E' un giorno in più, e non è per citare Fabio Volo, che proprio non lo reggo, scusate tanto ma mai e poi mai comprerei un libro suo, non so perchè. Nemmai lo leggerei. Son cose. Questo è un giorno vinto, una vacanza nella vacanza, un giorno che è normale all'apparenza ma che trova la casa in collina affollata il giusto. Nessuno a scuola, nessuno al lavoro, ognuno impegnato in quel che più gli aggrada. Dormire, fare colazione, leggere, suonare, fare un bel niente. Un giorno guadagnato, che ieri era festa, e domani lo sarà di nuovo e che oggi non serve che da passaggio, di festa in festa, di calma in calma, di bello in bello. Il ponte del'Immacolata è quel che serve per calarsi con grazia nel mood natalizio, si comincerà a stilare la lista dei regali hand made, che quest'anno quelli si fanno, ci è punta vaghezza di far tutto da sè, che è così cool e radical chic, lo vedi, volevo regalarti un portafoglio di Gucci e invece eccoti un bel centrino da mettere sotto la tv al plasma. Ma non è vero, tranquille stiano le mie Amiche, di certo non farò loro uno sgarbo così. Oggi, nel giorno vinto, mi baloccherò in giro con la PrinciCheCresceTroppoInFretta, affronterò con un sorrisone le schermaglie che già sento di sotto in cucina fra l'Illustrissimo Sposo e i MaschiFiglioli, che quelle, in grazia di Dio, non mancano mai, leggerò i tre libri che ho lì a pagina 18 tutt'e tre, che ancora non ho capito quale proseguire per primo. E poi, qualcosa inventerò. Un giorno normale di festa regalata, alternando euforia e confusione, pensieri nebbiosi a pensieri stellati, ferri circolari e ferri dritti, diavoli e acquesante, bastoni e carote, ortiche e lillà.07 dicembre, 2009
Piu' di una domenica.
E' un giorno in più, e non è per citare Fabio Volo, che proprio non lo reggo, scusate tanto ma mai e poi mai comprerei un libro suo, non so perchè. Nemmai lo leggerei. Son cose. Questo è un giorno vinto, una vacanza nella vacanza, un giorno che è normale all'apparenza ma che trova la casa in collina affollata il giusto. Nessuno a scuola, nessuno al lavoro, ognuno impegnato in quel che più gli aggrada. Dormire, fare colazione, leggere, suonare, fare un bel niente. Un giorno guadagnato, che ieri era festa, e domani lo sarà di nuovo e che oggi non serve che da passaggio, di festa in festa, di calma in calma, di bello in bello. Il ponte del'Immacolata è quel che serve per calarsi con grazia nel mood natalizio, si comincerà a stilare la lista dei regali hand made, che quest'anno quelli si fanno, ci è punta vaghezza di far tutto da sè, che è così cool e radical chic, lo vedi, volevo regalarti un portafoglio di Gucci e invece eccoti un bel centrino da mettere sotto la tv al plasma. Ma non è vero, tranquille stiano le mie Amiche, di certo non farò loro uno sgarbo così. Oggi, nel giorno vinto, mi baloccherò in giro con la PrinciCheCresceTroppoInFretta, affronterò con un sorrisone le schermaglie che già sento di sotto in cucina fra l'Illustrissimo Sposo e i MaschiFiglioli, che quelle, in grazia di Dio, non mancano mai, leggerò i tre libri che ho lì a pagina 18 tutt'e tre, che ancora non ho capito quale proseguire per primo. E poi, qualcosa inventerò. Un giorno normale di festa regalata, alternando euforia e confusione, pensieri nebbiosi a pensieri stellati, ferri circolari e ferri dritti, diavoli e acquesante, bastoni e carote, ortiche e lillà.06 dicembre, 2009
Avulso albero zen.

