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09 settembre, 2008

Vengo dal mare.

Vengo dal mare. E porto con me sete e broccati, tappeti pregiati e spezie e ortaggi misteriosi e sconosciuti. Vengo dal mare. Ho navigato fra le stelle e le onde e il buio, ho giocato ad indovinare la traiettoria perfetta delle stelle cadenti, e a loro ho affidato il desiderio più grande e segreto che ho. Vengo dal mare. Ho negli occhi la luce del sole che và giù. a sparire chissà dove, e quella improvvisa e dolcissima, da un'altra parte, una fetta di mandarino e poi di arancia e via via, sempre più sù, e poi tondo, superbo, maestoso, proprio là, in quel cielo d'ametista e corallo, nell'ineluttabile succedersi delle albe e dei tramonti, che solo sul mare hanno il loro senso più assoluto. Vengo dal mare. Ho piccole ciotole d'argento, per raccogliere le lacrime invisibili di chi domani piangerà con me, con me che non saprò che cosa dire se non che sono qui, ad ascoltare e a dire nulla. Ho piccoli sacchetti di lino grezzo, per conservare la speranza di una madre, piccole scatole d'avorio per i miei pensieri, i miei abbracci, le confidenze e i sorrisi e le risate del rientro, i progetti, i racconti. Felice di essere a casa. Di essere qui. E di sapere ancora un pò di vento e di sale, di avere ancora davanti quel buffo delfino che giocava con noi e di sentirmi così, frastornata e serena, ubriaca e ciondolante, una donna felice che viene dal mare.

05 settembre, 2008

Tornando a casa.



Pochissima connessione, pochissima linea del telefono, mare e mare e sole e sole e poi ancora mare e poi ancora sole. E paesini arroccati, spiagge bianchissime, rocce, fortezze, cittadelle, mura, mercatini e je vous emprie e pas du tout. Così, si riede. A centellinare ancora un pochino questa lunga estate che finirà tra brevissimo, i pensieri di casa si intrecciano con quelli di qui, si prepara, si progetta, si parla e si parla in queste sere di famiglia ristretta, si fanno congetture e programmi, si gioca, si sogna. Sogno Di Una Settimana Di Fine Estate. Qualcosa mi ricorda, ma come titolo, non c'è male.

13 agosto, 2008

Corse e ri-Corse.

La strada dell'orto, suppergiù. Ci si va quando si ha voglia di qualcosa di selvaggio, un pò fuori mano, non compreso nei soliti giri del turismo veloce. La si prende comoda, si guardano le previsioni, si può fare, un bel vento leggero, nè troppo nè troppo poco, si carica sù la famiglia al grandissimo completo, ivi compresa l' Ingegnera promessa al Giovane Holden, anche lei catturata da questo reticolo di affetto e attenzioni e fratelli e amici e sorelle. L'essere al super completo comporta per la scrivente una felicità senza pari, una vera beatitudine, e niente mi fanno le tonnellate di pasta e le quintalate di frutta e i chili e chili di merende, croissant, stuzzichini e pizze croccanti sfornate in mezzo al mare. Guardare le stelle come sotto una scodella di blù tutta cucita di perline, insieme alle persone che sono la tua vita tutta è quanto di più bello possa esserci. E a quella stella che cade, così grande che è durata un bel pò, che la scia si è vista come un fuoco d'artificio, che tutti hanno fatto ooohhhhhhh!, beh, proprio non saprei che cosa chiedere.

20 luglio, 2007

Naufraga.


