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01 settembre, 2007

Bricolage.

Con le passate giornate di tempo non proprio da spiaggia, con transumanze da curare, biglietti da fare, lavatrici da suddividere al motto di DiChiSonoLeMutandeAzzurre? assettare la casa già un pochino per l'autunno, abbiamo un matrimonio a fine ottobre, sull'Isola, possiamo mica mancare, in queste giornate, per l'appunto, m'è punta vaghezza di copiare dal famoso libriccino francese di cui sotto, un porta bijoux. Non già quei bei cofanetti delle caramelle Sperlari, quelli che non si incartavano mai, e nemmeno quelli con la ballerina e il carillon, o meglio, quelli tutti tempestati di conchiglie e foderati di vellutino, non mi vergogno a dirlo, mi piacevano da matti. Un quadro, mia bella signora, una cosa che sì, riunisca tutti i miei gioielli farlocchissimi, giusto per non trovarli dovunque per casa, si sa, nasco disordinata cromosomicamente, ma per vederli tutti lì, appesi in bellissima mostra nella casa delle vacanze che mi troverò tra qualche giorno a lasciare. Ingredienti per il porta bijoux: si trovi un bel falegname, palestrato q.b., che ti regali un pezzo di compensato, materiale di scarto, che cosa se ne fa di un assicella di queste dimensioni? Si aggiungano dei gancettini e due chiodi. E poi, manciate di collane e braccialettini, valore minimo, direi, nessuna preziosità, anche se ben si riconsce, al gancetto Precieux, l'anello che mi ha regalato la Fux. Si copi lo schema nei colori che più ci aggradano e che più si intonano al vostro umore del momento. Durata dell'operazione: una mattina di pioggia battente, con la nebbia che nemmeno si vede Maddalena, e la PrinciMedusa da assistere negli ultimi compiti delle vacanze. Ora, non resta che chiamare il Bel Falegname, e mostrargli l'opera compiuta. Aspetterò che il Capitano salpi.

26 agosto, 2007

Si crea.

Complici i giorni di pioggia che per fortuna sono passati, complice un regalo inaspettato, 8 teli bagno morbidissimi tinta corda, con un bordo non proprio ricamabile ma ho fatto finta che. Il risultato è stato strabiliante: pronti per andare a far parte del corredo di Amaranta, che ho già visto flirtare con il mega yacht che ha di fianco, tale Shangri Là, che si fa tirare a lucido dal suo marinaio quando la vede arrivare da lontano, proprio lì, appena dietro il faro di Punta Sardegna. Complici le notti di luna di Porto Raphael, il profumo dell'ibisco e quell'acqua trasparente, i due si strofinano, parabordo a parabordo, dividendo la stessa banchina, fianco a fianco, da tutta l'estate. E per le nozze, imminenti, la piccola Amy porterà in dono questi splendidi teli. Ricamati da me medesima, c'è da puntualizzare?

E invece, per gli ospiti di Amaranta, autori di mucchi inverecondi di panni da lavare, ho ricamato con le mie santissime manine questo sacchetto. Lo schema è un delirio, tratto da un libriccino francese di rara bellezza. I giorni di pioggia sono forieri di grandissime idee. Per esempio, è in via di ultimazione un insolito orpello per ricoverare, con grazia, eleganza ed inusuale beltà, le collane di casa. E la PrinciSirena mi ha già commissionato una mezza dozzina di astuccini e cuscinetti da mandare in visibilio le appassionate di questo bel modo di impegnare mente e cuore. E' il punto croce, bellezza. Umile quanto basta, semplice, un pò d'antan, così fuori moda da essere snob, affascinante e intrigante da non credersi. Provare, fanciulle, provare, provare, provare...

25 luglio, 2007

A tempo perso.

