08 marzo, 2019

Otto Marzo

Mi piace scrivere. 
Metto in fila le parole, i pensieri, le questioni, e vederle scritte, a volte mi sembrano diverse.
Non migliori, non peggiori, diverse.
Stasera, mi scrivo.
Scrivo a me, con una penna bella e un foglio spesso, magari senza righe, tanto, so andare dritta anche senza.

Cara me,
volevo scriverti una lettera oggi che è una festa strana, dove tutti un pò sorridono alle donne, ti fanno passare sulle strisce, dove vendono le mimose agli incroci, dove alla posta hanno tutti i mazzolini nella plastica e il nastrino rosso, che seccheranno e finiranno nel cestino fra qualche settimana.
Ho avuto anche io la mia mimosa, oggi. e tanti messaggi dalle amiche, e un abbraccio bello in corso Roma, da un'amica che non vedevo da un pò.

Cara me, 
scrivo per dirti che mi piaci.
Mi piaci come passi dal fuoco al fango, come ti nascondi nel niente quando stai male, come non esci di casa per mesi quando devi asciugarti gli sputi dal viso col dorso della mano. Sputi di donne, come te.

Mi piace come sai chiudere gli occhi senza dormire, quando invece dormi e sogni  Parigi, il mare, un bosco incantato.
Mi piace come ti inventi storie nuove da raccontare e raccontarti, quando ti senti dentro a un film che non vorresti finisse mai, mi piace come studi, cambi, canti, leggi, come ti guardi allo specchio, le occhiaie blu e gli occhi pesti dei giorni scorsi, e l'unica cosa che pensi è che forse devi spuntare un pò i capelli.
Mi piaci col rossetto, CheTiStaCosìBene, mi piaci quando porti il cane in giro vestita a caso, quando sei in tirissimo coi tacchi che non vedi l'ora di togliere sotto al tavolo, quando cammini scalza per casa e balli e ridi anche se magari è l'ultima cosa che avresti voglia di fare.

Mi piace come guardi fuori dalla finestra, da quando hai un balcone ci stai spesso e guardi giù e tutto intorno e hai scoperto un albero con le gemme a ridosso della scuola davanti a te  e lo sorvegli e pensi, fiorisci, albero, fiorisci in fretta, un pò mi manca la collina e i suoi fiori, fiorisci, fallo per me.

E' l'8 marzo e festeggio così, mi scrivo una lettera, la scrivo a quella me che sono diventata nell'ultimo anno, che sono cambiata e sono sempre la stessa, che ho pianto così tanto che mi faceva male il cuore e avevo l'anima spaccata in dieci milioni di pezzi finissimi, che ho perso e che non riesco a riattaccare, e allora di anima me ne sono costruita un'altra, che fatica, che sforzo immane, ma se ti scrivo stasera è perchè ce l'hai fatta e sei tornata quasi quella di prima, prima che il mondo ti schiacciasse, prima che ti seppellissero mentre ancora respiravi, e fango e sabbia in bocca e dentro agli occhi e ovunque che nemmeno a urlare ti riusciva più, ma non vedete, sono io, e  invece mani a soffocarti, mani a schiacciarti e pugni e calci, calci di donne, come te.

Cara me, raccogli ora  piccole felicità fatte di niente, quelle preziose, quelle semplici, un biglietto, un pallino di mimosa, una telefonata, ComeStai. E ama, ama come sai, ama come hai fatto sempre e forse anche di più e più forte, ama e sorridi, e affronta tutto quello che verrà con una forza profumata e impara tutto, e ascolta tutto, e studia, studia ancora cos'è la vita, la gioia e il cielo, le mappe e  le stelle, le scie degli aerei che ti piacciono tanto e leggi le carte, i sortilegi svaniscono e le favole non finiscono mai.

Che bizzarre sono le donne, certe volte.

Che sanno scrivere anche senza righe, un foglio bianco e una penna bella, la sera dell'8 marzo, una lettera a se stesse per farsi un regalo.








4 commenti:

dolcezzedimamma ha detto...

❤️

Anonimo ha detto...

ce l'abbiamo fatta, nonostante tutto.
forse cadremo ancora, ma ci rialzeremo, e questo ci rende invincibili.
ogni volta parli anche di me.
dopo tanti anni, ancora grazie.
v.

diamanterosa ha detto...

...e ogni volta che Parlo Anche di Te, ti ringrazio di dirmelo. E' una carezza che non va mai via. grazie, V.
L.

alda ha detto...

Per questa lettera solo baci, Alda.

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