22 marzo, 2007

Cambiare l'aria.

E' un gesto che si fa in automatico, di solito. Sono usciti tutti, si rimane con le tazze sul tavolo, il pc lì vicino dove si sono già lette mail e notizie, cose sparse, appunti sulla lavagna, con le cose da fare. Si aprono le finestre, spalancate, in realtà. Entra un'aria gelida e a bollicine, c'è già il sole, e odore di erba bagnata e di umidità, la notte ha lasciato il suo profumo, come le donne sugli ascensori. Si apre e si scoprono i letti, si mettono i cuscini sul davanzale, l'ho visto fare mille volte, non so a che cosa serva ma lo faccio anche io, che mi costa, in fondo, fuori ho campagna e fiori e alberi da frutto e vigne e colline, mica tram, automobili, scooter e automobili. Spero che serva. A scuotere dal cuscino i pensieri che hanno reso la mia notte non proprio una delizia, un sogno tremendo dal quale mi sono svegliata con un salto, uno scatto, come certi bambini, quando sognano l'orco, ma che le scrivono a fare le favole con l'orco. Ho sognato male, di quei sogni che sono così veri che ci pensi ancora alla mattina, non vi capita mai? e ci si sente miracolati, sopravvissuti, e anche un pò scemi, era solo un sogno, sì lo so. Ma che paura ho avuto, e che reali mi sembravano persone e situazioni e piangevo, sono sicura, mi sentivo anche dormendo, mi sembrava tutto di gelatina ma io c'ero, e parlavo, anche, e mi faceva male il cuore, come adesso, a pensarci. Spalanco le finestre, tutte, fa freddo, lo so, ma sono sola, adesso e nessuno mi urlerà Mamma fa Freddooooo, sprimaccio per bene il mio cuscino, lo scuoto, cambio anche le lenzuola, già che ci sono, scaccio i pensieri che ci sono rimasti impigliati dentro, e quelli che rimangono, li infilo svelta in lavatrice. I sogni si dividono in due categorie. Quelli che tieni lì, e che non vorresti mai svegliarti per non farli andare via, quelli caldi che ti fanno alzare sorridendo. E quelli orrendi, da dimenticare in fretta, da berci tonnellate di acqua per farti passare la paura, quelli da lavare a 80 gradi per scolorirli, per farli perdere nei tubi dello scarico, centrifugandoli due volte. E senza ammorbidente.

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