Alla fine, eccola qui. L'Intervista, intendo, la Unica e Sola, proprio qui a destra, e tutta per intero, mica a spizzichi e bocconi come l'altra volta, che la connessione era saltata tra le maledizioni del mio Sposo Illustrissimo, che aveva messo sù un marchingegno che nemmeno Bill Gates. Ed è perciò che ieri, sempre il mio Sposo Illustrerrimo ha voluto farmi un dono: una specie di filmato, una roba da curiosare, a fare da cornice alle bizzarre domande del mio Famoso Intervistatore. Una meraviglia. Mi sembra carino. E voglio altresì tranquillizzare che molto presto un altro filmatino aggiungerò. Quello dove piango, discuto e litigo con mio marito, e grido così forte che tremano i vetri o quello dove magari sono a qualche funerale, oppure quella volta che uno dei miei figli era in ospedale, oppure quell'altra volta che qualcuno di loro era così grave che non si sapeva bene. Così, contenti saranno quelli che un pò mi gufano, che un pò me la tirano, che un pò mi commentano con le loro cazzate, e scusate tanto la parolaccia, ma come si dice, quando ci vuole ci vuole. E modestia a parte, qui ci volle.09 giugno, 2008
Integral Version.
Alla fine, eccola qui. L'Intervista, intendo, la Unica e Sola, proprio qui a destra, e tutta per intero, mica a spizzichi e bocconi come l'altra volta, che la connessione era saltata tra le maledizioni del mio Sposo Illustrissimo, che aveva messo sù un marchingegno che nemmeno Bill Gates. Ed è perciò che ieri, sempre il mio Sposo Illustrerrimo ha voluto farmi un dono: una specie di filmato, una roba da curiosare, a fare da cornice alle bizzarre domande del mio Famoso Intervistatore. Una meraviglia. Mi sembra carino. E voglio altresì tranquillizzare che molto presto un altro filmatino aggiungerò. Quello dove piango, discuto e litigo con mio marito, e grido così forte che tremano i vetri o quello dove magari sono a qualche funerale, oppure quella volta che uno dei miei figli era in ospedale, oppure quell'altra volta che qualcuno di loro era così grave che non si sapeva bene. Così, contenti saranno quelli che un pò mi gufano, che un pò me la tirano, che un pò mi commentano con le loro cazzate, e scusate tanto la parolaccia, ma come si dice, quando ci vuole ci vuole. E modestia a parte, qui ci volle.19 febbraio, 2008
Centomila.
Ma sì, facciamo festa. Speditemi dei fiori, regali a tonnellate, bigliettini e cotillons. mail, sms, mms, pqrs, SPQR, PPTT, BetaHCg (!) insomma, di tutto, lettere profumate su pergamena, piccioni viaggiatori, segnali di fumo ovunque voi siate. Chi porta da bere? Non occorre l'invito, nemmeno lo smocking o l'abito lungo e il guanto all'avambraccio. diademi e tacco 11, è una festa VengoCosìComeMiTrovo, faccio una torta salata, io il pane alle noci, io il tiramisù. Una festa a sorpresa, la sorpresa non me la faccio da sola, sono mica scema, me l'avete fatta voi. Centomila. CENTOMILA. Cen-to-mi-la!!!! Come, che cosa. Centomila clic, signora mia bella che torna dal mercato, centomila volte siete venuti in casa mia, in questo salotto, in questo bordello, in questa chiesetta, in questo divano, su questo scoglio, su questa spiaggia, su questo sgabello, su questa sedia girevole, su questa giostra, su questo inginocchiatoio, sotto questa doccia, al mio tavolo, in camera dei miei figlioli, nel mio studiolo, in lavanderia, a frugare nel mio Cassetto del Tutto, e nella mia borsa, e nelle mie tasche, nel disordine del mio armadio, fra i miei libri, i miei gomitoli, le mie ricette senza senso, i miei fili, le mie cose, i miei cestini con le collane, fra i miei briccialetti che tintinnano. Centomila. Le volte che mi avete sentito ridere e piagnucolare, e disperarmi e bearmi di cose semplici, le volte che ho comprato cazzate e frivolezze, le