E' cielo d'albume.


Succede, ogni tanto, ancora succede. Che sto ferma, che mi prenderei a schiaffi, che starei immobile da qualche parte a guardare da nessuna parte, a fare niente, a pensare niente, a sentirmi niente come niente mi sento ogni tanto, che è sempre più di rado ma mi ci sento qualche volta, e quando arriva, la volta, è come se fosse la prima, di volta, e come se non fosse mai passato, come se fosse arrivata anche ieri e ieri l'altro, ma arrivata che cosa, arrivata questa cosa, questo stare, Cos'Hai? Niente, appunto, il niente, ho niente, sono niente, sono nessuno e da nessuna parte, da nessuna parte starei, da nessuna parte andrei, opaca e viscida, sono nebbia sulla collina, nebbia che si brina intorno agli alberi, sono collosa e torbida, non trasparente, non lucente, ma offuscata, cupa, pesante, sono nebbiosa,  come nebbiosa è  la nebbia di fuori, per forza,  non so dove andare, sbatto contro questo muro che non c'è, non so la strada, o meglio la so, ma con la nebbia nemmeno la strada di casa riconosci, qualche volta. Sono d'albume, molliccia, inconsistente, sono un liquido del tutto inutile che qualche volta sbatti giù dal lavandino, è un giorno così, me ne sono accorta subito, appena ho aperto gli occhi, Oggi Sarà Così, e adesso almeno lo riconosco e cerco di, e prova a, ma niente, niente e nessuno, inizio mille cose e non ne finisco mezza, schiacciata da un masso, si fa presto a schiacciarmi quando sono così, da dove comincio, cosa devo fare, fuori il cielo pesto e invisibile, dentro prove tecniche di tirarsi fuori, proverò a fare, a scrivere un pò, a inventare qualcosa, incolore e insapore, che giornata scivolata via, che niente del tutto, che spreco di tempo, come non sapere che con l'albume ci si fanno le meringhe, zucchero e forno bassissimo, mi sa che ci provo.

Commenti

Post più popolari