16 febbraio, 2010

Sfioritissime rose.

Tema: le rose. Non sono in realtà il mio fiore preferito, l'ur-fiore, per intenderci. A me piacciono gli anemoni, i tulipani e le margherite. Le dalie, anche, con quei loro petali assurdi a punta e nessun profumo. Ma sono fiori fuori moda, nessun giardino ha più le dalie, nemmeno il mio, anche se ci ho provato, ma poi i bulbi sono diventati un gioco saporito per un allora cucciolo di labrador quel che ora è diventata la Signora del Divano. Pur non impazzendoci, le compro. Sempre. I mie pusher di rose sono essenzialmente due, Said e l'Esselunga. Ultimamente mi sa che Said si è lasciato spaventare dal freddo e dalla neve e ne ho perso le tracce. Resta l'Esselunga, ed è una meraviglia osservare che grazia dona al mio carrello stracolmo di ognibendiddio, un mazzo di rose colorate, poggiato lì, con studiata noncuranza. Stamattina le guardavo fisse, a colazione, giusto per non sbattere la testa contro il muro a guardare di fuori, che davvero se uno è un tantino triste gli viene da buttarsi dal balcone, che è tutta la gamma dei grigi, dal perla al topo, persino la mia faccia, che ho visto di sfuggita riflessa sul forno, più perla che topo, almeno quello. Guardavo le rose cercando di convincermi che sarà una bella giornata luminosa, che le cose da fare sono tante e alcune anche piacevoli, gradevolissime nella loro totale inutilità, o frivolezza o cosa diavolo. Oggi non si ha nemmeno il sentimento di inventarsi qualcosa, la gita dei gomitoli è stata rimandata causa maltempo, i fanciulli in età scolare sono a casa per il carnevale e quest'ultima parola basta già a mettermi una tristezza infinita. Restano le rose. Sfioritissime ma ancora bellissime, di un fucsia acceso che abbaglia e che stride col grigio che c'è, sistemate in uno strano vaso dalla forma assurda, le rose sono lì, sul tavolo di cucina, e pilotano i tuoi pensieri dove vogliono loro, cercando di colorarli un pò, sforzandosi di profumarli anche, impresa difficilissima, dato che nemmeno loro in fondo lo sono. Così, inizia una mattina qualunque, che di voglia nessuna e di sentimento nemmeno, che avresti voglia di andare a correre e di scrollarti un pò, e che la vera meraviglia di quest'oggi sarà stirare, forse, parola che rientra anch'essa nell'elenco di quelle che ti fanno tristezza, cercherò di tenermi vicino una rosa colorata, magari funziona, e comunque, be quiet, io il balcone nemmeno ce l'ho.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Sfioritissime e bellissime, ma comprarle all'Esselunga è difficilissimo.
A correre? Gradevolisssimo :-)
Lea.

Per Sempre Glicine.

E' stagione di glicine. Lo amo, e tanto anche.  Il colore, la forma, il suo modo di essere.  Non si può cogliere, non si può te...