volte che mi sono persa, le volte che mi sono ritrovata, sentita sola, rinata, disubbidita, tradita, fraintesa, adorata, coccolata, maltrattata, inosservata, amata, invidiata, ignorata. Ma oggi, solo festeggiata. Coraggio, la banda da questa parte, voi con la grancassa di qua, il tappeto più in centro, i fiori con più garbo, voglio più tulipani, no che non è il mio compleanno, è molto di più. Ringraziare non basta, non sono brava nei ringraziamenti ufficiali, e nei dedicoquestavittoriaa, centomila, centomila, ai bambini centomila sembra un numero gigantesco, ma adesso anche a me che tanto bambina non sono, ma mi ripeto soltanto centomila, centomila, centomila, e quanti ce ne saranno ancora, se pubblicherò o non pubblicherò, ma cosa importa, scrivo questo libro ogni giorno e ogni giorno quattrocento di voi lo comprano e lo leggono e lo rileggono, e se lo stampano, pure, perciò, scusate tanto, ma devo andare a festeggiare, farmi una treccia, magari, e un trucco di quelli seri, cambiarmi d'abito, che la felpa coi sette nani non va tanto bene per una festa come si deve, anche se è del tipo VengoCosìComeMiTrovo, e poi gli invitati che cosa direbbero, che cosa direte voi tutti, coi vostri clic ben avvolti sotto il braccio, tutti i regali che mi farete e che io, arrossendo, scarterò e mi luccicheranno un pò gli occhi, e quanto di stucco ci rimarrò, a vedere la torta a centomila piani, con centomila fragole, e quanta fatica che farò a soffiare e soffiare su centomila candeline.01 febbraio, 2008
Eran seicento.
23 gennaio, 2008
Ho vinto qualche cosa.

03 ottobre, 2007
CIN-QUE-CEN-TO!!!!!!
30 maggio, 2007
Potevo resistere?
28 febbraio, 2007
Tornata.
E’ stato un bel viaggio. Il mio treno è arrivato stanotte. In realtà, all’inizio avevo un po’ paura. Era un viaggio importante, un po’ impegnativo, anche, ed ero preoccupata. Che le Fragole si schiacciassero, si ammaccassero, non so, si sa benissimo che le fragole son fruttini delicati e un po’ indifesi, basta un attimo di distrazione ed eccole lì, nel carrello, spiaccicate da qualcosa che ci è caduto sopra, magari dalle uova, o dal barattolo della marmellata. E’ stato un viaggio emozionante. Vedere i tuoi pensieri che volano, al di là dei colori del tuo blog, al di là delle righe che inventi tu e dei colori e del carattere, anche, e della fotografia che scegli, per le cose che scrivi.
E’ stato un viaggio divertente. Per i commenti spiritosi e caustici e dispettosi e provocatori, e divertente è stato giocare, a rispondere, a inventare, a ribattere.
E’ stato un viaggio interessante. Ho incontrato persone e visto cose diverse dalle solite, e conosciuto vite e situazioni, meccanismi e modi di fare. Ora son tornata a casa, alle mie Fragole Infinite che amo come una piantina vera, che innaffio e curo, come le violette del davanzale, o i giacinti del camino. Ma non sono a mani vuote.
Ho portato per voi dei souvenir, ricordi di viaggio. Tranquilli, nessun quadretto di ceramica con scritto Da Grazia andai, a te pensai e questo ricordo ti portai. Per il solo fatto che a scrivere tutti gli indirizzi mi faceva male la mano. Ma ho altre cose.
Ho la gioia vera. Che ho provato, davvero, ad alcuni sarò sembrata invasata ed esagerata, ma vedere lì, proprio lì, le cose che ho inventato io, pensato io, fissato io, vederle condivise da una marea di persone, è una soddisfazione grande, è un lago caldo nello stomaco, una specie di singhiozzo, e a niente servono i sette sorsi.
Ho l’entusiasmo. Che ci ho messo e metterò, la volontà, la voglia di far passare i miei sciocchi pensieri e quelli che sciocchi non sono, le mie finte scemenze e anche quelle vere, i miei racconti semiseri, che fanno molto ridere o molto piangere, a seconda delle volte.
