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13 giugno, 2014

Le BelleSere

Le BelleSere si scrivono tutto attaccato.
Sono quelle che ti succedono ogni tanto, quasi mai, che arrivano in momenti in cui tutto penseresti, tutto faresti, tranne che vestirti e uscire. Nemmeno hai bagnato i gerani, nemmeno sei uscita a buttare l'umido. E se lo hai fatto, lo hai fatto svogliata e impaurita. Torno dentro, è meglio.
Poi ti càpita che qualcuno organizzi, faccia e disfi, decida il posto e l'ora, e ti dica, Sbrigati, se tentenni e dici MaSìForseVedremo.
No. TuVieniEBasta.
Le BelleSere di solito sono quelle di inizio estate, che fa caldo sì ma quel caldo bello, si è in mezzo a campi infiniti di grano e di erba, e c'è profumo di tiglio e di foglie a caso, di fiori, di pace.
e c'è anche la luna.
Si chiacchiera fitto, si ride tanto, sono le amiche di sempre, quelle con cui dividi i guai e  le cose belle,  che ci litighi forte, che le abbracci forte uguale, che difendi, che comprendi, che sgridi a volte e che sgridano te. E che ami. E che amano te.
Si sono fatte le 11 così, a dire e dire, a raccontare, ad ascoltare, a farsi un pò coccolare da tanta pace, finalmente, da tanta semplice condivisione, da tanta vicinanza.
Se hai passato dei giorni di buio impossibile, le candele di citronella diventano fuochi d'artificio.

le BelleSere portano altra bellezza e meraviglia, portano leggerezza e stare bene.
Portano 3 micini nati nella notte vicino al tuo letto, che non ci hai dormito proprio, impegnata a rendere partecipe dell'evento tutta la Sparpargliata Regia Famiglia, e a sorvegliare con dolcezza la vita e la forza, il miracolo delle cose, la magia.

E portano parole nuove e nuove sensazioni, la quasi assoluta certezza che ce la si farà, che sarà bello e lo sarà davvero, che si prenderà certo il ritmo di tutto, che cambierà tutto e tutto resterà uguale, e che per nessun motivo al mondo si deve avere paura del buio.

Nulla più di male succederà, se avrò ancora BelleSere tutte per me.


04 febbraio, 2013

RosaPensieri.

Le albe rosa esistono.
Spuntano piano da dietro le montagne, stamattina si vedono così bene, c'è un sole sfacciato che ti mette di un'allegria timida, sommessa, di quelle che nemmeno osi confessare. Un'allegria sorridente, non sguaiata, appena appena. Le albe rosa passano sopra a tutto, sorvolano l'asfalto della tangenziale, travalicano i fili dell'altra tensione, giocano con le scie candide degli aerei, lasciate lì quando, un'ora fa, mezz'ora, chi può dirlo. Il rosa del cielo si fonde con il verde verdissimo delle colline intorno alla mia casa, quelle che si vedono dalla finestra e quelle che si vedono invece solo dal parto grande più dietro. Le albe rosa tingono di rosa anche i pensieri, i più nascosti e quelli invece più immediati. I RosaPensieri sanno di pasta di zucchero, la stessa che mani sapienti hanno lavorato  per fare una quantità di biscotti senza senso, di una bellezza che va altre il fiorellino e il cuoricino. Si vede che non sono mani qualsiasi, che dietro le mani ci sono pensieri e affetto e vicinanza e condivisione, che persone speciali incontro qualche volta, persone che ti chiedi come hai fatto a restarne senza, prima. I sorrisi delle donne sono la cosa che dà più forza in assoluto, sono il motore del mondo, sono sorrisi che hanno dietro storie pesanti e questioni e cose, per questo sono più belli e più lucidi. I sorrisi delle donne, la loro voglia di fare insieme dei progetti, star sveglie fino a tardi ad impastare la frolla, per finire una scarpina, per provare ancora una volta quei dannati ferri circolari, sono le cose che in questi ultimi anni mi hanno dato forza e idee, energia ed entusiasmo, forse una vera e propria felicità.

