, col ricamo in quel cestino di vimini, e la borsetta a mezza punto. E quale rosolio ha versato in questi bicchierini sbeccati e pieni di acqua piovana e di foglie, e di terra, e quali biscotti ha conservato questa scatola di latta con la Mole, offerti al notabile del paese, seduto all'orlo di questa seggiolina sbrecciata, che ci esce l'imbottitura da una parte, e questo appendiabiti, ha forse accolto il mantello del medico condotto, con quella borsa di cuoio, che veniva in visita alla signora malata, il viso sofferente tra i cuscini ricamati, intristiti dal tempo e dai topi, forse, ma una volta candidi e perfetti, resi immacolati dalle sapienti mani della servitù, che accompagnava il piccolo di casa all'asilo, la merenda in quel cestino con la chiusura rossa, e quel camion di latta, con la scritta Shell che si vede a malapena. Volevo una lavagna di scuola e un banco, di quelli di legno, in un pezzo solo, con il buco per il calamaio. L'omino della cascina non ce l'aveva. E quando ho visto questa insegna, abbracciata da mille rami di rovi umidi e foglie di vite vergine e tralci e terra, bagnata, pesantissima, l'ho portata via con me. Perchè nessun segno del destino è più forte di questo.

21 giugno, 2009

Ci vuole.



Ci vuole eccome. Anche se non siamo in città, anche se non siamo nemmeno di Alessandria, anche se, anche se, noi qui sono giorni che questo Grigi Alè Alè ci rimbomba nelle orecchie, dacchè il Liceale e il suo Degno Compare che con noi dividono questo viaggio nella cultura greca (!) non cantano altro. Ben perciò, anche da quaggiù, da questa sperduta isola dell'Egeo, arriva il nostro supporto ai Grigi, che proprio oggi hanno una partita importante per passare in serie C o una roba del genere. Alla fine, mi sa che a furia di calciomercato, rigori e assist, e compriamo questo e vendiamo quello, mi hanno coinvolta. Un pò, ma mi hanno coinvolta.

10 giugno, 2009

Sassolini.

Sono quelli che trovi in fondo ai cassetti, nel cestino del bagno, sono quelli bianchi e piatti, o gli smeraldi, come li chiamavo da piccola, le schegge di vetro arrotondate dal mare, che raccoglo da sempre e conservo, pietre preziose di un valore che conosci solo tu, perchè sai bene quando li hai presi, e ti ricordi di quando e di quando, e di quella volta. Poi ti scordi che ci sono e che bello quando li ritrovi, li sciacqui un pochino e tornano brillanti, bellissimi, preziosi. Questa fotografia, controluce e fuori fuoco, è stata scattata ieri sera dalla Princi, in un terrazzo al fresco di un acero, le mattonelle lucide, una cena sontuosa da regine. Ma potrebbero essere i due banchi in fondo a sinistra, col diario di Linus, i bigliettini per copiare, le mele per l'intrervallo, un gettone del telefono per chiamare casa, la cinghia per i libri, il tratto pen verde e i quaderni Hollie Hobbie. Loro ci sono state sempre, nella gita a Firenze e nel cortile di casa mia quando piangevo e che bene mi ha fatto vederle tutte lì. Loro sono ancora loro, come sempre, come allora, e questo affetto chiaro e mai passato si sente così bene quando ci abbracciamo, quando ci diciamo Ma Sono Così Contenta Che Sei Qui, quando guardiamo le bambine che si scapicollano sull'altalena e diciamo Beh, Tanto Diverse Non Potevano Venire. Ridiamo come allora, fino alle lacrime, e si vede, e abbiamo fatto tanti di quei versi per questa foto come quella volta in Piazza della Signoria. Noi 4, i due banchi in fondo a sinistra, le stesse risate, le stesse battute, le stesse anime bianche, mai scalfite nonostante, gli stessi sorrisi. Sassolini preziosi, ritrovati per caso, di un valore così grande che lo sai tu.

01 giugno, 2009

Il regalo.

