Soffia e svolazza, trova un soldino, trova la strada in un lungo cammino, certo è difficile ma prova, coraggio, siamo in ottobre, mica di maggio. Gioca a sorridere, a farti un caffè, gioca a lasciare tutto com'è, salta la corda, fai quel che puoi, c'è qui una torta, una fetta la vuoi? Scaccia i pensieri al di là del giardino, butta le lacrime dentro al cestino, una risata ci vuole, lo sai, lo dici sempre e non lo fai mai. Certo che passa, è un attimo in fondo, passa col dito sul tuo mappamondo e trova un posto lontano che sai, socchiudi gli occhi e ti ci troverai. Calma, fanciulla, l'autunno è così, un giorno di no e un giorno di sì, se soffi più forte la nebbia andrà via, prova, fifona, vedrai che magia. Soffia svolazza e ricordati che, in fondo ciascuno fa tutto per sè, e tieni il tuo cuore un pò sciocco com'è, siamo in ottobre, ecco perchè.
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15 ottobre, 2008
Leggera.
Soffia e svolazza, trova un soldino, trova la strada in un lungo cammino, certo è difficile ma prova, coraggio, siamo in ottobre, mica di maggio. Gioca a sorridere, a farti un caffè, gioca a lasciare tutto com'è, salta la corda, fai quel che puoi, c'è qui una torta, una fetta la vuoi? Scaccia i pensieri al di là del giardino, butta le lacrime dentro al cestino, una risata ci vuole, lo sai, lo dici sempre e non lo fai mai. Certo che passa, è un attimo in fondo, passa col dito sul tuo mappamondo e trova un posto lontano che sai, socchiudi gli occhi e ti ci troverai. Calma, fanciulla, l'autunno è così, un giorno di no e un giorno di sì, se soffi più forte la nebbia andrà via, prova, fifona, vedrai che magia. Soffia svolazza e ricordati che, in fondo ciascuno fa tutto per sè, e tieni il tuo cuore un pò sciocco com'è, siamo in ottobre, ecco perchè.
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09 aprile, 2008
Fiori e meringhe.
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04 febbraio, 2008
Quasi.
Non amo affatto il carnevale. Anzi, la trovo una questione così triste, ma così triste, e quasi forzata, e deprimente in un certo senso, no che non mi piace. Una quasi festa, i figlioli quasi tutti a casa, qualcuno sì, qualcuno no, una quasi vacanza, che quasi si poteva andare tutti al mare, ma così, a ranghi quasi completi non si è potuto e allora si è dormicchiato, beati, fin quasi alle 8, si è programmata una giornata di quasi riposo, quasi un week end lunghissimo insomma. Che prevede una serie di compiti quasi piacevoli, una spesa per le Regie Truppe, un giro al mercato, un film alla tv. No, decisamente non mi piace carnevale, nemmeno da piccola, credo, anche se ho ricordi di feste e di scorpacciate di coriandoli e di una batteria di pentolini vinta come miglior mascherina a un ballo, spagnola con mantiglia e nàcchere, mica pasta e fave. No, non amo carnevale. Le immagini dal Brasile mi danno la nausea, i carri di Viareggio mi mettono quasi malinconia, senza contare le maschere immobili di Venezia, quelle coi pizzi e che si tengono sù con la bacchetta, che trovo vagamente inquietanti e che mi mettono quasi paura. Ma. Se carnevale significa avere qualche figliolo a casa, che quasi stasera si può fare un pò tardi, poter disporre di due giorni quasi normali che son quasi vacanza, di far cose un pò insolite per due giorni quasi normali, allora, beh, in fondo in fondo non mi dispiace nemmeno e forse, un pochino, questa festa inventata e un pò fuori luogo mi fa quasi piacere, e quasi son contenta che ci sia, e quasi quasi forse al mare ci andrò sul serio, che quasi mi ci crogiolo in una vacanza regalata e quasi mi piace. Ho detto quasi.
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Chiacchiere confuse,
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31 dicembre, 2007
E così.
E' un anno, lo sai? un anno che passa, cancella, rimuove, scolora e sconquassa. Un anno di cose, profumi e canzoni, di vecchi rancori, di nuovi sorrisi, di lacrime, giochi, conquiste e sconfitte, di favole tristi, di storie sfacciate, eleganti, così, dicembre trentuno, che sembra di sabato ed è lunedì. Di spese e risate, di sonno e di veglia, biscotti, frittate, passato per caso, in un attimo o un secolo, mezz'ora e tre mesi, qualcuno di più. Di amiche che ho perso, e che invece ho trovato, di compiti e voti, di urla e di prediche, di sbuffi, di tuffi, di mare e di sole, di acqua gasata, granite e di thè. Ti chiamo, ti aspetto, ti abbraccio e ti bacio, auguri anche a casa, ma auguri di che? E pagine nuove son tutte da scrivere, l'agenda profuma di colla e cartone, si buttano cose, si cambia, domani, ma come si cambia in un giorno, così? Un anno banale o speciale, chissà, lì dietro la porta, domani sarà. Così, buoni buoni, si cresce un pochino, i miei desideri son quelli di tutti, le cose più semplici, chiare, perfette, è un anno rotondo, non vedi anche tu? Stasera, di fuochi, di brilli e di tacchi, di sete fruscianti, di cose così, un giorno qualunque, di ghiaccio e di brina, che sembra di sabato ed è lunedì.
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20 dicembre, 2007
Luna di giorno.
