07 gennaio, 2007

La Tombola degli Orrori.


Ormai, un appuntamento fisso. Da tre anni in qua, il giorno dell'Epifania ci si raduna a casa di qualcuno e si dà luogo all'attesissima Tombola degli Orrori. Il procedimento è molto semplice. Chi di noi non ha in casa da tempo immemore quel vaso finto cinese della zia Palmira che non abbiamo cuore di buttare, anche perchè, con la raccolta differenziata, non sappiamo bene se vada nel vetro o nei Diversamente Smaltibili? E chi non riceve, ad ogni Natale, qualcosa di veramente orrido e inguardabile? Bene, la Tombola è nata così. E' un riciclo, invero. Un'arte sopraffina per disfarsi del brutto che, se brutto per noi, non è detto affatto che lo sia. Ho vinto l'anno scorso delle tazze a forma di cuore che mi hanno mandato in visibilio, e delle quali vado fierissima. Ma anche l'occasione per fare un pò di bene: la vendita delle cartelle, infatti, darà origine ad una somma che quest'anno spediremo ad una missione in Africa per i bambini malati di Aids. Bella cosa. La T.d.O. ha un suo cerimoniale ben specifico e delle regole ferree. Per esempio, non si conosce mai il numero esatto dei partecipanti. più si è e meglio è. Ciascuno degli invitati deve portare con sè uno o più Orrori, catalogati in base al valore (ambo, terno, cinquina o tombola) e ben impacchettati per l'effetto sorpresa che non è certo da sottovalutare. E qualcosa da mangiare per la cena che ne segue. Fatto. Il resto è divertimento allo stato puro. Ieri, casa mia ha ospitato la Terza Edizione della Tombola degli Orrori 2007. Con gli amici più cari, le persone che contano davvero per me, le amiche dei quindici anni, andavamo in due in motorino e adesso, guardaci lì, a parlare di figli e di vecchi fidanzati. Un bel pomeriggio. A chiudere questa kermesse di feste e festine, a ricaricarci per questo anno che viene, a prepararci, che domani ri-iniziano le danze, quelle vere. Ho messo insieme molte delle persone che amo. Non tutte, ma quasi. E pazienza se se ne sono andati via con vasi orribili, libri di porcellana e orrende bottiglie. Una se la sono dimenticata nel mio frigo, insieme ad un salmone di dimensioni quasi umane. Brindiamo con una pregiata bottiglia di Mò Esce Antonio a quel che vogliamo. Alla festa di ieri, alla tombola folle, agli affetti che erano qui con noi e a quel che di bello ci sarà. Che sarà tanto, lo so.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Come sempre sei stata puntuale ed efficacissima nella descrizione della bella compagnia di ieri.
Sei unica.
A presto.

Anonimo ha detto...

Sembra proprio una bella idea!

Elisa ha detto...

Ma e` davvero una cosa fantastica! Sia per la cosa in se' che per il bel gesto che la muove.
E tu l'hai raccontato divinamente...come sempre

P.S. e tu saresti la stronza che ha mandato anche le farfalle al diavolo? Non ci riuscirai mai, ma questo lo sapevamo gia' ;)

La Signora della Panchina.

La vedo spesso. Mi è capitato di parlarle, qualche volta, ma non è una che attacca bottone, come si dice. E' sempre così discreta...