Ho la sincerità. Con la quale racconto le cose che so e anche quelle che non so, improvviso qua e là, ogni tanto, ma lo faccio sorridendo e allora, forse proprio arrabbiarsi con me non ci si può, e poi, begli amici che siete, vi porto regali e voi mettete il muso?
Così, con queste cose nel cestino, con le Fragole che non si sono ammaccate nemmeno un pochino, torno qui. Disferò le valigie, non subito. Ora un bagno caldo e una tazza di thè, come si fa dopo i viaggi veri. E una musica, da treno, per questo quasi marzo che il ciliegio ha le gemme e senti un pò che caldo che fa già.
20 febbraio, 2007
Mistero svelato.
12 gennaio, 2007
Perchè Fragole.
Mi chiedono spesso. Perchè proprio Fragole? E perchè Infinite, poi. Che strano titolo, che vorrà dire? Mi piaceva. Per il suono che ha, perchè adoro le fragole così come sono, senza panna, senza limone e senza zucchero, intere, da mangiare in un morso solo, una per volta, come le ciliegie , e lasciarci solo quel ciuffetto verde che le rende graziose e un pò buffe, eleganti, quasi. Fragole perchè hanno una bella forma, un pò a cuore, tanto per dire. E Infinite perchè non cominciano e non iniziano, non c'è un C'era una volta una fragola e nemmeno E così le fragole vissero felici e contente in un cestino fatato. E perchè mi piace il suono di Infinite, è una bella parola, sottile, dolcissima, non separi quasi mai le labbra per dirlo, e non si grida, è più bello sussurrato, appena appena, solo un pò, infinite. E alla fine perchè, a ben pensarci, le fragole sono un pò come me. Mi somigliano. Le vedi e dici, beh, discrete ma insulse, un pò vuote, danno allergia, qualche volta e sono troppo care. Poi scopri, in un mercato di Torino, che a metà gennaio le fragole costano un euro al cestino, bella scoperta, vengono dal Marocco, mica dall'orticello dietro casa, anche se con questo caldo, non mi stupirei nemmeno tanto, chi può dirlo. E insulse, no, proprio no, e qui un'altra bella scoperta, tirano sù il morale a trovarle in tavola, hanno proprietà digestive e sono piene zeppe di vitamina C. Eh, signora mia, che sottile lezione questa mattina. Mai fidarsi delle apparenze. Nemmeno al mercato, badi benissimo. Nemmeno con le fragole. E nemmeno, manco a dirlo, con la scrivente. Voilà.
20 dicembre, 2006
Più viola di così!

Oh, certo che lo so. La foto non rende giustizia. Ma è tutto un turbinio di violettini, di lillini, di zucchero viola, di farfalle glicine, di matassine di cotone che vanno dal lilla al lavanda chiarissimo, di caramelline Stratta, di tovaglioli lilla, di una tazza violetta, di uno smalto coi brilli che un amore, di un talco profumatissimo e violissimo. Che grande invenzione i pacchi postali! Soprattutto quando finalmente arrivano a destinazione. E poi, li apri con attenzione, chiedendoti ma che ci sarà, senza strappare troppo la carta, lentamente, perchè la sopresa duri a lungo, un pò di più. Grazie ad Alessandra di Viaggio di Luna. Aspettare, a volte, non è poi così male.
07 dicembre, 2006
Arrivato!!!!
Eccolo, il mio Pacchetto della Felicità. Grazie a Fiordizucca per aver messo in piedi una simile festa, e soprattutto, grazie, grazie, grazie a loro, Daniele e Pilar di Huevo Blanco, che mi hanno letteralmente ricoperto di prodotti pugliesi. Peperoncini, taralli, la cotognata, un dolce tipico pugliese, cartellate, mi sembra. Mi sembra, sì, perchè la letterina a pennarello rosso, very Christmas, si è un pò scolorita per via del liquido del Kefir che non ha sopportato il lungo viaggio. Ma non temete, è tutto in perfetto stato, oggi stesso sperimenterò questi fermenti, la scatola era un pò fradicia, ma tutto è giunto a destinazione, scartato, festeggiato, annusato e...consumato, dalla mia vorace famigliola. Grazie anche per il mirto, davvero squisito. da non credersi che sia home made. Un abbraccio ai miei nuovi amici e un augurio di serene, tranquille giornate di festa. E ancora, grazie. Di cuore. 28 ottobre, 2006
Grazie.

