06 aprile, 2011

Ode alla Bolla.

Io non so attaccare i chiodi. E questo è un dato di fatto. Ancora si racconta in Canavese di quella volta che presi le misure per attaccare dodici quadretti dodici con un ferro da maglia, tenuto da me, ovvio, ancorchè storto. La vicenda è presto chiarita, non son fatta per le precisioni, e perciò inchiodo male, inchiodo dita, inchiodo e faccio voragini, spacco chiodini e li faccio volar via, insomma, il dramma. Oggi, invece, m'è punta vaghezza di inchiodare quel quadro del cielo stellato che da tempo immemore staziona nella stanza di due dei miei figlioli, distrattamente appoggiato alla parete, com'è uso a New York, lo so, ma qui siamo in Monferrato e allora. Così, mi sono attrezzata. Prendi un martello, quattro chiodini eccetera, ma questo era il testo di una scellerata e blasfema canzoncina che cantavamo secoli fa ai campi di Azione Cattolica. Se si sapesse in giro che non sono sposata in Chiesa perchè ho scelto un uomo diversamente celibe, beh, ma torniamo al quadro. 
Ingredienti: chiodini, martello e bolla. Ora. Sull'uso della bolla non sono granchè preparata, nel senso che ho dovuto fare un corso accelerato per capire benebenebene  come potevo utilizzare quella meravigliosa barra color glicine che è di una  tale sfolgorante bellezza, che solo io possiedo in quanto solo a me l'ha regalata il mio Amico Eugi e che fino ad oggi è stata usata come fermacarte, soprammobile e righello, ma mai per il suo uso precipuo.  Così attrezzata perciò, mi sono recata nella stanza dei ragazzi, ancora coi letti disfatti, e ho dato il meglio di me nell'attaccare il quadro suddetto. Non una roba semplice, nel senso che è una mansarda e le mansarde si sa hanno tutti i tetti sghembi e storti, comincio dalla cosa più difficile, come  a dire, imparo a cucinare e faccio  il sushi, che non è proprio una scemenza, quel dannato riso, la volta che ci ho provato, mi è scappato dappertutto. Insomma, non una cosa da nulla.
Il risultato però è stato brillante. Ora, il Cielo Stellato troneggia nella stanza della figliolanza.

La PrinciOggiSorridente ha immortalato tutta la sequenza. Felice lei, felice il Liceale che finalmente vede tutto il firmamento, felice io che ho finalmente capito che la bolla della bolla non deve andare a destra e nemmeno a sinistra ma nel mezzo, bestia che non sono altro. Da oggi attaccherò quadri fino allo sfinimento. E dritti, per giunta. Son soddisfazioni.

8 commenti:

Ombry ha detto...

Amen... quando hai finito lì ti do il mio indirizzo: anche da me pare NewYork, ma sono in Piemonte come te!!!
Bacioni...

Valentina ha detto...

e ti credo!

Unknown ha detto...

A me pare tu te la sia cavata egregiamenemte :)

Amelia ha detto...

sentimaaaaaaaaaa metti su un business con quella livella viola?? no perchè qua non è NYC ma non c'è più un quadro su, colpa degli imbianchini e se sei sfaccendanda e ti v aun girno nella dolce e solatia romagna... ti aspetto oo o oo

letizia ha detto...

hai un futuro nel fai da te...ops ma gia sei una maga in quello visto ciò che esce dalle tue mani!!!
ciao un abbraccio leti

marzipan_28 ha detto...

Qui abbiamo New York in doppia fila, su un poster di Kandinsky giacciono in verticale due disegni di Laura Scarpa, comperati, incorniciati e mai appesi. Non ci facciamo mancare niente, qui.

Anonimo ha detto...

...al di là del risultato raggiunto, io ho notato una schiccheria: livella coordinata alla casacca! Complimenti,
Tiziana

fux ha detto...

Che bello vederti un po'!
Mannaggia... che dal vivo è sempre più difficile...
Bacino.
Franci

La Palestra.

Da poco, abito accanto a una palestra. Alla palestra di una scuola. Ho spesso la finestra aperta, non mi arrendo ai temporali alle piog...