Con un vento della forca, che non è proprio il termine tecnico-meteorologico-nautico, ma che va bene lo stesso, con una mattina che dormono tutti, che hanno fatto tardi ma non so quanto tardi perchè ho dormito come un sasso e quando alle 6 mi sono svegliata e ho controllato la camerata, erano lì, lindi e tranquilli nei loro lettini, con le lenzuola color corda e un agglomerato di magliette e costumi e asciugamani. Con una giornata che si annuncia di un ozio vergognoso, ciondolante e piena di splendido niente, forse un giro verso la spiaggia del Relitto che già il nome affascina e mi piacerebbe tanto vederlo, ma nessuno in realtà l'ha visto mai, questo relitto. Con un invito a cena, beata rarità, quasi nessuno ci invita a cena mai, siamo sempre così in tanti, solo Lei si è spinta a tanto, a inizio estate, ma perchè in tanti sono anche loro a allora sa bene a cosa va incontro. In una giornata così, in un'ora scarsa, ecco nascere questo ennesimo strofinaccio, che il vento mi portava via i fili dal terrazzo, spingendoli, impertinente, fino sul prato. E poi, scenografici, i ricci pescati per me dal Piccolo Liceale, giacchè Mediano non si può chiamare più e un sasso bianchissimo rubato in una spiaggia di cipria. Voilà. Direi che per oggi ho già fatto abbastanza.

10 luglio, 2007

Mancava.

Oggi di mare non se ne parla. Si ha voglia di casa, di ricevere, magari, qualche amico che passa di qua, amici dei figli che si spostano a frotte, ciondolanti, quelli appena arrivati, li riconosci dal pallore cittadino post maturità. Si è ancora in camicia da notte, di quella collezione che hai fatto prima di partire, leggerissime, colorate o candide, da corsa, dice il mio sposo, che con l'abbronzatura hanno il loro bel perchè, signora cara, mica si può star sciatte e in disordine solo perchè si è in vacanza, no? E allora via a completi da far andare in visibilio, sottoveste e vestaglina coordinata, si può restare così per tutto il giorno, volendo, scalze e scarmigliate il giusto, selvagge, mi aiuti a dire. Si passerà la giornata a guardare le crestine del mare, i traghetti che non riescono ad attraccare, gli ulivi spettinati, il sole che viene e che và. C'è un pane che cuoce sornione nella ViolaCucina, si leggerà, si ricamerà, si chiacchiererà con gusto e ozioso piacere. Nel frattempo, uno strofinaccio che ci mancava, l'amore è una bolina stretta, signora cara, una tempesta improvvisa, una randa cazzatissima che guai a lascare. E all'uopo medesimo, dopo il pane e lo strofinaccio, ecco qui che mi entrano in gioco i sottovestini impalpabili. E sull'argomento non devo insegnarle niente, mi sa.

26 maggio, 2007

Tutto pronto.

O quasi. Pioviggina, accidenti, e forse sarà così anche domani. Lei è uno zucchero. E' un pò tesa, e allora suona, oggi avrà la sua prima Confessione. I suoi fratelli giocano, rubano i confetti dal vassoio, si misurano la sua coroncina, le chiedono oggi chi nominerà in confessionale. Fanno gli scemi, insomma, come tutte le volte che sono emozionati, anche loro, e che non vogliono darlo a vedere, non è roba da maschi, ma adorano questa PrinciMeringa che è di una dolcezza disarmante e di una forza che sorprende, quando macina vasche in piscina, quando distribuisce baci della buonanotte e bigliettini sotto i piatti e abbracci e coccole e calci, qualche volta, ma insomma, ogni tanto ci vuole. Tutto pronto, quindi. Oggi una festa con gli amici, verso sera. E domani, un pranzo semplice con pochissimi parenti. So già che in chiesa farò fatica a stare composta. Guarderò lei, candida di zucchero filato, suo padre e i suoi fratelli, che occupano un banco intero, li guarderò uno per uno, con le camicie stirate di fresco, le scarpe con scritto una dichiarazione d'amore, i capelli che non hanno voluto tagliarsi, li guarderò, seri e attenti, un pò commossi e un pò spaesati, li guarderò e mi chiederò Chi mai ha disegnato questo per me, Chi ha progettato per me una simile perfezione, Chi ha mai incartato per me un regalo così imponente e prezioso. Avrò un fazzoletto infilato da qualche parte, mi asciugherò gli occhi furtiva, che nessuno se ne accorga. Mi riempirò il cuore con le loro facce serene. E Lo ringrazierò.

24 maggio, 2007

Così.

