19 dicembre, 2012

La nebbia è nuvole.

Ma la nebbia sono nuvole, mamma?
Le domande dei miei figli a volte mi spiazzano, anche adesso che la Princi ha quasi sedici anni e il disincanto della sua età, e quel sorriso disarmante e luminoso, quegli occhi smeraldo ma chiaro, come l'acqua del mare che amiamo tanto. La nebbia sono nuvole? non so, non ci ho mai pensato, ma ci penso adesso grazie a te che me lo chiedi, forse sì,la nebbia sono nuvole basse, sono le stesse che buchi con l'aereo, che guardi giù e sono panna montata e ci vedi il sole dietro, come quella volta, ti ricordi, che mi hai detto Ma Il Mare è Bianco Mamma, e invece erano nuvole e cielo. Io amo la nebbia perchè ci sono nata, mi fa paura sulla strada, ma a guardarla dalla finestra mi piace, mi fa sentire protetta, avvolta, non saprei dire come, la nebbia dà mistero e sfoca i contorni e fa più belle le case, e fa le luci più larghe, ci hai fatto caso? 

Sì forse la nebbia sono nuvole, non umidità e pioggerellina, la nebbia sono nuvole davvero, scese dal cielo per far più opache le strade, per farle più belle, per far dire E' Proprio Natale, perchè si vedono le lucine che bucano piano l'ovatta che c'è, sono nuvole, bambina, è un pò di cielo anche per noi, il cielo sceso che si fa una passeggiata,  nuvole che si sono stancate di guardarci da sù e sono venute a fare un giro, per vederci da vicino. 



                                                                        *****



Le luci di Natale segneranno la strada per te, arriverai in Cielo che sarà solo Luce e Serenità. Mi avevi regalato un rosario, avevamo scritto insieme due libri per la città, e il mio con le ricette delle torte. Avevamo stilato insieme gli In e gli Out di quell'estate lontana, avevamo fatto saltare sulla sedia  il direttore del giornale, proponendo una rubrica di gossip intitolata Il Dito di Rattazzi, come la statua della Piazza, con il dito puntato verso il centro. Avevamo riso fino alle lacrime quella volta che ci eravamo perse andando all'Outlet e poi a quella festa, avevi ricominciato a fare la maglia, Sei Un Vulcano, mi dicevi sempre, mi raccontavi della tua vita di adesso, dei tuoi amici Gipsy che adoravi, del matrimonio di Lavi, eri bellissima, non mi hai mai detto il nome di quel rossetto da peccato, nè mai abbiamo fatto insieme quel viaggio a Sainte Marie de la Mer.

Ciao Rossana.
Grazie per quel pò di cielo che hai mandato giù da noi, questa mattina.


2 commenti:

Patalice ha detto...

dicono ache sedici anni siano una brutta età... trovare una madre che li elogia è merce rara!

marzipan_28 ha detto...

Volevo augurarti un Natale sereno, spero che lo sia, nonostante.

La Palestra.

Da poco, abito accanto a una palestra. Alla palestra di una scuola. Ho spesso la finestra aperta, non mi arrendo ai temporali alle piog...