E lì, Appiccicata, adesiva, di carta velina. Trasparente, un pochino, la devi cercare, non è che guardi in alto e la trovi subito. E' preziosa, mica si fa trovare così facilmente. In questi giorni, c'è. Anche alle 2 del pomeriggio. Provare a cercarla. E' uno strano gioco del destino, un amuleto per la chi la vuole, porta fortuna, coraggio e calore, si trova, si trova, a cercarla col cuore. E' una finta, un inganno, una sciocca bugia, sembra una fata e par che la sia. Porta sogni, civette, bacioni e babà, porta consigli, porta conigli, porta preziosi nascondigli, forse sbadigli, magici intrugli, porta conchiglie, stupide biglie, mazzi vistosi di rosse giunchiglie. Non sembra una luna a vederla così, forse tra un attimo si stacca da lì, nessuno sa bene se c'è o se non c'è, ognuno, dal cuore, la tiene per sè. Nasconde un segreto che ancora non sa, sembra che piova ma non pioverà, la luna di giorno è fatta così, sembra soltanto, un pò no, un pò sì.
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13 novembre, 2007
Script.
Coraggio, coraggio, non è per sfiducia, le mani nel sacco, mi serve un idraulico. Non basta sognare, nemmeno scappare, ci voglion risposte, segnali, un caffè. Passavo per caso, non è che mi piacciano, ma in fondo le cose arrivan così. Vorrei un regalo, o farlo , magari, le scuse non servono e suona il citofono, un attimo, forse, un istante svelato, mi inciampo, mi alzo, alla fine, chi è? Facciamo un riassunto, e poi com' è andata, giocava d'astuzia, sapevi perchè. E porta pazienza, c'è un ragno in cucina, un topo nell'angolo, un gatto e un bignè. Ma tu quando torni, mi faccia il piacere, son quasi le due, no, sono le tre. Montagne di carta, quaderni a quadretti, coraggio, non senti? sembrava anche a me. Cantare fa bene, si illumina il cuore, si stira per ore, sappiamo com'è. Si gioca d'azzardo, si sente l'autunno, la torta è bruciata, perchè sempre a me. Ma in fondo, bellezza, è il gesto che conta, corrida, signori, spettacolo, olè.
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28 settembre, 2007
Sono.
Voglio un foglio per scrivere e un cremino da sciogliere e un amore da stringere e una somma da vincere. Voglio un giorno da vivere e un bicchiere da rompere, una strada per correre e una rotta da scegliere. Ed un figlio da crescere, e le ruote che girano e gli aerei che partono. Le minestre che scottano, le coperte che pungono e le ortiche che pizzicano. E se niente significa non è poi così male, son parole che corrono, son pensieri che giocano, son folletti di neve in una sera che è buia, son sorrisi brillanti in un giorno di pioggia. Son dispetti e sorprese, un po’ veri un po’ no, esercizi di stile in un niente perfetto. Son racconti, allusioni, illusioni e misfatti e se anche nessuno li ha mai raccontati, son raccolti, per bene e per nulla schiacciati, incartati, con fiocco, biglietto e nastrino. Son regali, stavolta, che ho un po’ sonno e un po’ sete, son giocattoli rotti, sono cani che scappano, sono prose e poesie, sono vite qualunque, sono amori ridicoli ed elastici rotti, sono panna, rabarbaro, maghi e balene. Son follie, miei signori, sono assurde canzoni, sono storie di un attimo che durano un secolo, sono vetri appannati e pastiglie e confetti, medicine e spremute, gianduiotti e soufflè. Sono Fragole, in scrigno, in pacchetti da dieci, sono frutti inconsueti, uno a me e uno a te. Sono il sogno più bello, un tesoro nascosto, una sfida, una spada, il mantello del Re.
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12 settembre, 2006
Cos'è.

Che fa dormire agitati e sognare di vincere, cos'è che fa staccare dai baci e volar via i palloncini, e bruciare le pentole, e sparire le nuvole. Cos'è che non fa sentir soli, che fa scrivere i libri, e guardare i bambini, e fa chiudere gli occhi e sentirsi invincibili e solo un attimo dopo incapaci e un pò stupidi. Cos'è che fa guardare la luna, sorridere ai cani, cos'è che fa inciampare per strada e pestare le gomme, cos'è che fa l'erba bagnata, e scuotere i dadi e mischiare le carte, e comprare le fragole e giocar con le bambole. Cos'è che fa iniziare una storia, e che c'era una volta, e muovere i rami e ascoltare la musica. Cos'è che ci fa cambiar strada, che ci fa scegliere un disco, e sbagliare il casello, e trovare un centesimo, e staccare il telefono. Cos'è che ci fa dire sto male, cos'è che fa niente, che è passato già un secolo, e ti chiamo tra un attimo. Cos'è che non prendo sul serio, che ancora un momento, che ripasso domani, che non so se ci sono e che ci vuole del tempo. E le scale di corsa e una torta nel forno e il mio cuore, che bravo, ha saltato un ostacolo. Non so che cos'è. So che sto bene, ma certo, lo so, e che il risciacquo di ieri è già superato, e che il sole e l'autunno e le foglie che cadono. So che è un bel pomeriggio, che i miei figli di sopra, con il gatto che dorme e una tazza sul tavolo, e che tutto quest'oggi mi sembra perfetto, e le ultime rose e qualcosa da scrivere. Non importa che cosa. Allora, cos'è.
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