11 gennaio, 2013

Imparo da me.

Imparo sempre. 
Sapere le cose mi piace, quelle che voglio io.
Imparo da me, dai miei giorni bellissimi e dai miei giorni orrendi. Forse, più dai gorni bellissimi. Chi ha detto che dagli errori si impara forse non ne ha mia fatto nessuno, perchè non è vero. Dagli errori non si impara niente, perchè spesso si è pronti a rifarli, uguali e maggiori, qualche volta.
Imparo leggendo, imparo scrivendo, imparo il mondo, la vita, parole nuove, canzoni nuove, gusti, modi di dire, una ricetta.
Imparo dalle persone che ho vicino, anche se qualche volta mi sento sola contro tutte, l'incubo di parlare una lingua che non conosce nessuno, o la conoscono in pochi, i pochissimi che hanno i miei riferimenti, cu non devo perdere tempo a spiegare, ecco vedi volevo dire così, eccheppalle.
Imparo dai miei figli, la leggerezza e la profondità, dai temi perfetti di mia figlia, dagli sguardi ombrosi, seducenti, profondi e bellissimi dei miei figli maschi, imparo parolacce e gesti, che ridere fanno i miei ragazzi quando sono tutti in cucina e io li guardo da sopra e mi sento privilegio e fortuna, regalo e delizia, tutta la mia vita, il mio essere, è tutto lì, seduto sulle sedie colorate.
Imparo. Dalle cose che so fare, dalle cose che so, ho imparato a conoscere limiti e possibilità, confini e spazi alternativi, capacità che mai avrei creduto, i conti quelli no, non me li fate fare, posso farvi un saggio breve in una mezz'ora e un tema su Ariosto in un'ora scarsa, ma i conti no, per favore no.
Imparo dai miei libri, quando leggo e leggo fino alle convulsioni, fino alla nausea, libércoli da nulla o tomi da mille e passa pagine, mi ci metto dentro, mi ci infilo come dentro a un armadio, e da lì non esco finchè non succede qualcosa, finchè non mi chiamano, o mi viene sonno o sta per succedere qualcosa nella storia e allora smetto per un pò, 5 minuti, mi ci stacco per prepararmi, per sentire tutto il gusto di quello che leggerò.
Strana, lo so. Ma non conosco un altro modo per leggere un libro, se non diventarne parte.
Imparo cose nuove, con le persone nuove, ultimamente ho imparato a fare i biscotti e forse mi serve un ripasso, ho imparato gli short rows, a fare i detersivi ecologici, a preparare cibo per gli uccellini del ciliegio, a trasformare un barattolo di vetro in un regalo prezioso, a stirare una camicia in 2 minuti scarsi.

Il mio mondo non ammette limiti, vorrei sapere tanto di tutto, sapere di più, non sopporto chi si vanta di non sapere le cose, di non avere interessi, di stare lì a guardarsi passare, non reggo chi mi dice Quando Andrò in Pensione Lo Farò, ma come, e adesso? Non reggo chi dice Non Ho Tempo come scusa per non vivere davvero, come alibi per stare fermo, passivo al mondo che gira e che gira e che cambia e non si ferma, e loro ancora lì, il gettone in mano per telefonare alla cabina pubblica, seduti su una panchina ad aspettare il carretto dei gelati.

Rifletto oggi che è un venerdì che di tempo per riflettere ne ho avuto tanto, che ho pulito il pulibile di questa casa sterminata, che ho rinvenuto ragnatele che non credevo possibili in casa abitate da umani e non da vampiri, che ho steso lo stendibile e adesso mi fermo, e riordino i pensieri che ho affastellato senza cura, che pensieri vengono mai quando sei in bilico su una scaletta o svuoti il cestello della lavatrice, nessuno ti spia, nessuno ti chiede nulla e allora puoi pensare a quel che vuoi, puoi pensare a qual che sei, fingere magari di essere un'altra persona, anche se mai vorrei una vita diversa dalla mia, imperfetta e altalenante ma così meravigliosa, piena di cose e di pensieri, piena di gente e di affetti, di amori senza fiato e di quei dolori che non scordi, ecco forse sì, è da quelli che si impara. 

2 commenti:

Unknown ha detto...

Io ti Adoro!
Il cielo mi ha fatto il grande dono d'incontrati sulla mia strada,ecco ,in giornate come questa si fa piu' forte la convinzione che per tutto c'e' una spiegazione.
Grazie

Anonimo ha detto...

che dire?il gambaletto per me non ha segreti.Uso anche quelli scrausi sotto i pantaloni ed anche "orrore" sotto gonne lunghette quando vedo a farmi i "piedi".Basta contorsioni per infilarsi i collant!!!.I reggicalze li ho buttati alle ortiche eoni fa e non mi avranno piu':)
stefania

La Signora della Panchina.

La vedo spesso. Mi è capitato di parlarle, qualche volta, ma non è una che attacca bottone, come si dice. E' sempre così discreta...