06 aprile, 2019

Lucciole.

Ho sognato un prato pieno di lucciole.
Chissà che vuol dire.
Io non so interpretare i sogni e a volte mi capita di fare dei sogni così belli che mi fa fatica svegliarmi e la sera dopo spero di ritrovarli, da qualche parte, quando torno a dormire. Che scema.

A me, le lucciole sono sempre piaciute.
Con mio fratello, d'estate, era una gara a che ne vedeva di più. Di catturarle non se ne parlava, o soltanto per pochissimi minuti, per guardarle dentro al bicchiere e poi lasciarle, libere di volare ad illuminare le notti profumate d'estate.
Sono preziose.
Sembrano esserini da nulla e invece no. Sono le uniche che brillano, le sole che lasciano un segno, non hanno nemmeno bisogno di ronzare, per mettersi in mostra.

Amo le lucciole, ne avevo già scritto qui, per quel loro modo di cercare di illuminare il mondo con lucine minuscole, è impresa titanica, ma a loro non importa, volano e volano, brillano e brillano, e sfidano il buio pesto e la solitudine, sfidano il caldo torrido delle notti estive, sfidano il mondo, pur di danzare, brillando.

Non so se qui dove vivo ora ci saranno le lucciole quest'estate, ma ho già parlato coi gelsomini del terrazzo, quelli che oggi hanno cominciato a fare una siepina appena accennata, che diventerà una Sequoia Gelsomina fra pochi mesi. Mi hanno detto che forse ne ospiteranno qualcuna per farmi contenta. 
Non mi resta che aspettare l'estate, i ghiaccioli all'anice, i sandali e le lucciole.
Perchè ci saranno, lo so. 
I gelsomini non mentono mai.

2 commenti:

alda ha detto...

Anche noi adoriamo le lucciole ,mai intrappolate nemmeno da bambina. Perché intrappolare la bellezza? Sono sicura che il pratino ti manderà tante lucciole ad illuminare il gelsomino, e allora sarà festa! Baci Alda.

Mariella ha detto...

Non so come scrivertelo, vista la dolcezza del post, ma io da bambina le intrappolavo. Per fortuna da adulta sono migliorata molto. Speriamo arrivino, son sempre di meno estate dopo estate.

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