Le albe rosa colorano i RosaPensieri, aiutano le GentiStrane a non buttarsi a terra, a non pensarci troppo, a dire, Andrà Meglio.

Tutti i miei pensieri di oggi sono alle persone che ho incontrato, Regine dei Biscotti che han fatto di questi due giorni un'occasione unica per stare insieme, le cose belle e semplici che prendono valore ogni giorno che passa, i loro abbracci stretti, le storie che mi hanno raccontato, quei magoni un pò nascosti ma nemmeno tanto, le loro vite intrecciate ad altre vite, anche alla mia. 

L'alba rosa di stamattina era tutta per loro, forse non lo sapevano, o forse sì, le albe rosa fanno fatica a stare dentro un pacco, ma idealmente stamattina ognuna di loro ne riceverà un pezzetto, ne cattureranno la sfumatura e  ne faranno una pasta di zucchero di un rosa perfetto, ci ricopriranno hanno i biscotti fatti a cuore che hanno già nel forno e le loro case sapranno di vaniglia e di buono. Proprio come loro.

01 ottobre, 2012

Quattroggiorni.

Sono stata in vacanza.
Sono stata fuori.
Sono stata via.
Lontano.

L'edizione 2012 di Manualmente, la fiera della creatività di Torino, si è conclusa ieri sera, sotto un cielo bellissimo a onde scure, con una luce già autunnale e un pò decadente, ma che sussurrava promesse di cose belle e giorni chiari.
E' stata una festa vera.
Eravamo lì per la quinta volta e nemmeno ci sembrava vero, Cinque Anni? Ma Davvero? Essì, davvero, Cuore di Maglia è presente lì, sempre allo stesso posto, con le panche scomode, il tavolo in disordine, i gomitoli e le fotografie, e la gente, quante gente che è passata da noi. Ma non davanti, proprio da noi.
Delegazioni di amiche con vassoi di leccornie e di sorrisi e di abbracci che "manco un parente"  come dice Anna, e poi tante chiacchiere e ridere, ma ridere davvero, così contente di essere lì, un pò in gita, un pò in vacanza, la fatica e la stanchezza ma cosa sono, fuori e lontane da tutte le questioni, da tutti i pensieri, da tutto davvero. E' stato come avere il pass per un pò di sereno, ecco, io ce l'ho ed entro a stare bene, a rivedere persone che non vedo mai, magari e che vedo solo qui, e a twittare immagini e cose e sorrisi e sorprese e regali impossibili e lucciconi a leggere il biglietto. 
Così grazie.

Quattro giorni non sono nulla e sono tantissimo, quattro giorni sono un week end lungo, una gita, una fuga da chissachè. A smontare tutto c'è sempre un pò di malinconia, tutto si riduce a scatole vuote, a scatoloni e nastri buttati via, a carta stropicciata e dentro niente. Rimane e la certezza di avere fatto il pieno di cose belle ed energia, di positivo, di carezze e di anime speciali, di genti strane come te che come te son spaesate e un pò stranite, ma che non perdono tempo a farsi schiacciare.  Le cose di fuori sono rimaste uguali, ma forse si avrà il buon gusto di guardarle in un altro senso, girarle un pò, guardarle in obliquo e poi di sbieco, finchè non perdono tutto il loro significato e della loro pesantezza non resta che una carta stropicciata e dentro niente.

Grazie a chi c'era.

13 agosto, 2012

Il Bottino.