Sorprese e novità, semplici cose da nulla nel lungo week end di inizio giugno. Ci si ferma un pochino, dopo una settimana feroce di cose e giri e faccende e questioni. Questa famiglia qui, e va bene che sono grandi e va bene che non sono più da seguire a vista d'occhio, ma insomma, un bel daffare lo da comunque. Così, si è aspettata la domenica e ci si è fatto un regalo. Improvvisato, in realtà, nemmeno programmato e come tutte le cose fatte così, bellissimo, appunto. Sono venute da me, di passaggio dall'outlet, cariche di pacche e pacchettini. Ho scritto loro la strada con un sms, affinchè non si perdessero lungo la strada fino a Villa Villacolle. Compagne di scuola, di classe, di banco, amiche da una vita, insieme dalle elementari con una di loro, quella che ha perso buona parte del suo tempo a spiegarmi i profitti e le perdite, ma che io, zuccona, non ho mai imparato. E lei, che avevo già incontrato tempo fa, ritrovato, riabbracciato. Ci siamo raccontate, abbiamo riso come sceme sedute in cucina, hanno visto i miei figli, Uguali A Te, abbiamo ritrovato le noi che eravamo e che non sono cambiate. Sono ancora io, sono la Laura, con l'articolo, come mi chiamate voi, sono quella di sempre, che scriveva e scriveva, e faceva tutti e tre i temi del compito di italiano, e scrive scrive, oggi, per dirvi di quanto bello è avervi trovato, di come sia bello trovarvi così, cresciute e intatte, uguali, i guai, i figli, le cose che non hanno cambiato i vostri occhi che brillano, gli stessi che trovavo nel terzo banco a sinistra. Nessuna malinconia, una buosa dose di gossip innocente, e come farselo mancare, fidanzati passati, amori eterni, e ti ricordi quella volta che. Un bel regalo nel week lungo end del 2 giugno, noi tre, cresciute, si dice, ma uguali, tu sempre la Manù, tu sempre Carol, e io sempre la Laura, con l'articolo.

15 febbraio, 2009

La mia compagna di banco.


Non l'ho mica riconosciuta subito. Una bella voce squillante, da bimbetta, la sua, quella che ha avuto sempre. Ho fatto un salto sulla sedia, che stavo litigando con un pattern in inglese, ma neanche inglese, in greco antico, mi sa che non ci ho capito una beata e che invece di una scarpetta ci salterà fuori una presina. Mi ha chiamato la mia compagna di banco. Quella che ha fatto con me, prima che andassi via, quattro anni delle superiori, un pò davanti, un pò dietro, spesso alla destra o alla sinistra, i banchi erano da tre, mica da due, e potevi averne anche due di vicine di banco, una cosa furba, un lusso in un certo senso. Ci siamo divertite tanto, abbiamo litigato tanto, abbiamo fatto gite e canti sguaiati e pianti nei cessi, e abbiamo ripassato febbrilmente, ci siamo passate compiti, io la brava di italiano, lei e la Manu le brave di matematica, e bigliettini e scritte sul banco, e assemblee, e scioperi, e giustificazioni e cuori trafitti e cineforum e merende divise e alzate di mano, e discussioni. Mi ha chiamato la mia compagna di banco e mi ha fatto venire un magone che mi piace, e mi sono stupita che non mi abbia chiesto i compiti che ci sono domani. Ha figli lei, ho figli io, è passato un secolo, ma oggi ho sedici anni, ho qualcuno che non mi ha scordato e che non ho scordato mai, e ho un cuore felice che balla e sorride.

01 gennaio, 2009

Duemilanove.

Possa la strada alzarsi per venirti incontro,
possa il vento soffiare sempre alle tue spalle,
possa il sole splendere caldo sul tuo viso,
e la pioggia cadere soffice sul tuo giardino,
E fino a che non ci incontreremo di nuovo
possa Dio tenerti nel palmo della sua mano.

Benedizione irlandese.

...il più bel messaggio che ho ricevuto ieri sera.
Grazie Elisa.

13 maggio, 2008

The day after.

Ma certo che adesso non mi monterò la testa, certo che no. Che serata, signora mia, e che nottata, pure, chissà cosa hanno pensato i vicini, con tutto quel movimento, e a quell'ora della notte, poi, la mezza passata, da noi, poi, che alle 11 al massimo si dorme tutti o quasi. Che notte, signora cara, che notte, che poi quando sono andata a dormire non mi riusciva di prendere sonno, e mi giravo e rigiravo e stragiravo convulsa come un pollo sullo spiedo, che polla son veramente, tanto gas per una telefonata in radio...beh, sfido chiunque, dai. Direi che è andato tutto bene, non mi sono impappinata neanche un pò ed è scivolato tutto via veloce. Diciotto minuti di intervista, non è roba da tutti i giorni. Domande su di me, sulle mie Fragole e su Cuore di Maglia, soprattutto, questa creaturina che così piccina dà già tutte le sue belle soddisfazioni. E' stato emozionante e divertente. Ora, aspettiamo soltanto la registrazione. Sì, perchè l'unica sbavatura è stata che, ad un certo punto, la connessione a Villa Villacolle se ne è svanita, puff!, e quindi il file dell'intervista è rimasto a metà. Ma non è importante. Ce l'avrò e molto presto. Insomma, oggi si riprende, basta coi sogni di gloria, con l'agitazione come ad un esame, con gli sms incoraggianti delle mie Amiche. Sei contenta? Ti ha intervistato Costanzo? Hai finito di stremarci? Bene, adesso è finita. Riprendi con le tue Fragole, i tuoi progetti, le cose tue e non montarti la testa. Ma certo che no. Son forse una che se la tira? Son forse una che parla sempre di se stessa? Son forse una che, pur di non chiederti nulla a riguardo, si inventa un arresto, un maremoto in casa sua, un serpente a sonagli trovato nello sgabuzzino? Tutto rientra, da oggi. E per gli autografi, da quella parte.