19 marzo, 2007

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Alla fine, le tabelline le ho imparate. Fischiando, come dicevi tu. Ho fatto una quantità di cose, in questo tempo, belle e meno belle, qualcuna la condivideresti, altre nemmeno per sogno. E' stata una vita difficile, per un certo periodo, eri appena andato via, e un pò ti odiavo per questo. E' stato strano riprendere, incominciare, anzi, ricominciare o fare cosa, come si dice quando hai un vuoto dentro e tutto intorno e non hai forza nè voglia nè coraggio nè sai da dove partire, per fare le cose che devi fare. Studiare, lavorare, iscriversi all'università. Cocciuta la sono sempre stata, ma forse, un pò ti somiglio. Che dirti, adesso, che non ti abbia detto ancora, le volte che prego e bisbiglio e guardo in sù, ma non ti trovo. Che dire a me, che da quando sei via ho faticato a trovare la mia strada. Se l'ho trovata, non lo so. Sono felice, certo, volevi per me una vita perfetta, ebbene, ce l'ho. Ma non è vicino. E vicino a me, non ho nessuno. Nessuno di noi, intendo. Oh, sì, mi sono sposata, ma questo lo sai già. Te lo sono venuta a dire, un pomeriggio che piovigginava, da sola, e ho corso le scale di marmo che portano a te, e mi sono fermata lì davanti, a fissarti, a guardare i fiori di stoffa e quel sorriso che vedo che non è il tuo, ma fa lo stesso, che brutte sono le fotografie sulla ceramica. Il tuo sorriso è qui, dentro di me, da dove nessuno lo può portare via. E mille volte ti ho portato i miei bambini, e l'uomo che ho sposato che ha tanto di te, certe volte, e ti sono venuta a raccontare che è sempre così difficile non pensarti, e che non passerà mai, e che qualche volta sono così sola che urlerei, e mi viene così facile pensare che niente sarebbe com'è se fossi qui, le cose storte, intendo, perchè niente è stato uguale e ci siamo persi per strada. Se la mia strada l'ho trovata non lo so, ma sono contenta della vita che ho, e mi piacerebbe che i baci che i miei figli mandano al Cielo, potessero darteli sulla guancia con lo schiocco, di quelli che rintronano. E vorrei ogni tanto, farmi abbracciare e farmi dire non è niente, stai tranquilla, passa subito. Ma adesso il bacio al Cielo lo mando io, io, questa sciocca mamma che è anche figlia e che crede che la festa del papà si festeggi anche lì. Dove sei tu.

8 commenti:

veronica ha detto...

che bellooo...è veramente stupendo ciò che hai scritto! veronica

Cinzia ha detto...

Auguri papà!

Raffa ha detto...

Che belli che sono i baci con lo schiocco, e quanto vorrei anch'io vedere l'effetto che darebbero sulle guance un po' ispide di barba dati dalle mie due pulci che il nonno lo conoscono, anche se non lo hanno mai visto... e che darei qualunque cose, anche la mano con cui le pettino e con cui ricamo per potergliene dare anche solo un altro, una volta ancora...
Un abbraccio da un'altra figlia che manda i baci verso il cielo (e molto più spesso verso il mare)
Raffa

Brikebrok ha detto...

Oh Fragola ! mi hai fatto piangere ...

fux ha detto...

Stellina, ti abbraccio coi lucciconi.
I nostri angeli da lassù travolgono i nostri sentimenti in ogni momento, ma il vuoto che lasciano quaggiù rimane incolmabile. Che il Signore li protegga.
Abbraccio stretto stretto.
Franci

Anonimo ha detto...

e ho pianto anch'io...
B.

Anonimo ha detto...

Finalmente un post che è pura poesia...altro che knit.
Bello e struggente.

Anonimo ha detto...

anch'io....

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