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22 aprile, 2011

Si pittura.

In data odierna si dichiarano ufficialmente iniziate le pasquali vacanze. Noi qui non ci si fa certo mancare un bel nulla di nulla, non si è deciso per nessuna meta esotica e/o marina e/o montana, ma si resta costì, in collina, il pratino è di un verde così smeraldo che sarebbe un peccato lasciarlo qui. In realtà, cose da fare ve n'è più d'una. Si pittura, in grazia di Dio, una credenza recuperata da un rigattiere, e anche delle vecchie sedie da bistrot, rigorosamente in numero dispari, come le rose. Io sono l'addetta pallini, nel senso che ho pitturato con indicibile grazia e leggiadria i pomellini della credenza, Che sembra un lavoro da nulla, e che cosa ci vuole alla fine, pucci il pennello, dai una passata tutt'intorno ed è già bell'e fatto, e invece no, come in tutte le cose ci vuole mestiere, sentimento e  soprattutto, esserci portati e costruire un apposito sostegno che faccia da supporto a tutta l'operazione, che se no, i pomellini, ma mi vuoi dire come fai a farli asciugare? Modestia a parte, io, per pitturare i pomellini delle credenze, ci son portata. E lo faccio con grande professionalità e concentrazione. Il risultato è una meraviglia, la credenza non sembra più la stessa, anche se l'Illustre Sposo sostiene che il lavoro sporco in realtà l'ha fatto lui, che ha lavato la credenza e le sedie e anche il tavolo e ha dato giù di martello e chiodini e sega circolare, e stucco e altre corbellerie. E' tutto vero, infatti. Ma tutto il lavureri sarebbe stato vano, se a qualcuno non fosse venuto in mento di fare i pomellini color glicine. Bisogna anche possedere  un certo bel gusto, come dire. E io, che di secondo professione son Pitturatrice di Pomellini, sempre modestia a parte, ossì che lo possiedo.