Così m'è presa. L'albero si fa l'8 dicembre, tuonerebbe mia nonna, nè un giorno di più nè un giorno di meno. Ma stamattina ne avevo voglia, per quell'ora scarsa che ci ho impiegato, non è che serve molto impegno per una cosa del genere, non è quel che si dice un albero di Natale, ma a me piace. Sono andata a colpo sicuro, a cercare negli infiniti loculi e cantine e scantinati e sottotetti e interrati e seminterrati e piani ammezzati di questa casa, e le ho trovate subito, le palline che volevo. Non sono stata una fedelissima, ogni anno cambio colore, per le cose di Natale, e un anno viola, e un anno rosso, e un anno nero, e l'anno scorso bianco, E anche quest'anno, bianco. E bianco sia. più bianco, però. Che Vuol Dire, arriccia il naso la Princi, il Bianco è Bianco. Ennò, bambina, distingui per bene i colori, ci sono bianchi e bianchi, ci sono candidi e immacolati, ci sono bianchi come il burro, e bianchi come la Coccoina, bianco latte, bianco di gesso, bianco mastice, bianco di marmo, bianco di nuvola. E bianco albero di Natale. Questo qui sarà ancora più bianco perchè la tua scellerata madre ha deciso che quest'anno è talmente zen, ma talmente zen che nemmeno le lucine ci mette. Rimarrà così com'è, secco e allampanato, storto dal vento dell'Isola da dove esso proviene, strano, avulso, semplicissimo e scarno. Ma mi piace dammorire. Lo so che il tuo compito di inglese, bambina, era Show Us Your Christmas Tree e tu hai fatto la faccia da riccio e hai detto Ma Non Possiamo Mica Mettere Questo! Perchemmai, dolcezza? Tu racconta la sua storia, che ti ho già detto mille volte, che c'era stato mare e che aveva portato sulla spiaggia ogni sorta di detriti e rami e reti e plastiche e insieme a tutto questo anche lui, che non sappiamo da dove arriva, e chissà che viaggio ha fatto, e le onde lo hanno cullato e sbatacchiato di qui e di là, e lui esausto si è accoccolato sulla riva e ha trovato noi, che ce lo siamo portati a casa, un 8 dicembre di qualche anno fa. Mi sembra una bella storia. A fare gli abeti sono capaci tutti. Per gli avulsi alberi zen ci vuol coraggio. E poi, noi, c'abbiamo anche il gatto in tinta. Che vuoi di più, zuccherino?
04 dicembre, 2009
Beato nulla.
Nessuno si svegliava, stamattina. Ho il mio bel cinguettare, accendere la radio sommessa, è la prima cosa che faccio quando scendo in cucina, un click e la casa si sveglia, a dire, ok, sono qui, che la danza abbia inizio. Canticchio pianissimo, le mattine che son contenta, come questa. Poi ci sono anche le mattine di chiodi, magoni e respiri che non salgono, che li devi andare a prendere chissà dove, sospirando, ma stamattina è così. Felice per default. I figlioli brontolano, si rigirano, nooooooo, ancoracinqueminuti, ma quali cinque minuti, il vostro Sommo Padre è già lì, pinto e tratto sulla porta e voi ancora impiumonàti e impigiamàti. Non si fa. Coraggio, ben capisco che una madre che canta Bijork la mattina presto non deve essere una bella cosa, ma coraggio, miei piccoli opossum, ci sono giorni di vacanza ad aspettarvi, lo sapete? Il week end lunghiiiiiiiisssssimo che ci si appresta a vivere porterà con sè una serie di belle questioni, le più gradevoli a formularsi. L'allestimento dell'albero di Natale zen, per cominciare, che ancora non si è deciso nel Consiglio d'Amministrazione, di quale colore fare. Ancora poco chiare le transumanze di amici, amiche e fidanzate, che perlamordiddio ancora di fidanzati maschi non se ne parla, dacchè la Princi ha il permesso di presentare un fidanzato unicamente al compimento del trentaduesimo anno d'età e fino ad allora stiamo apposto. Giorni di beato nulla sono lì sul tavolo da scartare, fra le tazze della colazione e le briciole, la calma lettura dei giornali, in camicia da notte e felpa, più tardi un giro in città, commissioni banali, la tintoria, forse, i grissini del fornaio che piacciono tanto al JuniorIng, una sciarpa da regalare, coccole semplici e sottili, caffelatte e mandarino, il week end lungo dell'Immacolata se si inizia così, dura di più.
p.s. Piccoli opossum, a chi?
02 dicembre, 2009
Albachiara.
