La Leggenda delle Rose senza Spine.

Non è tanto vero, le rose senza spine non esistono. O, se esistono, mi sa che non sono così facili da incontrare. A me le rose non piacevano, una volta. Le trovavo saccenti e pretenziose, vuoi mettere una bella margherita, un anemone viola violissimo, un grappolo di glicine? Il mio amore per le rose è sbocciato tardi, da quando ne ho incontrate sulla mia strada di quelle bellissime, profumate di limone e di vaniglia, dai petali sottili e dalla fioritura sfacciata. Mi fermo a guardare anche quelle delle aiuole della città, ho un debole per quelle arancioni, mi sa che ne staccherò un rametto, qualche volta, non vista, per averle anche io nel mio giardino, nella mia aiuola davanti a casa, così da vederle sempre, e non solo quando scendo in città. Anche in numero esiguo, tre o cinque possono bastare, infilate con grazia in un vaso, sia esso un Lalique o un vasetto riciclato della marmellata, le rose danno il meglio di sè, rendendo regale anche il più triste dei tavoli e delle scrivanie, un centrotavola da giorno di festa, un regalino per un'amica, anche se avvolte nella stagnola, che ci fa. Ma per le rose si paga pegno. Non è raro pungersi, nel coglierle. Bisogna aver mestiere, metterci tutta la calma e tutta l'attenzione possibile, è cosa da nulla, certo, ma la puntura improvvisa di una spina di rosa non è certo un regalo.

Le Rose senza Spine crescevano selvatiche e bellissime nell'aiuola accanto al tiglio, proprio vicino a una panchina di legno scrostata, lì da chissà quanto, dove tanti amanti avevano inciso le loro iniziali per dire che sì, il loro amore sarebbe durato per sempre. Le Rose senza Spine avevano petali profumati, di quel profumo che si sente solo se socchiudi un pò gli occhi, e sorridi piano, come a non perderne nemmeno una nota, nemmeno un soffio. Crescevano, abbarbicate le una alle altre come in un lunghissimo, intricato abbraccio, boccioli e fiori, foglie e rami. Coglierle sarebbe stato uno sgarbo a tanta bellezza a tanta impareggiabile, profumatissima armonia. Ma quella mattina c'era bisogno di loro. A rendere colorato un risveglio, sistemate con cura accanto alla scatola dei biscotti, le Rose senza Spine con loro portamento regale davano alla giornata che stava iniziando il profumo dolce della vaniglia, il frizzante discreto del limone, perfino la seduzione dell'aroma della liquirizia. Coglierle, in fondo fu semplice. Le Rose senza Spine nascondevano un segreto. Le spine le avevano eccome, solo, col le loro foglioline coriacee, piccole ma robuste, facevano in modo che nessuno al mondo mai potesse pungersi, per regalare al mondo la loro bellezza senza far soffrire nessuno. Così, chi avesse voluto bearsi della loro vista e del loro profumo, doveva solo avere l'accortezza di schivare le spine, nascondendole sotto le foglie, e non si sarebbe ferito.

Spine e rose del giardino di ognuno, spine e rose nella vita di tutti.
Trovate nel vostro giardino rose profumate. Se hanno spine, e ce le avranno di sicuro, coglietele con delicatezza, avendo cura di nasconderle, ignorarle , prendendo i fiori dal verso giusto, dal gambo più in cima, vicino alla corolla.


La Rose senza Spine sorridevano dall'aiuola accanto al tiglio. 
Ancora una volta, qualcuno aveva scoperto il loro segreto.

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