07 dicembre, 2013

La tovaglia.

Ci sono dei posti, in tutte le case, che si aprono una volta all'anno.
Per trovare il materassino, per i vestiti di carnevale, per le tovaglie di Natale.
Ecco.
Come molti, entro nel mood natalizio solo con il week end dell'Immacolata. Non prima. Ed è per questo che da ieri la mia casa è in assetto di guerra, con scatole, scatoloni e fili e luci e palline e cose.
In realtà, questa condizione tocca solo me, nonostante i numerosi abitanti di questa casa, che reputano uno sbatti mai visto occuparsi degli addobbi di casa, ma alla fine mi va bene, faccio quello che mi va, dove mi va e quando mi va, senza dover discutere dove come e di che colore.
Stamattina m'è punta vaghezza di iniziare a utilizzare le tovaglie di Natale, in quale casa non ve n'è almeno una.
Così, ho aperto il baule.

Dentro, piegata nemmeno benissimo, un bel pò di biancheria.
Tende di altre case, tende a quadretti azzurre delle stanze dei bambini, i paracolpi dei lettini e della culla, tende con gli orsi, tende del bagno con papere sotto la doccia. E tovaglie.

Ho trovato una tovaglia che non ricordavo, di un rosa un pò stinto, devo averla messa in candeggina per togliere delle macchie di frutta, pesca, forse, che non ne volevano sapere di venire via, e non che la sia adesso ma di certo all'epoca non che fossi un'esperta di macchie e lavaggi e candeggi.
La tovaglia rosa con le scritte in francese l'avevo comprata non ricordo dove, ma ricordo benissimo il periodo, la casa col glicine e i tigli, la ghiaia fine e le panchine di pietra.
In quella casa, i miei figli maschi ci sono nati, il più piccolo ha imparato a camminare in quel corridoio lunghissimo a piastrelle bianche e nere, ci sono stati una serie infinita di compleanni e feste di carnevale e capodanni e Natali, un battesimo anche.
La tovaglia rosa, stinta e mal stirata, mi ha riportato pensieri dolcissimi e struggenti, di quando ho fatto la nutella con le nocciole, di quella volta che non so chi di loro aveva avuto la febbre a 41, di quando Pietro a tre anni aveva infilato la testa nella balaustra di cemento e non usciva più, di quella sera coi tuoni che mio marito arrivò con un cane.
La tovaglia rosa mi ha seguito in ogni casa che ho cambiato, ma non è più stata usata, chissà perchè. Passata di moda, forse, fuori misura per il tavolo di adesso, dimenticata in un baule giallino che si apre una volta all'anno.
Eppure, mi ha ricordato cose che credevo perse, che credevo lasciate là, nella cucina verde di quella casa così bella e grande, dove sono stata felice come mai nella mia vita, mamma nuovissima di una nidiata di figlioli, mani appiccicose sui muri immacolati, la varicella, quella punizione esemplare per essere usciti dal cancello, le rotoballe e lo Schiavo Morente in corridoio, spesso con una freccia a ventosa piantata da qualche parte.

Ci sono cose che ti porti dietro, che non trovi per un pò e poi eccole lì, all'improvviso, a dirti cose che già sai ma che fa bene sentirsi raccontare di nuovo, non è così anche con le favole?

La tovaglia rosa racconta un pò di me, ha con sè un pò della storia di questa famiglia così forte e bellissima, la stessa che disegnavo sul diario alle medie, e le sono grata di essersi fatta trovare in un periodo come questo, dove qualche volta ho vacillato, dove qualche volta mi sono sentita smarrita e senza soluzioni, salvo poi trovarle tutte nei sorrisi dei miei figli, di quei bambini biondi che su questa tovaglia ci hanno anche colorato coi pennarelli indelebili e ci hanno sbrodolato la pesca e mangiato il gelato.
Le macchie restano, a ricordare le cose di una vita, i momenti che nessuno ti porterà via.
Mai macchie mi sono sembrate più belle, mai tovaglia più elegante di questa, stinta, stirata male, fuori moda e fuori misura.

I miei bambini, bambini non sono più.
Non sono più in quella casa e il mio cane non si chiama più Pluto.
Io, nonostante tutto, sono sempre la stessa.



5 commenti:

Piccolalory ha detto...

Alla vigilia del compleanno della mia Letizia, mi fai piangere di commozione... Credo che tornerò a usare le tovaglie e gioirò per ogni singola macchia ♥

Mena ha detto...

SEI SEMPLICEMENTE COSÌ ! E per questo,anche se ci conosciamo appena, TI VOGLIO BENE

Knitaly ha detto...

Che bello trovare inaspettatamente cose che parlano dritto al cuore!
Un abbraccio.
<3

alda ha detto...

Eh ...che dire!Riesci a farci amare non solo le nostre, ma pure le tue vecchie macchie sulla tovaglia!Le tue parole vanno dritte dritte verso ricordi semplici e cari che dormono dentro di noi,e che quando si svegliano fanno venire un nodo stretto alla gola!Anch'io ti voglio bene come ad una amica che mi sembra conoscere da sempre!Baci Alda.

Fosca ha detto...

Tu sei immensa.♡
(e non farci dell'ironia che su un post perfetto come questo non te lo concedo)