Forse è proprio vero. Nessuno all'inizio ci aveva creduto veramente. Era venuto un pò così, di sbieco, giusto per fare qualcosa di nuovo, di diverso, un esperimento al quale ci si poteva affidare come no, proviamo, si vedrà. A dirla tutta, avevamo tutte un segreto: la voglia di far riuscire questa cosa ad ogni costo, ma per non rimanerne troppo deluse siamo andate caute, abbiamo risparmiato sull'entusiasmo. Ma questo, solo per i primi cinque minuti. Poi, non so come, ci siamo accorte che avevamo tutte voglia di trovarci, il martedì e il giovedì, e non solo per impegnare un paio d'ore o per fare un corso a caso, poteva essere giardinaggio o origami. Questo no. Era di più. Abbiamo creato tante cose. Strofinacci, cuscinetti, sacche per la danza, borse per neonati. Ma queste sono le cose che si vedono in vetrina. Abbiamo creato molto di più. Io lo sapevo da un pò. E stamattina, quando le ho premiate, con quell'ago d'oro che era solo una scusa, mi hanno sorpreso. Hanno comprato per me un mazzo di fiori di rara bellezza, apposta per me, coi miei colori. Hanno ricamato per me un cuscino viola, non sapendo che per me era la prima volta, nessuno mi ha mai ricamato niente, e mi hanno scritto una lettera che so quasi a memoria, oramai. E mi hanno commosso. A dire il vero i lucciconi ce li avevamo un pò tutte stamattina, che oche, ho pensato, siamo qui a tirar sù col naso, ma non doveva essere una festa? L' Officina del Basilico è tutto questo. E molto di più. E la Cerimonia di Consegna dell'Ago d'Oro era davvero solo una scusa. Per dire a tutte le mia ancelle, Serena, Francesca, Sandra e Bruna, che sono onorata di averle incontrate e che inventare cose insieme a loro è un grande privilegio. Loro hanno insegnato a me molto di più di quanto io non abbia insegnato a loro, e che è molto di più di un rovescio perfetto e di come tenere l'ago. E che sia d'oro, ma che ve lo dico a fare!

19 aprile, 2007

Porcellane, chiacchiere e knit.

La location è splendida davvero. Un tripudio di piatti e tazzine, posate e copriletti e tovaglie e bicchieri e tappeti e fermaporte e teiere. Molto country, provenzale, retrò, a roselline, fiori e cuoricini, da perderci la testa. Ci siamo trovate solo in 4, chi andava e veniva, chi sbirciava, a curiosare, senza il coraggio di entrare, come spesso accade. In realtà, siamo state tutte così frullate in questi giorni, le vacanze, i rientri, i figlioli e le udienze, e le cose, che ad organizzare questo simil Knit Cafè abbiamo fatto un pò di confusione. Dove e a che ora e quando e se, ma allora si fa, no non si fa, o forse sì, ma alla fine ci siamo accordate tra di noi, chi voleva, veniva, e anche se fino all'ultimo nessuno era sicura di esserci, alla fine ce l'abbiamo fatta. Anche Flavia, alla fine, ha spinto la sua bici fino a noi. In poche, ma efficienti.


Siamo anche riuscite ad insegnare ad Eugenia, garbata e perfetta padrona di casa, i misteri del punto diritto. Così, tra un thè freddo, una maglia rasata, una chiacchiera e una confessione, ci siamo regalate due ore di scialo, così, per gioco, un regalo di Pasqua arrivato in ritardo. Una delizia. Certo, c'era anche un'infiltrata con il punto croce, ma noi, signora mia, mica ci formalizziamo, sa? E perdoniamola, questa magica Patti!

Da rifare appena si può, appena si vuole, appena ce ne torna la voglia. E, in assoluto, un giro da Blanc. A mani vuote, da lì, non si esce di sicuro.


Blanc - Alessandria
Via San Giovanni Bosco, 14
tel.0131 251213

11 aprile, 2007

Pillow in progress.

