04 gennaio, 2009

Holiday blanket.

Massì, facciamo pure la fotografia un pò sfocatina, un pò decadente, un pò malinconica, che va bene così. Questo è quanto prodotto nelle vacanze di Natale. O meglio, un regalo su richiesta, del mio figliolo Liceale, che desiderava una coperta personale, dove avvolgervisi durante le interminabili sedute di ripasso de I Promessi Sposi ( sono una ventina di capitoli, non propriamente una passeggiata). Così, l'ho acontentato. E tra una citazione e l'altra, ho messo in piedi questo progetto. Una serie di colori improbabili, che non stanno bene nè insieme nè da soli, ma in fondo non ha mica tutta quell'importanza. Si comincia, un punto dietro l'altro, in tutta scioltezza, chiacchierando anche, guardando film ( ne ho visti 5 durante le vacanze), spiegando la figura dell'Innominato, ridendo di gusto o custodendo un magone, pensando e ripensando. Finivo un filo, ne aggiungevo un altro, così, senza soluzione di continuità, senza uno studio preciso ( e si vede anche), senza chiedermi, sta bene o sta male? e fermandomi solo a gomitoli improbabili terminati. Il risultato è questo qua. Bruttina come colpo d'occhio, sembra in effetti la coperta di Nonna Papera, ma è caldissima e morbidissima, il Liceale è soddisfatto e io mi sono tolta di torno tutti quei fili che non sapevo come impiegare altrimenti. E quando fra mille anni la ritroverò nel cassetto, ricorderò alla perfezione come e dove, e quando e con chi. Tiffany appena arrivata, un Natale fin troppo tranquillo, il freddo e il gelo. E, com'è ovvio, la sventurata rispose. Ma questo, e chi se lo dimentica?

1 commento:

Knitaly ha detto...

Sì l'ho vista e riconosciuta quella lana lì!!
Viene proprio voglia di imbozzolarcivisi...vi..ci...

Esiste il tango.

E le tovaglie di fiandra. e i tavolini dei bar. e i cappuccini tiepidi e l'acqua gasata, con una s sola. Esiste il tango, l...