03 dicembre, 2012

Dicembre.

Non si sa cosa aspettarsi da questo mese di dicembre, se dar retta ai Maya o a quella trasmissione di ieri sera, Gli Apocalittici, genti che iniziano già da ora a nutrirsi di cavallette e a cercare tra i rifiuti per prepararsi alla fine del mondo. Personalmente non ho opinioni a riguardo, non temo la fine del mondo e se avverrà, pazienza, adesso non ho tempo di pensarci, nel fine settimana mi sono dedicata così tanto al nulla che stamattina i pensieri facevano fatica a svegliarsi, seduti sul bordo del letto a stiracchiarsi e a ripetersi, NonCeLaPossoFare, ma che sonno si ha tutti in questo periodo e chissà perchè poi. In realtà ho fatto un minimo progetto di albero di Natale che quest'anno si passerà a casa, non in giro e in giro come gli altri anni, e quindi tutto dovrà avere un assetto natalizio più che si può, con somma gioia degli abitanti di questa casa che si troveranno candeline e luccichii anche sotto al cuscino, per dire. Il fine settimana designato per l'albero di Natale e addobbame vario è il prossimo, ma almeno in questo ci ho pensato e quel che ne è uscito mi piace un sacco. In realtà non sono ancora stata investita dal sacro fuoco natalizio, io vado a comando e mi lascio prendere solo dopo l'Immacolata, prima non ce n'è. Il mese di dicembre porta con sè un bel modo di stare, mi piace che ci sia anche il sole, mi piace che faccia questo bel freddo pungente e che già si parli di vacanze e di regali, e di ricette e di inviti. Tutto molto semplice e tranquillo, purchessia. Tranquillo, certo. come l'uscita di casa di questa mattina, una bel momento, uno si aspetta sorrisi e dolcezze, ma come, non siete la Famiglia Felice della Collina Felice? Occerto. Forse, a raccontare i dieci minuti di questa mattina, lassù, nella Casa in Collina, più che la Famiglia Felice si sembrava la Famiglia Cupiello, urla e strepiti, le chiavi!! liti fra Fratello Matricola e Sorella Ginnasiale, sei in ritardo, no, sei in ritardo tu, no tu, no tu, e ma io devo prendere un treno, e io allora? il tutto sotto l'occhio imbufalito del Genitore, fermo sulla porta, ora tuona, dicevo fra me, ora sbotta, pensava la Princi, ora mi arriva una lorda, pensava la Matricola. La Scrivente Amorevole che abbozzava un sorriso, ferma sulla porta come nei film americani. Sono andati via borbottando, lo Sposo ringhiando, i vicini abituati son a questo genere di sceneggiate, Natale in Casa Cupiello, infatti, ma ne abbiamo soltanto 3, arrivare al 25 è durissima!

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