Non si fa molto, in realtà. Si progetta, e tanto. E ci si ispira, qualche volta. Soprattutto, si fan cose inutili, superflue, che a casa, forse, vien difficile portare a termine. Questo è un cuscinetto, per esempio. Di quelli totalmente inutili, superflui, come vuole la tradizione, di quelli che non servono a quasi niente, se non a ben augurarti un qualche cosa. Questo Bonne Chance, la dice lunghissima. Fatto in due pomeriggi di vento sulla spiaggia piena di kitesurf, pochissimi umani, perlopiù tedeschi. Un cuscino superfluo per un sogno che non lo è. Ci siamo fatti prendere un pò tutti, ognuno a modo suo, e non vediamo l'ora, in realtà, di vederlo da vicino, scoprire l'effetto che fa. Senza nessuno che ti dica, vedi, è così, te l'avevo detto, lo sapevo già. Nessun sogno è uguale a un altro. Averne pochi è una follia, averne molti un lusso vero. I sogni, signora mia, sono come i cuscini: superflui non lo sono mai. Proprio mai.

02 aprile, 2007

L'idea malsana 2. Il ritorno.

Ce n'era già stata una, di idea malsana. Ma qui, signora mia, proprio non ci si fa mancare niente. La Princi riceverà la Prima Comunione a fine maggio? Ma via. c'è tutto il tempo per ricamarle una sessantina di scatoline porta...porta...già, porta che cosa?ad uso bomboniera, a perenne ricordo di questa festosa giornata. Lo so che è delirante. Ma mi piace. E poi, lo faccio per me, insomma, mi serve. A non ascoltare più quel diabolico gomitolo che per tutto il fine settimana ha rotolato su e giù, dalla gola allo stomaco, quel batticuore insolente e irragionevole, quell'ansia strisciante e beffarda, quelle lacrime cretine che mi sono scese ieri a pranzo per una banalissima discussione col mio sposo, e tutti a guardare nel piatto, ma come, la mamma piange per una scemenza del genere? e quando la mamma piange sono tutti increduli e straniti, come se io non potessi, e no, la mamma non piange mai, non ce l'ha lei il sacchettino delle lacrime. E invece ce l'ho, ce l'ho eccome, e quanto vorrei usarlo solo quando non mi vedete, quando vostro padre non c'è, che anche lui ieri mi guardava colpevole, come a dirmi, ma che succede, per così poco, ma da quando? Scema che sono, ogni tanto. Così, mi sono rimbambita a ritagliare rettangolini 35 quadretti per 65, e sforzarmi di tagliare dritto, se no poi, chi la sente Caterina che mi fa le scatoline di cartone. Ne ho tagliate 52, e dopo circa un'ora e mezza mi sono fermata ad ascoltare. Il gomitolo non c'era quasi più. Qualche volta, c'è da dirlo, le idee malsane aiutano.

31 marzo, 2007

L'idea malsana 2.


28 novembre, 2006

I ricami di Natale.

Si fa così. Si acquistano una serie di matassine, che tanto in casa ne hai già millecinquecento, frutto di 17 anni di ricamo, ma non quel verde lì e non quel rosso lì, e poi, vogliamo parlare di quelli metallizzati, mooooolto natalizi? Poi, si fa una rapida cernita di schemi, sia quelli già in possesso che quelli acquistabili via internet (un vero attentato). Successivamente si stila un elenco dei regali da fare, giacchè quest'anno ti è solleticata l'idea di fare tutto da te medesima. Giusto, non hai niente da fare e passi i tuoi pomeriggi a metterti lo smalto e sbadigliando guardar fuori. L'elenco degli eletti è mostruosamente lungo, il tempo per eseguire le tovagliette da colazione, i famosi strofinacci e altre corbellerie, impietosamente ristretto. Che fare? Organizzarsi è la parola d'ordine. Si allestirà un graziose cestino con all'interno tutto l'occorrente, forbicine a gabbiano comprese, e si vivrà inseparabili da lui fino al compimento di tutte le Grandi Opere progettate. Il che significa che, fino all'antivigilia, ogni mezz'ora che di solito viene dedicata allo svago, sarà testè occupata dall'arte ricamatoria. D'altra parte, non sono nuova ad esperienze del genere. Già con le bomboniere del cresimando avevo ricamato nei luoghi più improbi e alla fine il risultato è stato davvero grandioso. Per le Opere in progetto manca solo una cosa: l'ispirazione. Forse è troppo presto, ma quest'anno lo spirito natalizio non si è ancora posato sul mio bel capino, e al solo pensiero dell'affanno e degli auguri e del BuonaFineEBuonPrincipio mi viene la tosse. Ma, signori miei, non perdiamoci d'animo. La pace natalizia arriverà, tra borsellini vuoti e suocere da sopportare, tra arrosti venuti male, e regali da sbattere fuori dalla finestra, tra Capodanni da suicidio collettivo e maionesi impazzite. E ci si sentirà veramente in pace quando si potrà dire, bene, anche quest'anno ce lo siamo tolti di torno. Ma fino ad allora, un pò lo ameremo. Tanto vale cominciare da subito.

