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01 agosto, 2016

Agosto, sì.

Non che lo ami particolarmente.
Non è un mese che mi faccia impazzire.
Sì, mi piace, ma non so dire.
preferisco forse giugno, forse dicembre.
Anche febbraio, magari.
E poi ottobre, che è il mio mese.

Agosto, sì.
Immobile e deserto,e  caldo.
E i saldi.
E il mare.
e le valigie.
e le carte d'imbarco.
ma per quelle, ci sarà tempo, non ancora.

E' il mese dell'ozio, del letto disfatto sempre, delle lenzuola di lino bianchissime.

E' tutto fermo, calmo, nemmeno sgradevole, è tutto dolce e normale, di quella normalità straordinaria, di quella quiete accesa che un pò spaventa e un pò affascina, di quell'essere dentro una semplicità che credevi un pò persa, sbiadita, e invece te la ritrovi  in fondo alle tasche, in fondo alla borsa, tra i centesimi, le briciole, le mollette e le carte di gomma da masticare. Qualcuna, con la gomma dentro.

E' tutto così, bello e normale.

Per questo, me ne sto a far niente da qualche parte, si prevedono arrivi e partenze nella Casa in Collina, non ho voglia di nulla per non correre il rischio di rovinare tutto, che vada tutto avanti così che per me va stra-bene, come dicono i miei figli, agosto arriva e ci si sente così normalmente straordinari, si comprato piatti in stra-saldo, libri, si pensa poco o tantissimo, a seconda di come gira il vento.

Agosto caro, stai per avere la tua grande ed unica occasione di dimostrare quanto sia ancora così bella questa estate bizzarra,  e di ben comportarti come ti ho insegnato.

nessuno conosce il segreto del mese di agosto, ma tutti sanno della sua magia sorniona, dei suoi poteri nascosti, dell'alchimia perfetta che sa inventare,  delle lune che tira fuori all'improvviso, dei temporali che tiene in serbo per le occasioni speciali.

e nessuno al mondo sa, quanto sia abile a trasformare il normale in straordinario.
nemmeno lui.


10 agosto, 2014

Certe mattine.


Certe mattine, non dormi più.
Cioè, dormiresti ancora, ma decidi che non ne hai più voglia e che la mattina è così bella per tornare a dormire, e che spreco sarebbe. 
Certe mattine sono più belle delle altre.
Certe mattine quassù, se c'è stato vento o non so per quale misteriosa ragione, se apri la finestra e guardi verso di là, verso le Colline Lontane, non verso quelle Vicine, si sente l'odore del mare. E del sole.

L'estate è una stagione bizzarra, questa qui più di tutte, puoi decidere come viverla, puoi dedicare tempo ad organizzarla fin nei dettagli più piccoli e insignificanti oppure non fare un bel niente, stare lì e decidere ogni giorno cosa farne, se scoprire un angolo della città di sera che ancora non avevi scoperto e camminare ciondolante con l'andatura da turista, fermandoti a leggere le targhe sulle case, le descrizioni dei monumenti, guardare in sù, come a Parigi. E mentre, chiacchierare e ridere piano. E fare progetti. Che quelli, proprio non mancano mai.

Certe mattine che non torni a dormire, stai lì davanti alla finestra spalancata, ascolti i rumori dell'alba, scruti il cielo e le nuvole, magari andrai a correre tra poco, non nello sterrato ma sulla strada, a guardare i giardini degli altri, schivare le irrigazioni, incrociare lo sguardo stralunato di qualche vicino che apre la finestra in quel momento sbadigliando e ti sorride MaDoveVaiAQuest'Ora.

Certe mattine sono preziose e bellissime, i figlioli sono sparsi un pò dovunque, più sparsi del solito, e presto saremo ancora più sparsi tutti ma non è tempo di pensarci, adesso, che già ci si è pensato tanto e pensare troppo fa rumore e non va bene.

Certe mattine si scende scalze in cucina, si prepara con gesti rassicuranti una caffettiera di media grandezza, che in questa casa ce l'abbiamo pure da mille, la caffettiera, e si sceglie il calibro a seconda di quanti siamo e preparare il caffè così non ha storia rispetto alla macchinetta, quella è per i caffè veloci, il caffè del mattino si fa in un certo modo, il rito non si deve esaurire nel rumore stupido di una macchinetta che fa grrrrrrr.

Certe mattine hai solo pensieri morbidi e sorrisi improvvisi e teneri, e meno male, dopo tanta pesantezza e tanta ansia e tanto stare male da non sapere da che parte fossi girata, ci sono momenti che a pensarli ti sembra di esserci di nuovo e allora smettila, non ci pensare più

Succede sempre così, nelle mattine che non torni a dormire, che prepari colazione per due soltanto, che cogli un'ortensia da far seccare, che andrai a correre tra poco ma che adesso stai lì, davanti alla finestra spalancata, pensieri lucidi e piccolissime gioie, lo senti? se chiudi gli occhi ti arriva l'odore del mare.




25 agosto, 2012

I sabati d'agosto.