Il lunedì qui è giorno di mercato. Da non confondersi con quello del giovedì e del sabato, che è mezzo mercato, cioè metà della piazza dell'orologio, il lunedì è mercato tutt'intero, cioè tutta la piazza. E fin qui, ci siamo. A me i mercati piacciono un sacco, adoro questo qui e ho adorato quest'altro, spesso non compro niente e guardo solo, ma qui il lunedì il mercato è una scusa bell'e buona per vedersi. Stamattina è successo così, l'Amica delle Perle e la scrivente, con la partecipazione straordinaria di Biancaneve alla spasmodica ricerca di una borsa turchese. Le vacanze in città hanno aspetti nascosti che nemmeno sai, che non puoi immaginare se non li provi davvero. Il caffè di stamattina ha avuto un altro sapore, un pò da gggita, un pò da turiste. Anche gli avventori del corso non sembravano gli stessi di sempre e qualche turista c'era davvero. Trovata la borsa turchese nella bancarella all'angolo, quella che Afef sostiene essere di certi miei amici ma giuro, non li ho mai visti in vita mia, ma che hanno certe borse carinissime a 20 euro e difatti me ne sono accaparrata una a settimana, verde acido e  rosa, abbinandoci per forza di cose uno scialle in tinta, e che lo dico a fare,  meditando l'acquisto di quella arancione, gli acquisti seriali sono la mia specialità. Stamattina, complice la Princi, provata dalla lezione mattutina di latino, abbiamo saccheggiato bancarelle di gioielleria, si fa per dire. Un bracciale di gomma, copia nemmeno tanto fedele di un altro bracciale di grandissima tendenza, un secondo bracciale tutto rose e intrecci, un paio di orecchini sberluccichi di un bel rosa antico e un altro paio di orecchini, a mezzi con  la Princi, color verde petrolio, uguali ugualissimi a un cotone che possiedo e che riposa beato nel cesto della lana, ben protetto da una bustina trasparente, è misto seta, meglio essere precisi. Stranamente l'Amica delle Perle non ha comprato nulla, anche se ha messo gli occhi su un collanone di perle (ovvio) viola che le piaceva tanto e che è stato un delitto lasciare lì, ma Ella, si sa, è allergica alle chiusure e pare brutto fare apporre una chiusura di platino purissimo a una collana del valore di euro 3. Fatto sta che alla fine il mercato lo abbiamo girato in lungo e in largo, sospirato al banco delle espadrillas coloratissime, Ma Ti Ricordi?, adocchiato una zeppa improbabile con ramage floreali e tacco trasparente, contrattato una mantovanina a quadretti vichy di un bel lavanda chiaro, che starebbe un amore alle finestre di Cuore di Maglia, toccato stoffe e strofinacci, gomitoli e cose, con lentissima indolenza, con l'ozio beato tipico della metà di agosto. Ora, rimirando il mio bottino che nella sua completezza non arriva a euro 10, mi punge vaghezza di utilizzare quel cotone verdino che possiedo e inventare di sana pianta uno scialle all'uopo studiato. Forse,a nche Biancaneve, nella quiete (!) della sua casina ne starà studiando uno color del cielo da sfoggiare con la sua borsa nuova di zecca. E l'Amica delle Perle? Ella, ne sono certa, sta usando tutte le armi possibili per carpire dal suo Illustrissimo Sposo le astuzie della gioielleria al capitolo Come Cambiare la Chiusura di una Collana. La comprerà, alla fine, ne sono più che certa. Può forse l'Amica delle Perle rimanere senza perle? Non sia mai. 

18 aprile, 2012

L'arcobaleno.




No che non era una bella mattina. E l'avevo anche detto, lo avevo scritto qui, come faccio sempre, quando voglio tirare fuori le cose che sento per poi scoprire che sembrano solo le mie, ma che sono di millemila altre persone, a giudicare da quello che mi scrivono. Non era una bella mattina no. 

Poi.

Qualcuno mi ha trovato. Qualcuno che in questi anni avevo cercato tanto, ma della quale avevo perso le tracce.
E' successo tanto tempo fa, credo fosse marzo, 1994. Mi era presa secca col punto croce, avevo ricamato la qualsiasi ai miei allora due allora bambini. Tazze per l'asilo, righelli, perfino il nome sul grembiulino. E lenzuolini, quadretti di Peter Coniglio per la loro camera, perfino La Mamma è Sempre La Mamma, così, per darmi un tono. Avevo imparato da sola ma volevo imparare bene, volevo fare meglio,avevo sentito parlare di lei, era a Varese, mica sulla luna. Così, sono andata a trovarla.
Un negozio dove ti ci perderesti, dove fili, tele strane, cose bellissime ti tengono come in balia, vorresti tutto, il doppio di tutto, è successo con la lana, così  successe per il ricamo.

