14 novembre, 2018

Senti.



Senti con gli occhi, con le orecchie, e con le mani. 
Come quando sei al buio e cammini a tentoni, per non sbattere nello spigolo della credenza.

Senti e vedi le cose che accadono, le senti con gli occhi perchè li strizzi forte, per non vederli, sentirli solo,  c'è troppa luce, non ce la faccio a guardare, come quando salgo in alto e non guardo giù, soffro l'altezza, forse ho paura di avvicinarmi troppo al cielo, chi lo sa.
E con le orecchie senti il brusio, la gente, le chiacchiere, i discorsi, le parole, una sull'altra, che rotolano, macigni, sassi, vetri appuntiti e chiodi e coltelli e filo spinato e spilli, e male, male ovunque e sacchi, sacchi si sabbia, sul petto, sulle gambe,sacchi che ti sbarrano la strada e la sabbia che ne esce si infila ovunque, nei pantaloni, nelle scarpe, perfino in bocca e non sai ridere, non lo sai più, e non sai piangere, non lo sai più, urli e basta, gridi e basta e nemmeno respiri e nemmeno ce la fai a fare un suono, e cadi, e cerchi di correre e inciampi, e nemmeno a camminare riesci più, che le stringhe ti fanno inciampare e hai palle di piombo pensatissime legate alle caviglie,  e catene arrugginite, non più i campanellini che hai avuto per 5 anni, quanti erano, un filo viola e sei campanellini, che camminavi e facevi din din din anche d'inverno, anche sotto la doccia, anche nella neve, come in spiaggia, ma la neve non è spiaggia, la neve è gelo, gelo forte che ti squassa l'anima e tu sei lì, a non fare niente, a non sapere fare niente, più niente, a non essere più niente, non so più leggere, non so più scrivere, non ci sono più.

Ho giorni in fila che mi guardano e mi odiano, ho giorni in bagno a vomitare, ho giorni che mi aspettano seduti sul letto quando vado a dormire, per non lasciarmi dormire o per farmi dormire così tanto che mi sembra di morire un pochino, che non posso farlo adesso perchè nemmeno ci riesco, e quanti lo vorrebbero magari, e quanto male, quante ferite, quanti colpi durissimi che non riesco a parare, non ho corazza e non ho elmo, non ho esercito o cavallo, non ho parole nè sentimento, non ho più risposte e nemmeno domande.

Ho solo ferite, lividi e tagli, e occhi gonfi e mani stanche e gambe rigide e mi fa male il cuore.
Il cuore non fa male, cretina che sei, dormi, dormi e muori un pò, accontentale, dormi e non sentire nulla, nè con gli occhi, nè con le mani, le orecchie sì, quelle che sentono le parole e il male sentono ancora da lontano quei campanelli, din din din, senti quella che eri, che non trova la strada, ti hanno ucciso e lo sanno,  la spiaggia è lontana, non ci arriverai mai.









4 commenti:

anna ha detto...

cosa succede? ti leggevo sempre..
quanto dolore. perché?
ti abbraccio

liliana ha detto...

tanto dolore si
sono addolorata per te
forse ho intuiro ma forse no

diamanterosa ha detto...

quando ti distruggono ogni giorno, non paghe di nulla, quando la gente gode solo a vederti cadere, umiliata, a calci e sputi.

alda ha detto...

No no Laura che pena sentire tutto il tuo dolore. Mi spiace ,mi spiace tanto e non posso fare nulla. Ti abbraccio forte, ma credo proprio che non ti basti.
Ma perché proprio a te che sei un'anima bella? Baci Alda.

La Signora della Panchina.

La vedo spesso. Mi è capitato di parlarle, qualche volta, ma non è una che attacca bottone, come si dice. E' sempre così discreta...