29 agosto, 2006

Disarmante.


Hanno fatto tutto per bene. Disarmato il surf, lavato le vele, preparato valigie e borsoni. Un pò alla rinfusa, certo, visto la durata dell'operazione potrei scommettere che non hanno piegato neppure una maglietta. Hanno portato con loro i biglietti delle discoteche, bottiglie vuote per ricordare che cosa, il bonsai che il grande ha innaffiato con amorevole cura per tutta la vacanza, braccialetti di semi e la Gazzetta dello Sport che titolava CAMPIONI. Hanno fatto gli spavaldi fino all'ultimo, felici di partire, sembrava, di arrivare in città e di avere la casa tutta per loro, per un pò. Un gruppetto di amici, gli ultimi rimasti, li hanno accompagnati al porto, scortando la loro auto fino all'imbarco, facendo il verso, che scemi, ai bodyguard della Costa. E lì. Abbracci, promesse, appuntamenti. E qualche lacrima. Tante, anzi. Di due bionde, rese biondissime da questo sole, si riconosce quando arrivi da 2 mesi sull'Isola, porti il suo sole sui capelli, non lo sapevi? Due cuori spezzati sul molo, regalini e bigliettini, che strano, che bello, ancora biglietti nell'era degli sms. E lacrime del mio figliolo liceale, quello che non vedeva l'ora di tornare a casa, quello che è partito per ultimo. Lacrime disarmanti che stupiscono, e commuovono a loro volta, perchè è strano vedere un uomo che piange, perchè è un uomo oramai, e non me lo voglio dire ma è così, e avevo gli occhiali ben piantati sulla faccia perchè non vedesse che sotto, piangevo anche io, a ricordare che a sedici anni, anche io stavo male a lasciare gli amici, il mare, l'estate. Mio figlio è me. I cambiamenti lo straziano, ben si sa. Partiti, arrivati, ok. Ai loro allenamenti di calcio, studiare?che coooosa?, al patentino della moto, agli esami dell'università, alle loro cose. Qui, la vacanza continua, a ranghi serrati così come era cominciata. E c'è il vento e fa freddo, ma tutti ci ostiniamo a dire che non vogliamo sentire parlare di partenza, che abbiamo ancora qualche giorno e che l'estate non è anora finita. Per piacere, no.

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La Signora della Panchina.

La vedo spesso. Mi è capitato di parlarle, qualche volta, ma non è una che attacca bottone, come si dice. E' sempre così discreta...