25 giugno, 2008
Il salvataggio.
14 marzo, 2008
La famiglia dei Pettirossi.
Sono tanti. Uno stuolo. Uno stormo. Un sacco, insomma. Sono almeno 6, anche se non è molto facile distinguerli fra loro. Certo, ce n'è uno più cicciardo e uno con la testolina bianca, ma insomma, sono sempre una quantità. Arrivano al mattino presto e verso il tramonto. Li ho abituati così. Nel senso che non è che mi sono data all'ammaestramento dei pettirossi, così, a tempo perso, ma diciamo che me ne prendo cura. Ho comprato per loro una casetta di legno, dove, con un marchigegno ingegneristico è stato apposto un cucchiaino di plastica che possa contenere il loro cibo. E certo, briciole e briciole, ma anche e soprattutto il mangime appositamente apposito per i pettirossi, rosso, infatti, per mantenere il loro piumaggio vivace e splendente. I pettirossi sono strani personaggi: hanno, per cominciare, un aspetto buffo. Zampettano, sono guardinghi e sospettosissimi, non danno confidenza, sono, per così dire, un pò altezzosi. Non che se la tirino, però hanno quel modo di fare, che fanno cadere le cose un pò dall'alto, insomma, un tantino snob. Questa mattina, la sveglia è suonata più che all'alba in casa mia. Il Maturando si reca in gita scolastica, olè, e quindi alzarsi alle 5 è stato un gioco da ragazzi. Ma questo cambiamento di sveglia mi ha permesso di seguire meglio i movimenti della colorata famigliola che vive da qualche tempo nel mio giardino. Arrivano uno per volta, ben attenti ad eludere la sorveglianza dei ferocissimi felini che fanno finta di sonnecchiare sul terrazzo o che li osservano attraverso il vetro. Poi, una volta ben sicuri di non correre pericoli, si avvicinano in un frullare di ali e di cip cip al cucchiaino griffato. E lì, si scialano. I pettirossi mi piacciono. Confesso che per me è anche una terapia. Non faccio birdwatching, ma osservando i loro movimenti e le loro testoline e quelle faccine un pò così e quei loro colori così belli ed insoliti, riesco anche, alla bisogna, a dimenticare ansie e magoni, batticuori e debolezze, tristerie e paure. La terapia del Pettirosso. La brevetterò.06 febbraio, 2008
Povero micio!
20 giugno, 2007
Breakfast with the cat.
07 aprile, 2007
Sally, la tartarughina.
31 marzo, 2007
La tosatura.
Ma anche il pastore l'ha rassicurata. Gli agnellini staranno accanto alle loro mamme, perciò li avevano contrassegnati con un simbolo uguale, in modo che nessun agnellino si smarrisse, o perdesse la sua mamma. Così, andava meglio. Ecco quello che succede in una mattina di fine marzo in un paesino nel Monferrato. La mia bambina, che usa con scioltezza le email, che fa le ricerche su Wikipedia e conosce le operazioni di base di Word, non aveva mai assistitito alla tosatura di una pecora. Certo, non è fondamentale, ma forse quando sarà grande se ne ricorderà.
E dal vostro inviato in Monferrato, per oggi, è tutto.
11 marzo, 2007
Fiori d'arancio?
20 agosto, 2006
Perle fra i pinoli.
Non che le ami, questo no. Le trovo un pò inutili, distratte, sempre indaffarate, le scopro sempre in luoghi non consoni, come dire, sbagliano sempre il dove e il come. Ma non le elimino. Diciamo che pur non andandone pazza, ci convivo. Stamattina, grande sorpresa nel patio di casa. Loro, le formiche, avevano lavorato alacremente per tutta la notte, saccheggiando senza troppi complimenti il mucchietto di pinoli che mia figlia e i suoi amici avevano raccolto nel noioso pomeriggio di ieri. E li andavano stipando, con quel loro modo compulsivo di andare sù e giù e di ubbidire a non so chi, nella loro tana allestita giust'appunto nel posto più fresco del patio, proprio lì, a due passi dalla lampada marocchina. Ma, ad un più attento esame, quale non fu il mio stupore nel notare che, svista o buon gusto, avevano anche raccolto, insieme ai pinoli, una perlina, scivolata chissà quando e chissà a chi. Troppi misteri e troppe incertezze in questo nuovo caso da dipanare, in giornate dove non succede nulla o quasi, e già l'osservare un formicaio è di per sè una grande avventura. Ma una cosa è certamente da fare. Avvisare Rue Cambon, al civico 21. Le formiche vestono Chanel. Distratte? Non direi proprio. 06 agosto, 2006
Roger, il ranocchio.
Bello non lo è. Ma ha un’aria talmente indifesa e piccina ed è così in miniatura, una monetina da 20 centesimi, di un verdino accecante, che fa tenerezza. L’ho trovato per caso, mentre constatavo con aria soddisfatta, i grandi progressi che ha fatto la mia piantina viola, transfuga dal Continente, venuta ad allietare con le sue fogliolone colorate la siepe accanto all’ingresso. Ed è proprio in queste fogliolone che lui, Roger, ha preso casa. Non credo faccia molto, in realtà. Sta lì, accoccolato, pensieroso, con quei suoi occhioni sbarrati che guardano un po’ di lato. Non ha paura. Si lascia guardare, ogni tanto cambia posizione, ma non si muove da lì. Mia figlia, contravvenendo alle più elementari norme igieniche, vorrebbe dargli un bacino. Magari è Un Principe, Mamma. Già. Vai a spiegare che i Principi, quelli veri, hanno figli disseminati per tutto il globo terracqueo, spesso si ubriacano, qualcuno è stato in esilio fino all’altro ieri, ha sparato dalla finestra per il troppo rumore, ha frequentato figliole non proprio illibate, ed infine, qualcun altro è stato testimonial di una marca di sottaceti. Argomento spinoso. Però, l’esperimento del bacio non è male. Magari, una mattina di queste, troverò un tale che dorme beato nella mia siepe. Spero soltanto che non spezzi le foglie della mia pianta. A mantello, corona, foto segnaletiche e tutto il resto, penseremo poi.
11 marzo, 2006
07 marzo, 2006
Chanel è meglio.

Meglio del lettino qualsiasi che hanno tutti i gatti. Non li amavo particolarmente. Mi sembravano falsi, un pò opportunisti, diciamo, inutili. Dovendo scegliere, preferivo i cani. Un giorno, ho sentito un sibilo in giardino. Non era un miagolare, ma una vera e propria richiesta di aiuto, elegante, discreta, disperata, ma non sguaiata. E lì, proprio a pochissimo da me, un esserino, una specie di topolino, bagnaticcio, sporco, gli occhi spaventati e supplichevoli. Era Luna. Che ha generato Nasdaq e Mibtel, e poi ancora Fanta, Chinotto, Ginger e Cappuccino. E Ascanio, che ahinoi, di femmina si trattava, ma lo abbiamo capito solo quando abbiamo trovato Mora e Mirtillo nel sottotetto.E Michelle, trovata morente in Sardegna e portata in continente. Certo, non li ho tutti io, ho cercato per loro famiglie adatte al loro alto lignaggio. Gatti dolcissimi, coccolosi e burloni, pelosi e un pò ladri.Ghiotti di Camille e di prosciutto. Che dormono acciambellati nei letti o che si infilano nelle borse. Meglio se di Chanel.