E' stato un incontro di quelli che si ricordano per sempre, non capita spesso di trovare persone con le quali hai subito un certo tipo di affinità, alle quali racconti tutto quello che sai, non so come dire.
Mi ha insegnato il rovescio perfetto in un'ora scarsa.
Abbiamo chiacchierato per ore.
Mi sarei sposata il giugno successivo, sono uscita dal suo negozio convinta che sarei riuscita a ricamarmi i tempo il vestito, o un grembiule dei suoi, di quelli che inventava lei. Lo conservo ancora, nero, a quadretti, con un imparaticcio ricamato sul davanti.

Ci siamo viste ancora qualche volta. Le persone con le quali hai da subito uno scambio di idee vicine, una vicinanza di pensiero e di sentire, non si dimenticano tanto facilmente. Lo so. Lo so perchè in tante, in questi ultimi giorni, me lo sono venute a dire, lo hanno provato al Camp, ed è stata un'esperienza da raccontare.

Ho insegnato la sua tecnica almeno a una cinquantina di persone, da allora.
Ricamato una serie di cose da riempirci una casa.


Oggi, mi ha trovato.

E sono felice e onoratissima di dire che oggi ho parlato proprio con lei, Rosanna Pagliarini, l'autrice di quel libro introvabile, quella dei grembiuli, quella degli schemi con le papere che andavano così tanto all'epoca, quella che mi ha fatto adorare gli Amish e la loro storia, ecco proprio lei.
E mi batteva il cuore così forte, che nemmeno se mi avesse ritrovata un vecchio fidanzato sarei stata così emozionata e felice, anzi di sicuro.
E che bello quando senti che c'è chi si ricorda di te, che bel regalo, che grande cosa è sapere che qualcosa negli altri, hai lasciato, alla fine.


Ci vedremo presto, ci siamo promesse un pranzo ai primi di maggio, abbiamo già un progetto, detto al volo, così, dentro al telefono, con la stessa energia di sempre.
Sono contenta di avere, adesso sul telefono, sotto la R tra Roberta e la Villani, proprio lei, Rosanna Pagliarini.



Stamattina ho odiato la mattina che era.
Verso sera, dalla mia finestra, brillava un arcobaleno.

12 marzo, 2012

Frecciarossa e macarons.

Alla fine, rieccoci qua. Ci si è presa una piccola, piccolissima vacanza, si è preparata una valigia veloce, non era del tutto vacanza, e nemmeno lavoro, ma si sono messe insieme tante cose, viste tante persone, qualcuna mancata, qualcuna incontrata  per la prima volta, qualcun'altra rivista con gioia, a salutarsi un pò ballando come si faceva a scuola, perchè quando sei in giro con le tue Amiche Maiuscole, diciamocela tutta, un pò in gita ti ci senti davvero, libera, come dire, rilassata, anche se si è camminato un sacco e preso autobus e taxi e fatto foto e visto monumenti e negozi, e perfino un giro al Quirinale, e tutte quelle cose che fanno i turisti e lavorato anche un pochino, emozionatissima ma nemmeno tanto in uno studio televisivo, che roba però. Ogni vacanza che si rispetti inizia già dal viaggio, abbiamo invaso la carrozza del Milano Roma del venerdì mattina con i nostri sacchettini a fiorellini tutti uguali, tirato fuori ogni bendiddio dalle borse colorate, gomitoli e smalti e rossetti per darci un tono, e chiacchierato, chiacchierato e riso, e programmato e organizzato, noi parliamo forte, non so, il sottovoce non ci appartiene, siamo caciarone e casinare, che a salutare la Mirella al binario sul treno per Firenze abbiamo avuto addosso le occhiatacce di molti, ma a noi niente ci fa, alla fine. Abbiamo fatto le turiste e anche un pò le donne serie, abbiamo giocato alle signore in un locale magnifico al Colosseo, i piattini di ceramica e il thè fumante Marriage  Fréres, macarons delicatissimi e chiacchiere, perfino Marzipan mi ha raggiunto per un saluto, che sorpresa. Abbiamo avuto tre giorni splendidi, un venticello fresco e un cielo lucido, abbiamo conquistato Santi e Santi ha conquistato noi, ma questo lo sapevamo già e allora non vale. Ci siamo ritrovate insieme, noi, come qualche volta ci succede, mariti e figliolanze a casa, noi e basta, in fila per due, a scambiarci le collane e le spazzole e i vestiti, a ridere come sceme, a zonzo per una Roma sempre così speciale. Ora, lavatrici e stiraggi incombono su ciascuna di noi,   è una piccola tassa da pagare per essere state così bene, il canone per la beatitudine noi lo si paga sempre alla scadenza, da oggi in poi si farà un lunghissssssssimo bonifico per saldare tutto. Restano i biglietti della metro stropicciati nelle tasche, la conferma che insieme si sta proprio sempre così bene, e che il Frecciarossa Milano Roma mai ha avuto passeggeri più coreografici di noi. Me pare er minimo.

