22 luglio, 2010

Confusa.

A chi non viene da scappare, qualche volta. Di giocare a nascondino, vediamo se mi trovi. E non avere la minima voglia di essere trovata. E' quel che succede qui, in questi giorni di stranabuffaassurda vacanza, che non so nemmeno io come definire, in vacanza si viene col pareo, la cesta, la mente sgombra, gli occhiali da sole. Per il resto abbiamo tutto, la mente sgombra mi sa che è finita. Si è legati con un filo sottilissimo e lunghissimo a pensieri grossi come macigni, ma di quelli magici, che un pò svaniscono e un pò riappaiono, e non sai nemmeno tu benebenebene come possa succedere un simile accadimento, a volte ci pensi e a volte no, le ansie e le paure le avevi nascoste così bene in valigia, lavate e stirate prima di partire, come si fa ogni volta, e le avevi ritrovate tutte, solo che poi si erano perse nel disordine dell'armadio, che lasci qui delle cose e credevi di averle perse, che grande sorpresa gli armadi che apri poco, ho ritrovato quel golfino nero che mi piaceva tanto, e che credevo di aver dimenticato quella volta al ristorante, che faceva fresco e poi caldo e allora mi sembrava sì di averlo messo dietro alla sedia poi riportato a casa, e invece no, da qui non si è mai mosso, ha passato qui l'inverno umido e salmastro, credevo di averlo preso e invece no. Un pò come tutte le cose, che credi passate, che credi smarrite, un pò come tutte le strade che credi di erba fresca e invece sono sassi taglienti, un pò come il mare che adesso è calmissimo e domani chissà, un pò come la tempesta che sembra infinita ma alla fine, una fine ce l'avrà pure anche lei.

21 luglio, 2010

E oggi...


Non mi faccio mancare nulla, questo è sicuro. Nel bene e nel male. E oggi, direi, è bene. E' arrivato giusto ieri, appena in tempo per l'evento di questo pomeriggio, un paccone di dimensioni gigantesche, pieno di gomitoli e kit e borse di tessuto e volantini e locandine. Detto fatto. La mia vacanza di sole.mare.mare.sole., di qualche magone qua e là, sarà quest'oggi sospesa per un paio d'ore, sotto un gazebo fatto di rami secchi e paglia, e tronchi portati dal mare. Ci saranno amiche e signore sconosciute della spiaggia. Saranno due ore belle e rilassanti, una lezione di maglia in piena regola, con i kit di BettaKnit. Che dire, quindi. Be Kind! 

Mercoledì 21 e 28 luglio
Porto Pollo - Palau
Sporting Club Sardinia
dalle 16 alle 18


20 luglio, 2010

Sparita dal radar.

Sparita. Non proprio, ma insomma. Lontana, non tanto, ma abbastanza. Giusto per far perdere un pò le tracce, non del tutto, appena appena. Mi arrabatto e trastullo, mi nascondo un pò, vado a correre ogni santa mattina, e qualche volta anche ogni santa sera, appena dopo aver apparecchiato coi piatti tunisini e i tovaglioli a coralli, e l'acqua presa alla fonte, che è così ghiacciata che con questo caldo manca poco che ci venga a tutti un coccolone. Mi nutro di piccolissime cose, di piccoli momenti, uno  dopo l'altro, senza farmi troppe domande, senza darmi nemmeno una risposta, nemmeno una, tanto non la troverei, non sono fatta per le domande, a me piacciono solo le risposte, farei una lista lunga così delle cose che mi piacciono, il basilico, l'orzata, le gomme alla cannella, il mare di notte, le cose a pois, non fare programmi, mangiare l'insalata con le mani, lo so che è da maleducati, ma mica lo faccio in pubblico, lo faccio quando sono da sola e non mi vede nessuno. Faccio piccole cose, cucino per quel plotone che ha finalmente raggiunto la mia casa, mi sfondo di nuotate e acqua trasparente, di granite al cocco e di acqua Smeraldina, vado alle bancarelle,  faccio la maglia, sospiro e guardo il mare. E domani. Beh, domani, una sorpresa. Di sparire, adesso non è tempo. 

16 luglio, 2010

Il Siffatto Saroyan Sabbia.

