27 aprile, 2011

La civetta.

Di preciso non saprei dire dove viva. Di certo non  sul ciliegio del pratino, e nemmeno sugli alberi oltre il cancello. Direi piuttosto sui pini del Prato Grande, è da lì che arriva il suo canto ogni sera, ogni santissima sera, a partire dalla seconda metà di aprile, e sempre intorno alle 22, 30, minuto più, minuto meno. All'inizio non mi piaceva. Mi avevano insegnato che il canto della civetta portava uno sgarro ma uno sgarro, e quindi a sentirla immaginavo che terribili flagelli si sarebbero abbattuti su di me e sulla mia famiglia. Ma poi, avendo scelto di condividere il percorso terreno, il desco, il talamo e tutto il resto  con un uomo di fine pragmatismo e di ingegneristica praticità, ho ragionato. O meglio, Lui mi ha fatto ragionare, sostenendo che, tra le migliaia di famiglia che udivano il canto della civetta, laddove pure portasse sfiga, cosa peraltro priva di ogni fondamento scientifico, perchemmai la sfiga avrebbe dovuto abbattersi proprio su di noi? La cosa mi tranquillizzò. Col tempo poi, ho imparato ad amare questo canto malinconico, questo ritmo incessante ma delicato, impercettibile, che mi fa sentire a casa, ma la mia casa a primavera, la mia casa di sera, a primavera, la mia casa di sera, a primavera mentre sto per dormire.  E alla fine, mi piace anche quella faccia che ha, gli occhi sbarrati, quel ciuffo buffissimo, quel becco adunco. Ho fatto incetta di anellini da pochi dollari e ciondoli con gufi e civette che dividerò con la PrinciRedenta. Insomma, ho fatto pace con la civetta. Così dicendo uscì e un vaso di gerani la colpì, cadendo da un davanzale. Dannatissimo animale, mormorò fra sè prima di perdere conoscenza, mi sa che stavolta  il Sommo Regio Sposo ha sbagliato.

2 commenti:

giovanna ha detto...

meraviglioso, amo alla follia civette, gufi e affini, un'eredità che mi ha trasmesso mia madre, donna di una superstizione per certi versi imbarazzante, eppure li amava. Io non sono superstiziosa quasi x nulla, e questi uccelli mi piacciono tantissimo. Vorrei anch'io averne una sulle piante vicino a casa. Mi affascinano, stimolano la mia curiosità.

Anonimo ha detto...

Il regio sposo ha ragione,non portan sventura ,se solo si pensa che il loro canto è spesso un richiamo d'amore .
Inoltre badano a tenere sotto controllo la popolazione di ratti e topini vari,qui nel cerchio ne abitano parecchie e vederle volare di notte è un emozione .

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E basta. Sono stata un'entusiasta dei social. Di tutti i social. Ho avuto Facebook per 10 anni. Ho incontrato vecchi amici persi...