Non so.



Strano giorno questo qui. Inizia la settimana ed è già mercoledì, è una festa tristissima, forse nemmeno la è, ma certo non ho bisogno di un giorno come questo per pensare a chi non c'è, io non vado al camposanto in questi giorni, non mi piace, ci vado quando ne ho voglia, da sola, senza nessuno e spesso sono soltanto io nel vialetto con la ghiaia e qualche vecchietta con l'innaffiatoio e i fiori, a maggio le rose del giardino, ce ne sono tanti di giardini con le rose là dov'è il camposanto e dove vado per sentirmi figlia di un papà che non c'è più e Dio solo sa quanto poco la sono stata, figlia così, non era proprio il momento di andar via, ma forse non è che il momento lo sia mai, in fondo, ma avrei voluto vederlo invecchiare, vedere se fosse ancora così dannatamente bello anche a 50 anni, e poi a 60 e via così. Non so che fare in un giorno come questo, mi verrebbe da andare a correre nella nebbia, a me piace di più correre con la nebbia che col sole, oppure non so se mettermi a ribaltare casa, togliere le fodere dei divani e lavarle con cura, i vetri, le tende, e tutte quelle menate che si fanno quando si decide di pulire casa da cima a fondo, di solito si fa quando non si vuole tempo per pensare, mai quando la casa è lurida, nessuna casa lo è mai, si pulisce sul pulito, che frase tristissima da dirsi, se è pulito esci, vai fuori, fatti un giro in un giardino, guarda due vetrine, leggi un libro, che pulisci a fare, mah. Quindi non so. Se fare le Grandi Manovre o mettermi tranquilla, tranquillissima in un angolo di casa, un libro nuovo, iniziare un maglione marrone che la Princi Omioddio mi chiede da un pò, cucinare qualcosa, mettere una bella musica e magari stirare. Novembre non è un gran mese, meno male che passa in fretta, forse più di febbraio e anche quello non è che mi stia simpatico, non so se passi prima dannandosi o stando fermi, se riflettere  o far di tutto per non pensare, se fare e fare o star lì, imbalsamata, bell'e abbrustolita come le castagne della piazza. Non so se muovermi o stare ferma, non so se agitarmi o essere in grazia di Dio, nel frattempo scrivo e scrivo, le fodere dei divani mi sa che le tolgo uguale, tanto asciugano in fretta e non si stirano, ribalto casa ma nemmeno tanto, che strano giorno, triste sì, e questa è l'unica cosa che, per certo, so.

Commenti

Anonimo ha detto…
Oggi leggendo le tue parole è come se le avessi scritte io, mi sembra di guardarmi in uno specchio tanto sono in sintonia con quello che dici. Ora sono in ufficio, ma ieri ho ribaltato casa, lavato tende, pulito dove era già pulito. E intanto parlavo con lui, che non è invecchiato come non ho visto invecchiare mia sorella. Comunque siamo forti e iniziando un maglione o facendo una marmellata scacciamo la malinconia.
Un abbraccio.
Renata-Trento

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