A Parigi, a Daniela, a Calme et Cacao, grazie. Infinite. Come le Fragole.
13 ottobre, 2006
Un vestito nuovo per le Fragole.

La sorpresa del week end che sta per iniziare. Le Fragole si cambian d'abito. Carine, non è vero? Tranquilli, niente scene di delirio o standing ovation. Anzi, una soltanto. Per il mio personal webmaster. Uomo integerrimo e di sanissimi principi, ha saputo interpretare ogni mio desiderio, anche il più complicato, e tramutarlo in grafica. Forse, però, solo grazie non basta. Che succede se lo bacio, con ardore e voluttà, sulla porta di casa, prima che esca ad accompagnare i ragazzi a scuola?
16 settembre, 2006
Fiocco rosa.

E' stato un attimo. Perchè ci sono delle volte che ho delle idee feroci, che non fanno nemmeno in tempo a balenarmi in testa e tump! sono già fuori, e le vedo lì, già fatte, già pronte, senza che nemmeno abbia avuto il tempo, che ne so, di pensarci meglio, fare delle modifiche o dirmi che no, scusami tanto, ma è davvero una benemerita stupidaggine, magari con due z, ma è una parolaccia e non si dice. Così, ieri sera, sarà stata la pizza, l'acqua SanPellegrino che mi ha dato alla testa, o il mirto che ho condiviso, sospirando con altri amici anch'essi transfughi e nostalgici dall'Isola, mi è venuta questa idea. Bella idea, complimentoni, non ce ne sono già abbastanza in giro, e con fotografie bellissime e con ricette fantasmagoriche che solo a leggerle ti vien voglia di farle e subito anche? Beh, sì, anzi, no. In questo qui non ci saranno cose elaborate perchè ci saranno solo cose tipo Manuale di Sopravvivenza, le ricette che imbastisco io all'ultimo secondo, le cose che invento, gli esperimenti (testati, per carità divina) che mi trovo a fare nel silenzio (quando, scusa?) della mia cucina supertecnologica. Ci sarà chi urlerà allo scandalo e chi mi farà un monumento. A tutti indistintamente rispondo che è stato divertente, che mi è venuto in 5 minuti e che poi, diciamocelo francamente, con un nome così, non potevo certo farmi scappare l'occasione, Santa Polenta!
15 agosto, 2006
Fragole di Ferragosto.

Sfido chiunque. Ma che razza di festa sia, mi sa che nessuno lo comprende per bene. Sagra dell'Ombrellone, della Tetta Rifatta, dell Tutto Compreso, del Gavettone, della Spiaggia fino al Mattino. Festa Nazionale del Muscolo Tatuato, dell'Infradito, delle Code in Autostrada, della Lite per Un Parcheggio. Inutile, comunque. Effimera e un pò demodè. Senza significato alcuno e senza grandi contenuti. Da inserire nell'Augusto Elenco, insieme a Carnevale, Capodanno, Festa della Donna e affini. Da eliminare, assolutamente.
16 luglio, 2006
Fragole in panciolle.