Vado avanti, ad oltranza. Ho un cestino pieno zeppo di gomitoli di ogni colore, in massima parte viola e lilla e glicine e mauve e prugna, e  insomma questo qua non ci stava bene, e allora mi sono detta, leviamolo di mezzo e facciamoci qualcosa, così, per la sola questione cromatica del cestino.E' un cotonaccio volgare, ma bello nella sua semplicità, comprato in matasse al mercato del lunedì, quello dove ci vado con le mia Amiche, quando alle 11 facciamo il Consiglio d'Amministrazione al Caffè degli Artisti, mezz'ora quando va bene, un quarto d'ora al volo quando siamo di corsa e di corsa lo siamo spesso, ma non c'è lunedì' in cui non cerchiamo di trovarci, alla fine. Il Siffatto Saroyan Sabbia è nato così, è un modello che mi piace un sacco e ne ho fatti una quantità, ma solo adesso mi rendo conto di aver sempre sbagliato alla fine di un giro e allora ecco perchè avevo sempre un punto di meno e facevo la gnorri e aumentavo furtiva, tanto, chi mi vede, viene mica la Liz Abinante a controllare che abbia fatto tutto per benino, no? Il SSS sarà piccino, non avvolgente come il Forest, sarà da legare vezzoso intorno al collo, se la sera sugli scogli dietro al porto farà freschino, già ma quando, e poi sarà ancora buono per l'autunno, ma nemmeno ci voglio pensare, adesso. Il SSS si fa in scioltezza, non leggo nemmeno più lo schema, vado quasi a memoria e questo, non so come, mi dà sicurezza. Il SSS è serico e morbido, nonostante le umili origini mercatare, in quel banco disordinato dove non sai nemmeno che cosa venda con esattezza finchè non ci sei arrivata a un millimetro, e allora è un delirio di bottoni e cerniere e ditali e forbici e e chilometri di pizzi e trine e  pallocchi per le tende, ma chi li compra più. Il SSS ha un suo perchè e un suo quantunque, nel senso che non scalderà, non coprirà, ma sarà bello possedere. Su nessuno scialle al mondo è mai stata fatta tale e tanta filosofia spicciola. Son cose.

Studio le stelle.


Ma le stelle mica si studiano, si guardano e basta. A meno che non ti senta astrofisica, o qualcosa del genere, e allora sì, sapresti il nome di ognuna e cosa fa e dove va. Dove va? Le stelle non vanno da nessuna parte, se ne stanno lì da fantastilioni di anni, e da allora sono belle e luminose e affascinanti e quando cadono, poi, la meraviglia. E’ una notte che son sveglia, i due scavezzacollo tornati dalla festa in spiaggia, ho perso il sonno o ho perso me, e allora sono fuori e guardo in su, in nessuna parte del mondo c’è un cielo  come questo e tutte queste stelle a manciate, a mucchietti, e a strade ben definite, le indovino, qualche nome lo so ma nemmeno tanti. Studio le stelle per sapere di me, per sentire se sto meglio o no, per verificare lo stato dell’arte, come quando togli il cerotto e vedi che cosa c’è sotto, era un taglio da niente o una ferita profonda, chi lo sa, sono tutte uguali, alla fine, quando guariscono. Può essere lo squarcio più grande o un taglio da scema affettando i pomodori, il segno resta lo stesso, preciso e netto, e nemmeno il sole lo fa andare via. Certo, non fa più male, ma ancora non lo so se davvero sarà così e allora devo pensarci, devo vedere, tornare a dormire che è quasi mattina, così, i pensieri si rovesciano sul cuscino come una latta di vernice, e lascerò che scendano  per terra, sul letto e sulle mattonelle del pavimento, non ho mai pensato a che colore siano i miei pensieri, neri più del nero, certe volte e rosa certe altre, viola molto spesso, mai gialli, forse grigi, ogni tanto, e di mille sfumature. Ma stasera i miei pensieri sono fermi, morbidi come di velluto, non so bene se piacevoli o no, non so bene se domani li troverò ancora, vernice seccata sul pavimento e negli spazi fra le mattonelle, so soltanto che sono blu scuro, blu quasi nero, direi, e hanno un sacco di puntini che brillano ma ho copiato dal cielo e allora non vale.

Odore di dicembre.

  Che non è pino, non è neve, non è gelo, non è niente. Non c'è dicembre in questi giorni, non c'è niente del genere, non ci sono le...