11 luglio, 2007

Ingestibile.


Lo sapevo. L'avevo detto, io. Me lo aspettavo. Sono espressioni che non sopporto, ma mai come in questo caso sono efficaci e veritiere. Dura la convivenza con il Liceale. Passa dallo stato di euforia a quello della più greve delle tristezze catartiche. Vive, in simbiosi col computer e il telefono. Si apparta, mesto, in una nicchia di casa, le cuffie nelle orecchie, i ricci scomposti, lo sguardo vacuo. Se potesse, inalbererebbe un cartello, di quelli da corteo: non rompetemi i.... E noi, la sua affettuosa famigliola, che non sappiamo bene che cosa fare, ci inventiamo pozioni magiche, atteggiamenti da tenere, ci riuniamo la sera, a dirci, meglio farlo parlare, no, meglio lasciarlo in pace, no, meglio che faccia quel che vuole. Ma quel che vuole lo sappiamo, o meglio chi, e per il momento, le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi, non si avvistano all'orizzonte. Per qualche giorno ancora. Nel frattempo, ci si sopporta. Lui noi, noi lui. Sopportiamo i suoi scazzi, i suoi scatti di ira furibonda, i suoi silenzi musoni nel ristorante che gli piace tanto, è entrato e uscito venticinque volte, suo padre mi guardava, con sguardo fra l'interrogativo e il furibondo.. Qualcuno giura di averlo visto sorridere, una volta. La Princi, di aver visto i suoi occhi di bosco brillare, leggendo una lettera scritta in fuscia, con la grafia tonda e da fumetto che hanno le fanciulle. Io, osservo. E cullo questo suo male d'amore, nessuno al mondo sarà mai più come questo, tondo e infinito, così dolce e così struggente. Quando è accanto a me, sento il suo cuore che batte nel mio e vorrei stringerlo forte e dirgli tieni stretta questa malinconia e questo amore acerbo e sterminato, cucitelo addosso e tienilo lì, ci penserai per tutta la vita, ancora e ancora e mai si staccherà da te, nemmeno quando altri amori e altre dolcezze ci saranno. Cùralo, come si fa con le piantine, con i micetti che trovi per la strada, ascolta questa solitudine che ti sembra insopportabile e fanne tesoro. E quando rivedrai la tua Fanciulla, fa che possa sentire, abbracciandoti, tutte le notti che l'hai sognata, tutte le volte che avresti voluto essere con lei e del cielo stellato, della spiaggia bianchissima, della luna e del mare turchese, financo di Cannavaro a 2 cm, non te ne importava un accidente. Per fortuna, fra pochi giorni, la Fanciulla dei Sogni arriverà, bionda e lucente, in qualche parte dell'Isola. Nel frattempo, noi qui si sopporta, si fa finta di nulla e un pò si invidia tanto amore, tanti sms a cuori e stelle e tanta splendida mancanza. Ma non ditelo all'Orlando Innamorato. Diventerebbe, in men che non si dica, Furioso.

4 commenti:

Gallinavecchia ha detto...

Che bello il primo amore, così struggente, malinconico, euforico, solitario e impertinente. Come hai detto tu, auguro al tuo splendido liceale che ricordi. Per sempre.

copenhagen_by_bike ha detto...

Che strano sentire che cosa provano le mamme nei confronti degli sbalzi di umore dei figli, soprattutto se legati a storie d'amore... Quando avrò dei figli vorrei essere brava come te nel riuscire a capire qualdo è il momento di chiedere e quando è quello di tacere, coccolare senza essere opprimente, sempre presente seppur in silenzio.. non solo con i figli ma anche con il proprio compagno. compliemnti! mi daresti lezioni??
buone vacanze!

Anonimo ha detto...

e mi ricordo un'estate cortinese e un primo bacio magico sotto la neve...tante lettere, tanti sospiri e, mammina mia adorata, quanta pazienza devi aver avuto!
baci a Orlando, non lo si scorda mai.
B.

marge ha detto...

Proprio in questi giorni stiamo vivendo la fine di una storia di mio figlio.....dico stiamo perchè tutta la famiglia è coinvolta dai sui umori.....quello che tu hai descritto così bene

La Signora della Panchina.

La vedo spesso. Mi è capitato di parlarle, qualche volta, ma non è una che attacca bottone, come si dice. E' sempre così discreta...