Ma sì che lo so, cara signora, lei, dell'isola dei Famosi non se ne è persa nemmeno mezza puntata. E io, invece, ho voluto provare l'ebbrezza di essere naufraga per quella mezz'ora. Ci si accinga con grazia, in camicia da notte color champagne, a fare una passeggiata in una spiaggia deserta, con tronco annesso, che una mareggiata recente aveva portato fin lì chissà da dove e io che avrei voluto portarmelo a casa, ma il mio Capitano ha detto Fossi Matto. Ci si rechi con circospezione ed attenzione a raccogliere le conchiglie, i sassolini tondi, i sassi bianchi e piatti che mai, mai, mai sono riuscita a far saltare sull'acqua. Ci si renda conto di essere bersaglio di occhiatacce fugaci di un marinaio, che presta la sua opera in uno di quei traghetti colorati dai nomi esotici, Blue Princess, Spirit of the Sea, Tatiana per Sempre, beh, questo più che esotico fa titolo di fotoromanzo ma signora mia, questi russi non c'hanno mica tanto buon gusto, sa? Raro vedere qualcuno in camicia da notte da queste parti. Mi va il caftano, come l'anno scorso, e le ballerine rasoterra. Le zeppe e i tacchi si lascino, appunto, alle russe valchirie, pallidissime e con un'aria sempre annoiata. Al caftano, si abbini una Kelly nera semi slacciata al braccio, un occhiale d'ordinanza che fa sempre una bella scena e la messimpiega scomposta, va da sè, per attraversare le Bocche, mica ho Curletto chiuso nel gavone. Naufraga, dicevo. Ma con un bel bagaglio di nozioni che vado testè ad illuminare.

- Lo smalto scuro è indicato unicamente ai pomeriggi noiosi in spiagge affollate. Per andar per mare è sconsigliatissimo. Si sbecca al primo ormeggio, alla prima manovra azzardata, che il tuo Capitano ti urla e ti sbraita e poi ti guarda con gli occhi a cuore, massì che ti ama ancora, solo, in quei momenti, persino la Bellucci se non cazza come deve, la si deve redarguire.E pure pesantemente, con smalto o senza.

- I deliziosi pantaloncini di macramè che hanno fatto l'invidia di tutte le tue Amiche prima della partenza non vanno assolutamente indossati per i trasbordi verso terra in gommone. Essi, anche se impercettibilmente all'occhio umano, si scuciono. Il macramè, se ancora non lo sa, è un pizzo seducente e delicato, creato per le spose eteree che incedono lente verso l'altare e, al massimo, fanno il giro dei tavoli al ristorante: saltare su un gommone non è proprio manovra indicatissima. Ma vuoi mettere l'eleganza, dopo, a terra?

- Il famoso Olio di Carita, quello coi brilli, è non sconsigliatissimo, ma da abiurare, rinnegare, sconfessare. Me lo sono messa di nascosto, cogliendo un rarissimo attimo di disattenzione del mio Capitano, ma ahimè, me ne è scivolato un pochino sulle cime. Che male ho fatto mai in fondo, non ero nemmeno così male, tutta imbrillantinata, baciata dal sole nel turchese più turchese! Tutto mestiere che entra, dice il Capitano, che in fondo mi ha già perdonato. E poi, sono sicura, la scotta della randa coi brillini, nemmeno la Blue Princess ce l'ha. Soddisfazioni da naufraghi.

19 luglio, 2007

Voilà.

Come si dice, stanchi ma felici? Ecco, proprio. La nostra piccola crociera in Corsica si è conclusa questo pomeriggio. Tutto è andato come doveva, perfetto. Nessuno è stato male, nessuno ha litigato, nessuno ha avuto paura. Sembra niente? Beh, provate a starci voi in 12 metri con uno stuolo di figlioli, e il disordine, e le pinne e il costume bagnato sui cuscini immacolati e andiamo lì, no andiamo là, e pronti alla virata ma pronti di che e le briciole e l'olio solare e la musica a palla e vado col tender, e non sprecate l'acqua e non usate cinque bicchieri a testa. Nonostante ciò, tutto una meraviglia. Mare piatto e turchesissimo, spiagge desertissime, rocce austere e candidissime. Dieci e lode alla vacanza, al mio equipaggio e al mio Capitano. Com'è ovvio che sia.

16 luglio, 2007

Fermè pour Corse.


Stavolta si và. Fatta una specie di cambusa, salatini e biscottini, crema solare protezione mille, una manciata di costumi presi a caso. Lette e rilette le previsioni del tempo, Météo France, mica noccioline, avremo una settimana magnifica, mare calmo e ahimè poco vento, ma va bene. Organizzate gite ed escursioni, se ne avremo voglia, e se no va bene uguale. Ho vaghe notizie di mercatini sulla spiaggia, di collane di conchiglie da perderci la testa, di scogliere bianchissime, di mare trasparente e di paesini affascinanti. Non mi farò scappare nulla, immortalerò, relazionerò e racconterò. Ca va sans dire.