Mah. Da fare non c'è molto in realtà. Altrimenti, che vacanze sarebbero? E vivere questo privilegio dorato di un'estate intera di vacanza e di puro scialo, mi fa sentire davvero una specie in via d'estinzione. Sono contenta. Certo, forse non ho molto tempo di aggiornare con nuove e succose puntate questa creatura. Ma il bello è proprio lì, scrivere solo quando ho qualcosa di interessante, spiritoso, profondo o totalmente inutile. Ebbene, non ho nulla del genere, al momento. La mia estate è siffatta, sole, mare, mare, sole, cene, cucinare per undici, dodici, qualche volta quindici. Ho comprato deliziosi tovagliolini di carta con coralli e conchiglie, vivo perennemente in pareo, rarissime volte mi infilo un pantalone minimal e una maglietta non troppo vistosa. Capelli, allo stato brado, ma curatissimi di balsamo e di olio per il vento. Gioielli nessunissimo, se non un anello di conchiglia e due turchesi alle orecchie. Fitness? Nuoto e passeggiate sulla spiaggia. Trucco inesistente, vita sociale ridotta al minimerrimo e con le persone che mi vanno. Letture, qualcuna, i quotidiani sempre, qualche buon libro. Televisione, niente, nemmeno uno straccio di telegiornale dopo i Mondiali. Cellulare? Lo dimentico, lo perdo, lo lascio suonare senza nemmeno guardare chi sarà mai. Una vera conquista. Almeno così non corro il rischio di essere intercettata. Son soddisfazioni. Piccole vittorie dopo un inverno tirato al massimo. L'ozio, signora mia, è quanto di più sublime possa esserci. Basta avere la capacità di praticarlo, non è mica semplice come sembra. Tengonsi corsi accelerati, prezzi modici, si rilascia attestato di frequenza. 26 aprile, 2006
Cento di questi post.

Cento. Proprio 100. Cento confessioni, cento frivolezze, cento storielle da niente, cento pensieri liquidi che escono di qui e volano, lontano o vicinissimo, non importa molto dove. Cose che faccio, che dico, che vivo e che ho ascoltato, che ho sofferto e che ho voluto, che ho pensato, pianto anche, giocato spesso, amato, sempre. Perchè è l'amore che muove tutto. Per i libri, per scrivere, per le persone attorno a me, per la mia casa, i miei gatti, il cane e il pettirosso, le mie cose più nascoste, quelle vere e quelle finte, quelle serie e quelle no, quelle di carta e quelle di plastica, quelle di vetro da guardarci dentro come le biglie, e di lana pesante, che scaldano d'inverno, quelle dorate per le sere con la luna, quelle d'argento per la notte di Natale, quelle di sole, per il mare che ho dentro, le cose più mie, quelle che penso prima di dormire, quelle che trovo sul cuscino al mattino, quelle che tengo per me, quelle che preparo per le feste, quelle che aspettano le fate coi campanelli, quelle che fanno bene al cuore, quelle che inforno coi biscotti, che mescolo al latte, che ricamo per me. Quelle che vedo dalla finestra, che trovo al supermercato, che colgo nel mio giardino. E' l'amore da raccontare, da tenere nascosto, conservare per quando se ne avrà più bisogno, come il pane , non ce n'è mai abbastanza. L'amore per le storie che vivo, le più banali, le più sciocche e le più grandi, importanti e splendide. Non vorrei che andassero perse, le ho amate troppo e così le scrivo, le fermo e le regalo, a chi le vuole, a chi le ascolta e a chi le legge, a chi sa e a chi non sa, a chi capisce e a chi no, non fa niente. Tutti, proprio tutti, sanno che dentro ogni post, ogni foto e ogni racconto, c'è tutto l'amore che ho. Sincero e lucido, preparato con tutto, proprio tutto l'amore che c'è. Teneteli lì, vicini, comprateli, a mazzi come i tulipani, a dozzine come le rose e le uova, a mazzolini teneri come le viole, a chili come le Fragole. E che siano, non c'è di che, Infinite.
24 aprile, 2006
06 aprile, 2006
Già, perchè?

In più di una persona me l'ha chiesto. Già, perchè lo faccio? E chi lo sa. Forse perchè ho la presunzione che le cose che scrivo possano in qualche modo piacere, far sorridere o pensare o tutto insieme. Lo faccio per il gusto di scrivere, è una cosa che faccio da sempre e che farò sempre, per sempre. Ho scritto migliaia di racconti, immagini, tante prose e nessuna poesia. Non sono capace. E non mi piace. Scrivere è come leggere, ti permette di andare via rimanendo appiccicata al cuscino del divano, di volare lontano stando lì, di non ascoltare nessuno e niente, solo le cose che leggi, o quelle che scrivi. Di essere felice se vuoi esserlo, di piangere se ti va, di giocare un pò, di trovarti da un'altra parte per mezz'ora.














