26 dicembre, 2011

E quindi.


Si trovano tavole imbandite e decorate con le più fini tra le decorazioni natalizie, si provano piatti a metà fra il fascino arabo a la millenaria, nobile  cultura di questa isola che conoscevo pochissimo, certo, piove a dirotto, ma in fondo non è male, si scelgono con cura le chiese, si perde tempo a far tradurre ai figlioli le frasi in latino, si ride molto, un pò gita scolastica, come al solito, quando siamo tutti, che negli hotel fanno l'appello a ridarci i documenti, sembra davvero una colonia questa qui. Si è corso sulla spiaggia, le onde lunghissime, la schiuma, i gabbiani, la sabbia finissime e quella infilata di case basse, di palme, di cactus lungo la scogliera, c'è il mare e lì vicino la montagna, a un tratto sembrava si fosse messo a nevicare, ma come, nevica qui?  La carovana prosegue, qualche altro giorno ma a pensarci si fa fatica, è così bella la vacanza di Natale, è il regalo che ci facciamo ogni anno, a dire, siamo noi, preziosi a noi stessi, vicinissimi. I pensieri sono sottili e brillanti, illuminati dalle luci lungo le strade, dalle mille lampadine, dalle solennità dei presepi e dagli sguardi lucidi dei miei qui, ancora per un pò, qualche giorno ancora, di beata pace, che la festa continui.

Non so bene cosa sia successo, ma qualcuno nel dubbio si è mangiato tutte le foto delle Fragole. Dicono che rimedieranno, dicono. Ancora qualche giorno e si vedrà.

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