
Come si dice quando sei così. E che stai benissimo e malissimo, insieme. E che ti senti leggerissima e pesante. Felice e angosciata. Ieri, Ospedale Infantile Regina Margherita, Torino. Una tappa di quel progetto, quel Cuore di Maglia che sembrava niente e che invece adesso. Quel Cuore di Maglia che sì, era un progetto ambizioso, ma ci siam dette, chissà, in fondo è un'idea, e ci sembra anche buona, quel che sarà lo vedremo poi, se sarà. Sarà. E' stato, infatti. E'. E' un posto strano, così colorato, coi palloncini dipinti sulle porte, e le infermiere sorridenti, rumori pochissimi, e bambini, bambini, bambini. Tanti. Con famiglia e senza, col pigiama e senza, e non perchè se lo sono dimenticato, con lo sguardo attento e perso, vigile e lontano, piccolissimi e già grandini, 4 mesi, 8 mesi, che ci fai ancora qui. Ho provato una sensazione che pensavo di aver dimenticato, una sorta di timidezza, di timore, ho mestiere di parlare e presentare e illustrare, lo faccio da sempre, ma quando mi hanno detto, racconti un pò di questo Cuore, ho balbettato come all'esame di economia, come si fa a parlare ad un papà che tiene in mano un fagotto che non gli occupa neppure l'avambraccio per intero, e che ha appena scelto per lui il cappellino ad anguria che gli sta larghissimo. Come si fa a dire, facciamo questo e facciamo quello. e usiamo questa lana qui e siamo tante e l'idea ci è venuta così, e che e che. Come si fa a dire come ti senti. Come si dice quando esci di lì e ti senti in equilibrio, pesante e leggerissima, angosciata e felice, con tanti progetti che fai fatica a metterli in fila, triste, forse, ma gasata, ecco, soddisfatta di te, col magone, certo, ma contenta, non so dire, ecco, io come si dice non lo so.