10 ottobre, 2006

Ancora libri.

Il mio pacco di Amazon è arrivato questa mattina. In effetti, è stata l'unica cosa carina della giornata, considerando una serie di piccoli inghippi che hanno fatto sì che oggi mi senta più frullata di altri giorni. Ma si procede. Ho comprato questi 4 libri perchè attirata dalle copertine, già a Manualmente. Sono libri storici, in un certo senso, perchè recuperano i disegni di vecchi imparaticci, qualcuno addirittura datato 1820. Hanno fascino. Una volta le bambine imparavano l'arte del ricamo già da piccolissime, intorno ai 6 anni. Un altro volume invece è dedicato ai monogrammi, quelli rinvenuti sui corredi delle nobildonne alla fine dell'800. E infine il Cartonnage Brodè, sapiente arte che mette insieme il saper fare le scatole con il saper ricamare. Sto seriamente pensando a come ho potuto resistere tutta la vita senza una scatola per i bottoni ricamata a mano e con la scritta Boutons in francese. Però, la sciccheria è impareggiabile. Così, la prossima volta che a mio marito scapperà un bottone della camicia, cosa che succede regolarmente sul pianerottolo di casa, alle ore 7,20, quando magari ha un aereo da prendere e/o è in ritardo cosmico sulla tabella di marcia, farò sfoggio della mia scatola ricamatissima. Ad ogni buon conto, terrò a portata di mano quei minuscoli set che regalano negli alberghi, quelli con l'ago già infilato. Meno belli, ma più pratici di sicuro.

05 ottobre, 2006

La scorta.


Pronti, si và. Nel marasma di ieri li avevo scordati. Non avevo nemmeno aperto il pacco, lasciandolo lì, intonso, sul tavolo. Ieri, dopo la vicenda per la quale oggi ho ricevuto impacciate ed inusuali scuse, sono andata a fare un piccolo rifornimento alla mia Tessitura. Quel posto mi piace, ne avevo già parlato qui. Sembra che tutto sia rimasto fermo a quarant'anni fa, la scrivanie di legno coi cassetti un pò incastrati, le finestrone che danno sul cortile, nessun rumore, se non i macchinari e la forbice velocissime della signora che fa di un rotolone colorato una serie di strofinacci natalizi. Non c'era molto di natalizio, in realtà, solo quelli rossi con l'abete dorato, da scriverci Buon Natale in verde. Ho chiacchierato con la signora, quella col grembiule e le calze coprenti, dice che per quest'anno, nessun disegno nuovo per Natale, ma grandi novità per la primavera. E aspetteremo. Intanto, acquistati i soliti tulipani viola che sono piaciuti proprio a tutte e che con il grembiule coordinato saranno l'apoteosi, tovagliette quadrettate bianche e rosse per le colazioni dell'inverno. tovagliette bianche per la mensa dell'Infanta. Direi che basta. Il tempo per ricamare tutto questo non ce l'ho, ma magari, con un pò di ingegno, magari mi riesce di trovarlo. E prima di Natale, è ovvio.

30 settembre, 2006

Strage di cuori.