28 febbraio, 2012

La Strada del Mare.

La Strada del Mare non è lontano da casa. Forse perchè è il mare, a non essere lontano da me. Il Mare Vicino, che non è il Mare dell'Isola, ma è quello che appare così, dietro una curva, improvvisamente il mare.
Non la conosco abbastanza questa città, ma la amo senza saperla, indovinandola,  senza impararne i nomi delle vie,  non so, mi affascina come mi affascinano tutte le città che hanno un porto, dove si stende ai balconi, dove apri la finestra ed eccolo lì, tutto quel blù, le barche, il profumo, il vento, la salsedine, dove i fiori arrivano molto prima che da me, dove quando da me c'è la nebbia qui c'è un sole che spacca, dove mi meraviglio ogni volta delle case belle che ha, della storia che ha, degli orti arrampicati, gli alberi di mimosa, i numeri rossi, le palme.

Ecco, io Genova non la so, ma ieri la strada del mare ieri mi ha portato fin qui, me e il mio passo di pianura.
Nel corso della vita si incontrano mille persone, di più? di meno? non saprei.
Ma quelle che incontro alla fine della Strada del Mare, quelle che la Strada del Mare porta fino a me, chi lo sa, le amo da subito, di un bene speciale.

La Strada del Mare porta al Basilico, al sorriso che ti aspettavi, alla scoperta che le persone raramente sono diverse da come te le immaginavi.
Grazie Anna, per quel tuo abbraccio di ieri.




20 febbraio, 2012

La Pioggia Scordata.

Pioverà per giorni. Settimane, forse. Alla fine, ci si era un pò dimenticati della pioggia, il cielo sembrava averne finito le scorte. Solo Neve, Mi Dispiace. E invece no. Piove e piove d qualche ora, e forse è un bene, la neve del pratino si scioglierà più in fretta, dal tetto cadono  cumuli di neve ghiacciata che è lì da chissà quanto, c'è da stare attenti. Il cibo dei pettirossi, attaccato al ramo con una reticella delle arance è quasi finito, inzuppato perlopiù.  E' un lunedì come tanti, anzi non proprio, nessuno è andato a scuola per le vacanze di carnevale, carnevale? ma noi si andava a scuola sempre, altro che giorni e giorni di vacanza, e poi il carnevale a me non è mai piaciuto, o forse anni fa, ma da un pò i carri, le feste a tema, i travestimenti in genere mi mettono una tristezza infinita. Chissà. Pioverà e pioverà, e non resta che organizzarsi per bene, fare le cose con calma, metterle in fila su un foglio e cancellarle una ad una, quelle gradevoli e quelle meno, farsi un bel foglio colorato e dire ok, comincio da qui. Io ho cominciato da sabato sera, una festa a sorpresa per il compleanno di una delle mie Amiche Storiche, e che bello è stato incontrarsi tutti, proprio tutti, quelli di quei giorni là, il primo lavoro vero, un amore a settimana, non importa se corrisposto o meno, anche la mia amica di scuola, l'unica che avesse detto a quella nuova, che ero io, di andare a sedersi nel banco accanto a lei. Che bella festa, che bei sorrisi, che belle facce, cambiate sì, ma nemmeno tanto, il cuore non trova differenze mai, e le  persone che hanno fatto con te un pezzo di strada le riconosci dall'odore di buono, da quel loro guardarti, dal loro parlare che credevi di aver perso e invece eccolo lì, ancora intatto, la risata uguale come quella volta che, le complicità non svaniscono, rimangono lì, nascoste per anni e poi, proprio quando credevi di non averle più, eccole qui, eccoci qui a raccontarsi delle cose e a ridere di quegli amori là e di quei giorni e di quel viaggio e di quella volta. Che bello ritrovare le cose, che bel sentire, che straordinaria ricchezza ti fa capire di avere, se ritrovi affetto, calore e vicinanza anche dopo tanto tempo, che a sentirti così ti fa sembrare bella anche la pioggia, che credevi di aver scordato e invece, invece no.