Chiara, l'alba di stamattina. Il pratino già un pò ghiacciato. E quei colori. Di nebbia nemmeno l'ombra, solo un'idea, da immaginare. Lo guardo spesso il cielo appena sveglia, è lo spettacolo che più affascina, a colazione col mio Regio Consorte. Dal cielo capisco molte cose. Non che sia una fattucchiera, o che prenda lezioni dalla Strega di Biancaneve, ma il cielo la dice lunga su che giornata sarà, e, che tu voglia o no, un pochino la influenza. Credo di essere entusiasta per nascita, difficilmente mi alzo sversa senza un motivo, e, in grazia di Dio, ultimamente è tutto piuttosto tranquillo, a casa tutti bene grazie. Il cielo di oggi racconta storie di viaggi verso paesi lontani, basterebbe anche verso il mare, che deve avere un colore straordinario, stamattina. Il cielo racconta a chi ha cuore di ascoltare, il cielo sospeso sopra le storie, le vite di tutti, i giorni di ognuno. Ascolto. Ho miliardi di cose da fare, ma mi fermo a sentire la storia che il cielo ha inventato per me, e per mille altri come me. Sarà una bella giornata, c'è un sole ghiacciato e un azzurrino pastello, non importa se correrò da una parte all'altra della città, se rimbalzerò come una biglia sulla sabbia, ascolterò, starò attenta anche mentre corro e corro, perchè il cielo cristallo, inventa storie meravigliose per chi ha voglia di ascoltarle.01 dicembre, 2009
Luna di farina.
Ma la vedi che luna che c'è? Una mentina un pò succhiata, che diventa trasparente, di quelle pastiglie di tutti i colori, come si chiamavano? Rotonda da struggersi, pienissima, stasera. E bella, bella da morire, da mmmorire con tre emme, che viene meglio. E' la luna di stasera, di oggi, di questa giornata da incorniciare, così bella, così piena di grandi emozioni, più grandi di me, forse. Innamorata di questa luna bianchissima, che gioca con le colline dietro casa, appena prima che faccia buio e ancora non brilla, e mi piace di più, la luna è più bella quando è bianca, come di farina, bianca come i sogni, quandi i sogni sono bianchi, che li ricordi così bene, e ti svegli e dici Ho Sognato oppure Era Vero? E' una bella sera. Placida, fatta di niente e di pochissimo altro. Felice di me, oggi, felice di questa giornata da incorniciare, felice dei miei passi e dei miei sogni, di questa luna di farina e del bello che c'è.
Fatto!
Fuori diluvia, ci sono goccioloni come sassi sui vetri delle finestre e sul terrazzo. Eravamo in tante, come ad una festa improvvisata, e adesso il sonno mi è passato e vorrei ancora stare qui a raccontare di questo progetto e di tutte le cose che faremo. Ma è molto tardi, e mi sa che è proprio meglio che vada a dormire.
Stavolta sì.
Grazie, grazie e grazie. Altre parole, scusate tanto, non me ne vengono.
Il Quaderno lo trovate qui.
30 novembre, 2009
Ci siamo quasi.
Cheggiornata, con due g. E che serata. E che nottata sarà mai. Sembra davvero Capodanno. Siamo qui, ad aspettare la mezzanotte. Perchè a mezzanotte succederà qualcosa di straordinario.Il nostro personalissimo San Silvestro inizia ora. Fra pochi minuti svelato verrà il mistero delle ultime settimane. Coraggio, i fuochi d'artificio da questa parte. Resistere, crollo dal sonno ma resisterò, giuro, mano sul cuore. Che bello, però.
E domani...
29 novembre, 2009
Oro puro.
28 novembre, 2009
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
Odore di dicembre.
Che non è pino, non è neve, non è gelo, non è niente. Non c'è dicembre in questi giorni, non c'è niente del genere, non ci sono le...
-
Sarà il periodo. O la mia proverbiale e assoluta frivolezza cosmica. Ma a me, scartare i pacchi, galvanizza. Elettrizza. Mi piace, insomma....
-
Da poco, abito accanto a una palestra. Alla palestra di una scuola. Ho spesso la finestra aperta, non mi arrendo ai temporali alle piog...