Mi è girata così. A Manualmente ieri a Torino, ho comprato solo cuori. Cuori marini, cuori con gatti, cuori con niente. Niente di assolutamente nuovo e rivoluzionario, in realtà, ma io adoro questi posti dove mi smonterei qualche stand e mi porterei a casa tutto, proprio tutto. Mi piace ricamare, e devo averlo già detto in più di un'occasione. E sono esigentissima sugli schemi, i filati, e molto attenta alle novità, alle cose strane. Grande scoperta, l'aida in lino, mai vista prima. Bellissimi gli schemi Bleu de Chine, con in dote anche graziosissimi topolini e pesciolini, di legno o madreperla, da apporre al cuscino una volta finito. Renato Parolin grande star della mostra, ancora cuori montani e natalizi, con quel suo stile essenziale ed elegante. Splendidi i libri francesi, acquistabili, meraviglia anche on line, Mots Doux aux point de croix, per esempio, con disegni tenerissimi. Già la princi di casa ne ha prenotati una dozzina, per sè e per le amiche. E la mia strage di cuori? Mi sa che dovrà aspettare.

30 marzo, 2006

L'idea malsana.


Capita qualche volta che gli umani vogliano in ogni modo possibile e immaginabile, ma anche in quelli impossibili e mai immaginabili, complicarsi la già non proprio semplicissima vita. Niente da dire fin qui.
Ma che l'umano in questione sia proprio io e che abbia scelto la strada più complicata, beh, bisogna spenderci due parole. L'Infante fa la Cresima? Bene, a 12 anni sarebbe ora, anche se della sua convinzione mistica nessuno in famiglia ne è assolutamente certo. La tradizione vuole che si regalino ai pochi invitati un piccolo oggetto, a ricordo della giornata passata in festosa letizia. All'uopo sorgono numerosi negozi dove acquistare, con semplici accorgimenti, scatoline, sacchettini, e altre raffinatezze, dove collocare i confetti. Durata dell'operazione: una mezz'ora scarsa. Si paga e si esce. Ma la scrivente, no, Ella non si piega alla dura legge del consumismo (che non c'entra, ma è scenico), e del cattivo gusto (che c'entra, eccome, ho visto cose che voi umani...), decidendo testè di confezionare con le sue manine laboriose, gli orpelli suddetti. Saranno deliziosi cuoricini in lino grezzo,ivi ricamato il nome del cresimando, imbottiti stile puntaspilli: non serviranno proprio a un bel niente, perchè nessuno usa più gli spilli se non Mariuccia la Sarta e il Mago do Nascimento per fare le macumbe. Forse, saranno utilizzati dagli amici più cari, a sempiterna memoria, attaccati alla chiave del cassettone della nonna. Confetti? Che immane volgarità! Caramelline Leone al gusto violetta. Confezionate nel tulle da me medesima, anch'esse. Durata dell'operazione: e che ne so. Me ne mancano nà cifra, per dirla in francese. Ma almeno avrò la soddisfazione che nessun cresimando sul globo terracqueo abbia mai avuto un oggettino di simile squisita fattezza.
E per piacere, non chiamatele bomboniere!

20 marzo, 2006

Ricama che è meglio.


Sono una donna all'antica.

Beh, non proprio, ma fra le mie passioni annovero anche questa. Ricamare a punto croce sembra, lì per lì, una roba da Nonna Papera. In realtà non lo è. E' pura terapia. Rilassante, tranquillizzante, una sorta di anti ansia senza controindicazione alcuna. Non è una tradizione di famiglia, e non l'ho ereditata da nessuno. Mia madre mi ha insegnato uncinetto e maglia, non questo. Ho imparato da sola. Ricamo da più di quindici anni, quando cioè, aspettavo il mio primo figliolo. Ho cominciato con un bavaglino, e poi un lenzuolino e poi via, tonnellate di cose, chilometri di tela aida, sacche per l'asilo e tendine per il bagno. Mi piace. Spesso ho anche organizzato dei corsi per le mie amiche. Un pomeriggio di pasticcini e chiacchiere, ed ecco svelato il segreto per ottenere un rovescio perfetto.
Al momento sono sugli strofinacci da cucina, su cui scrivo di tutto: titoli di film, frasi di poesie, nomi dei venti. Mi rilassa e mi diverte, dopo una giornata di corsa, mi serve per staccare.
Come Nonna Papera, non sono affatto male.