
Nel senso più letterale del termine, però. Nessun tappeto rosso, nessun And The Winner Is, nessuna foto in abito lungo d'ordinanza, anche se il tour di vetrine di ieri mattina poteva fare al caso mio, ho provato un cappotto viola da non dormirci la notte e alla fine sono uscita con un paio di scarpe, ma va?, che ne avevo tanto bisogno. Ma di critica, si parlava. Le critiche più spietate, più crudeli, che fanno più male non sono certo quelle delle Dame di Carità della città in cui vivo, non delle Vicine, adorabili, non dalle Amiche, certo che no. Sono quelle, impunite e sfacciate, che fuoriescono dalle rosee boccucce dei miei figlioli. Dai maschi, com'è ovvio. Loro, i Principi del Liceo e/o dell'Ateneo, i Gran Visir del Buon Gusto e dell' educazione, loro, sì, Profeti del Saper Vivere e delle Buone Maniere, mi criticano. E come ti sei vestita, ma dove credi di andare, ma qui e ma là. E di me, parlano e sparlano. Di come sono. Pettegola. Chiacchierona. Che voglio sapere. Serpente a sonagli. Che mi bulleggio ( che ancora bene non mi è chiaro il significato ma studierò la questione). Che mi impiccio. E soprattutto, regina incontrastata di tutte le Critiche Mondiali.....CHE SCRIVI I FATTI NOSTRI. Già, scrivo. Di me, delle cose mie, della mia vita, delle cose che faccio e di quelle che no, tanti mi hanno chiesto perchè, e io mai che abbia dato una risposta uguale per due volte di seguito. In realtà non lo so nemmeno io. Ho scritto diari da tutta la vita, e tenuto fotografie e raccolto spaghini dei regali e bastoncini del gelato e biglietti del cinema e carte d'imbarco e scontrini e bigliettini quelli bianchi nei mazzi di fiori. Scrivo perchè questo pezzo della mia vita mi piace così tanto che lo voglio un pò fermare, non so, raccontare, sì, che male c'è, e cosa importa se chi lo legge è qui vicino o a Singapore. Da tutto il mondo, è vero, si può vedere da dove leggono dei miei figli e dei gatti e dei miei ricami e dei miei magoni. Resta la curiosità, a chi può interessare che cosa faccio io, e l'orgoglio, anche, ma guarda guarda, mi leggono anche da lì. E mi dicono, dai, scrivi ancora. Pubblicherò, un giorno non lontano, quando una Casa Editrice finalmente vorrà raccogliere le mie Fragole, e allora, sì, ai miei figli che non capiscono dirò che ogni mamma ha un sogno. E da quando avevo l'età loro, cari i miei trucidi piccini, il mio sogno è questo qua. E non sono brava a inventare i personaggi, che anche alla Holden me l'hanno detto, no, inventare i personaggi non ti viene tanto bene, scrivi di quello che sai. E io, so di voi. Così, scrivo. Scrivo e aspetto. Scrivo e pubblico ogni giorno. E ogni giorno il mio sogno si avvera, attravero tutti i click che mi fanno dal mondo e dalla casa qui vicino. E sono felice. E a voi, figliolini adorati, dico che smetterò. Smetterò e non dirò, per esempio, della cena di ieri sera, col mare e la luna, tutti insieme anzi un pò di più, che la Biondina Timida era dei nostri, che ha avuto in dono dal Feroce Capitano la maglietta dell'equipaggio e che...ops! Ma si sa, le mamme che sognano son così sbadate.








