03 marzo, 2010

Un giorno così.

Si guarda dall'alto. O almeno si cerca. E' talmente deprimente, così assurdamente brutto e triste guardarlo bene, che si cerca di essere in qualche modo distaccati, elevarsi, nel senso figurato del termine, anche. Ci si appollaia su pensieri discreti, si cerca di non perdere il filo, il lume della ragione, il sentiero, la pazienza, quante cose possono perdersi in una volta sola, e in un momento, mi ha sempre affascinato la differenza fra perduti e persi, intatti eppure distrutti, perfetti eppure mancanti, che bello giocare con le parole, dare loro un senso diverso da quello che hanno in realtà, liberarle, aprire il cancello e dire, Bene, Da Oggi Tu Significhi Questo, non sarà per sempre, solo per un pò. E' difficile da capire, non me lo spiego nemmeno io, è un concetto che so bene e che ho chiaro, ma lo capisco io sola e lo tengo per me. E' un lento pomeriggio, come tanti, da tanto in qua, è un pomeriggio che non và via, ti si appiccica come la colla, l'odore della candeggina, i peli del gatto, è un pomeriggio che non suona, non ha colore e non ha sapore, non ride non balla, non fa nulla, è un pomeriggio fatto a matita, di plastica, farlocco, di latta, di cartone molle lasciato alla pioggia e sfasciato, di un fazzoletto di carta disintegrato in lavatrice. Lo si guarda da qui, si cerca il sentimento nelle cose più semplici, si è fatta una torta di mele, solo per avere il profumo in casa, è così buono il profumo della torta di mele, ce l'avevo anche spray, una volta, ma non era la stessa cosa. Guardo dall'alto questa roba che scende dal cielo, il giardino stanco, e stanca forse mi sento anche io, e non lo dico mai, non sopporto quando chiedo ComeStai? SemprediCorsa, mi dicono a volte, ma che risposta sarà mai, essere di corsa non è stare, come stai tu, che cosa senti, che cosa vedi in un pomeriggio del genere, se pensi anche tu che a farti un caffelatte e mescolandolo piano ci si possa forse sentire un pò meglio, se magari tra un pò avrai anche il tempo di fermarti e fare in modo che il di fuori non combaci col di dentro, e che la tua anima resti a colori, intatta e ciarliera, e la tua risata suoni e i tuoi pensieri escano fuori selvatici e veloci, non rattrappiti e legati, e stropicciati come tenuti troppo in tasca e sgualciti e rovinati per sempre, fai attenzione ai brutti pensieri, bottiglie rotte e carta vetrata, quelli belli invece vanno incartati per bene, lucidàti ogni tanto, tenuti nella vetrinetta in salotto, e non importa se il salotto nemmeno ce l'hai e figurarsi la vetrinetta, tu consérvali e non lasciarti abbindolare, ripàrali e proteggili, sorreggili e correggili, qualora il caso, può succedere di tutto in un giorno come questo, appiccicato di foglie bagnate, lento e immobile, che non ha suoni e colori, che non ride e che non balla.
tumblr.la douleur exquise.

Nessun commento:

La Signora della Panchina.

La vedo spesso. Mi è capitato di parlarle, qualche volta, ma non è una che attacca bottone, come si dice. E' sempre così discreta...