09 ottobre, 2011

Top.Coat.Velvet.


 
Ora. Ci sono dei giorni in cui proprio non si ha voglia di cose serie, men che meno di tristerie, di menate, di cose pesanti. Ora. Càpita sempre più spesso ultimamente, che i miei sabati li trascorra con le mie Amiche, molto spesso qui, qualche volta in giro, i figlioli tutti sparsi per l'italico territorio, il mio Sposo impegnato in questo o quel progetto e che si tiene libero per la sua Amata e Virtuosissima Sposa, che sarei io, solo e soltanto verso sera. Càpita infine di avere al fianco un'Amica, di quelle recenti ma non per questo meno cremosa, non so come dire, certe cose si sentono da subito, a noi tutte questa qui ci piace per quel suo modo scanzonato di porsi, forse le rimproveriamo il millemillesimo tatuaggio che vorrebbe farsi, ma insomma, noi la si adora. Ed io in particolare adoro il lei quel suo non dire mai Non Posso, quel suo saper cucire, quelle sue borse colorate e preziose, quel suo essere sempre pronta per una nuova idea, un nuovo sogno, quel suo guidare per ore come me, il suo cuore grandissimo e, soprattutto, per superarmi in cazzate. Ella sa infatti un giorno o due prima della scrivente quale è la borsa must, il braccialetto introvabile, il locale giusto. Cose non fondamentali, ovvio, ma che in un mondo cattivo e malinconico e difficile, hanno il loro bel perchè. Perciò, ieri ho trascorso buonissima parte del mio pomeriggio insieme alla mia Amica delle Perle e a Lei. Dopodichè, avendo l'AdP terminato di foderare un cassetto con meravigliosa carta a gigli di Firenze, e dovendosi recare a sbrigare una certa faccenda di cannoli, siamo rimaste io e Lei, la mia Amica dei Tatuaggi. Missione: un'inaugurazione dove presenziare e poi, un paio d'ore di CC, ove si legga Cazzeggio Cosmico, che si fa cinque sei volte l'anno, non di più. Danni evidenti non ne sono stati fatti, se si fa eccezione per un vestituccio a rose e per questo, una meraviglia da apporre sullo smalto per renderlo opaco ed elegantissimo, nuova diavoleria di casa Chanel e assolutamente, dico assolutamente imperdibile, come già mi disse giorni fa la mia Amica della Moda. Così, ci siamo adeguate, non sia mai che una redattrice di cazzate non abbia il suo Top Coat Velvet, ma in che mondo viviamo. Càpita però che per Lei, l'AdT, non sia un periodo di lucente meraviglia, e che la veda lievemente pensierosa, ogni tanto, lievemente assente, ogni tanto, lievemente malinconica, ogni tanto. Perciò, da esperta ad esperta, so che farà tesoro di questo consiglio domenicale che sto per darle. Usi il Top Coat Velvet come pozione magica per tirasi fuori, per conservare bella e intatta quella sua risata, per tenere lontano i pensieri tristi e le preoccupazioni che per forza di cose si affacciano ogni tanto nella tua testolina by Aldo Coppola, che io e tutte noi sappiamo più che bene che queste settimane non sono uno scherzo per Lei. Di certo non risolverà un bel niente, certo non è che all'improvviso, voilà, tutto è magicamente a posto e scorrevole e lucido, ma almeno, un pochino aiuterà.  Da esperta ad esperta, s'intende. Il Top Coat Velvet opacizza soltanto lo smalto. Il sorriso, quello mai.