Sono quelli che passano più lenti, quelli di cui t'innamori quasi da subito, quando ti sorprendi a scrutare il cielo, Dicono Che Pioverà, eppure ti ostini a girare in Vespa, due gocce di pioggia e chessarammai. I sabati d'agosto hanno un gusto retrò di città abbandonata, che è tutt'altro che vuota, la gente se ne sta tappata in casa o se ne va al mare per il fine settimana, o in campagna o dove diavolo, certo è che in giro non c'è nessuno o quasi. La gente c'è dove deve essere, ci si incontra alla casa di Cuore di Maglia per l'ultimo knit cafè dell'estate, genti da ogni dove, con vettovaglie e sorrisi grossi così, e quanto mi è dispiaciuto farle aspettare davanti alla porta, odio arrivare in ritardo e in effetti in ritardo non sono mai, accidenti. Mai o quasi.  I sabati d'agosto sono quelli che ti mettono in pace col mondo, sono stati giorni faticosi, di quella fatica spray che è difficile da identificare, che ti passa sopra e ti lascia spossata, sottosopra, confusa. La pace arriva, e te la portano da Torino, dentro un piatto avvolto in uno strofinaccio da cucina, dentro un pacco di biscotti. E da Milano, fra dolci e cremine dal nome irripetibile, il pane croccante e  quegli abbracci, loro lo sanno, sanno sempre tutto, come faranno non si sa. Fuori è agosto, questo posto è un'oasi di frescura e di beatitudine, è il posto di tutte, dove ognuno si sente a casa, dove tutte sanno bene dove trovare i tovagliolini piccoli, lo zucchero, i bicchieri con le fragole. Si aveva bisogno di questa pace, di questo sano fare niente, di queste chiacchiere e di queste coccole, si sentiva la mancanza di un giorno speso a far progetti, a knittare come se non ci fosse un domani, ho finito uno scialle in poche ore, è un regalo importante, l'ho fatto con affetto per qualcuno che è stato vicino a me, in qualche modo,  ma la vicinanza è più preziosa se fatta da lontano.  Fuori, l'agosto della città, in un quartiere mai frequentato e figuriamoci d'estate, il sole a tratti, tra poco il temporale che forse mi sorprenderà per la strada, col suo profuma di erba e d'acqua, ma non mi fa paura, anzi mi piace, e poi è da mettere in conto, è estate forte, è estate piena, l'estate non è ancora finita, anzi la mia deve ancora cominciare, la tengo lì, intatta e rotonda, trasparente e perfetta, le altre finiscono e la mia inizia, forse proprio oggi, in questo sabato d'agosto.

13 agosto, 2012

Il Bottino.

Il lunedì qui è giorno di mercato. Da non confondersi con quello del giovedì e del sabato, che è mezzo mercato, cioè metà della piazza dell'orologio, il lunedì è mercato tutt'intero, cioè tutta la piazza. E fin qui, ci siamo. A me i mercati piacciono un sacco, adoro questo qui e ho adorato quest'altro, spesso non compro niente e guardo solo, ma qui il lunedì il mercato è una scusa bell'e buona per vedersi. Stamattina è successo così, l'Amica delle Perle e la scrivente, con la partecipazione straordinaria di Biancaneve alla spasmodica ricerca di una borsa turchese. Le vacanze in città hanno aspetti nascosti che nemmeno sai, che non puoi immaginare se non li provi davvero. Il caffè di stamattina ha avuto un altro sapore, un pò da gggita, un pò da turiste. Anche gli avventori del corso non sembravano gli stessi di sempre e qualche turista c'era davvero. Trovata la borsa turchese nella bancarella all'angolo, quella che Afef sostiene essere di certi miei amici ma giuro, non li ho mai visti in vita mia, ma che hanno certe borse carinissime a 20 euro e difatti me ne sono accaparrata una a settimana, verde acido e  rosa, abbinandoci per forza di cose uno scialle in tinta, e che lo dico a fare,  meditando l'acquisto di quella arancione, gli acquisti seriali sono la mia specialità. Stamattina, complice la Princi, provata dalla lezione mattutina di latino, abbiamo saccheggiato bancarelle di gioielleria, si fa per dire. Un bracciale di gomma, copia nemmeno tanto fedele di un altro bracciale di grandissima tendenza, un secondo bracciale tutto rose e intrecci, un paio di orecchini sberluccichi di un bel rosa antico e un altro paio di orecchini, a mezzi con  la Princi, color verde petrolio, uguali ugualissimi a un cotone che possiedo e che riposa beato nel cesto della lana, ben protetto da una bustina trasparente, è misto seta, meglio essere precisi. Stranamente l'Amica delle Perle non ha comprato nulla, anche se ha messo gli occhi su un collanone di perle (ovvio) viola che le piaceva tanto e che è stato un delitto lasciare lì, ma Ella, si sa, è allergica alle chiusure e pare brutto fare apporre una chiusura di platino purissimo a una collana del valore di euro 3. Fatto sta che alla fine il mercato lo abbiamo girato in lungo e in largo, sospirato al banco delle espadrillas coloratissime, Ma Ti Ricordi?, adocchiato una zeppa improbabile con ramage floreali e tacco trasparente, contrattato una mantovanina a quadretti vichy di un bel lavanda chiaro, che starebbe un amore alle finestre di Cuore di Maglia, toccato stoffe e strofinacci, gomitoli e cose, con lentissima indolenza, con l'ozio beato tipico della metà di agosto. Ora, rimirando il mio bottino che nella sua completezza non arriva a euro 10, mi punge vaghezza di utilizzare quel cotone verdino che possiedo e inventare di sana pianta uno scialle all'uopo studiato. Forse,a nche Biancaneve, nella quiete (!) della sua casina ne starà studiando uno color del cielo da sfoggiare con la sua borsa nuova di zecca. E l'Amica delle Perle? Ella, ne sono certa, sta usando tutte le armi possibili per carpire dal suo Illustrissimo Sposo le astuzie della gioielleria al capitolo Come Cambiare la Chiusura di una Collana. La comprerà, alla fine, ne sono più che certa. Può forse l'Amica delle Perle rimanere senza perle? Non sia mai.