16 dicembre, 2006

La preghiera.


Ci sono pensieri che volano via, leggeri, che non ti danno nemmeno il tempo di renderti conto che sono lì. Altri che rimangono, appiccicati come le foglie per terra quando piove. Di solito, sono i pensieri più tristi, le malinconie sottili, le ansie stupide, i dolori un pò sciocchi, non autorizzati, senza un vero senso, non so. Ho pensato, ieri sera, a due mamme che vivevano, da ieri, il dolore più grande e straziante impossibile da sopportare, io credo, come la perdita di un figlio. E mi veniva da pregare per loro, sentivo che serviva a pochissimo, in realtà, i dolori che squàssano non li alleggerisce nessuno, credente o meno. Ho pensato a loro, guardando dalla finestra, le luci e le case, pensando che da ieri, la loro vita, la loro luce e le loro case non sarebbero state le stesse, mai più. Ho pensato a quelle famiglie a quei papà, a quei fratelli, forse, e ho pregato che qualcuno, da qualche parte, oltre le nuvole, oltre il vento e oltre il cielo, dia loro la forza di sopportare, di portarsi addosso questo masso di pianto e di lacrime, di tristezza infinita e di assurdo, sordo, infinito, opprimente dolore. Poi, mi sono detta, questa qui è una preghiera inventata, non è quella che si recita a memoria, in chiesa. Ma credo che Qualcuno, inventate, balbettate o singhiozzate, le preghiere le ascolti un pò tutte. Sono certa di sì.

1 commento:

Gourmet ha detto...

Sono qui che ascolto te.leggo in silenzio e penso a quello che è successo ieri.e alle parole che mi ha detto rob ieri sera in proposito.le stesse che hai scritto tu oggi.
baci

Lo sai.

L'ultima volta era con te. È passato un pò di tempo, sono passate cose e persone. Non sei passata tu. Non sei passata più. I miei g...