09 gennaio, 2010

Ode all'Arancia di Ribera.


No che le arance non sono tutte uguali. Ci sono arance aspre, arance comuni, arance insignificanti, arance scarse, arance sgràuse, ma questo è un termine che mi hanno insegnato le mie Amiche Indigene, quelle Native Alexandria, per intenderci, quelle della riserva, le Sioux del Basso Monferrato. Ma fra tutta l'infiniterrima varietà delle arance troviamo Lei, la Principessa dell'Agrume, Sua Altezza Serenissima L'Arancia di Ribera. Essa ha le fattezze tipiche dell'arancia, forse è un pochino più tonda, più perfetta, più che perfetta, ma al primissimo assaggio si capisce subito che Lei la sa lunghissima. E' succosa, dolcissima, un vago sentore di vaniglia e gelsomino, e zagara, per forza di cose, e porta con se il sole meraviglioso che l'ha fatta maturare e diventare così bella e così buona com'è. Stamattina, nella tormenta, la scrivente si è trovata a comprare dall'Omino al Bivio una certa considerevole quantità di tale frutto prezioso, dacchè, in grazia d'Iddio non ci facciamo proprio mancare niente e già che ci siamo, perchè non far venire un bel quaranta di febbre al mio figliolo Liceale, sì, quello lungo lungo e magro magro, che già da oggi mi sembra ancora un pò più lungo e un pò più magro. Il suo unico alimento nelle ultime 24 ore è stata un'arancia a spicchi e mezzo bicchiere di spremuta, più due bastoncini Findus tristissimi che ha mangiato di malavoglia, ma quali orripilanti pietanze può cucinare una madre per indurre un figlio a ingoiare un qualcheccosa? Non mi si facciano le spieghe sui bastoncini Findus, lo so da me. However, si parlava di arance. L' Omino del Bivio si fa sù e giù per il Patrio Stivale ogni settimana e porta i dorati frutti direttamente dal paese suo, Ribera, appunto, provincia di Agrigento. E io adoro quest'uomo semplice che mi saluta con un inchino rispettoso appena accennato, che non mi fa portare la cassetta nemmeno sotto tortura, e che mi alletta ogni volta con vasetti meravigliosi di conserve, acciughe sott'olio e altre meraviglie del Creato, che scende da quel camioncino sgangherato. Lui sa che io baro. A chi mi chiede che genere di delicato profumo ho indossato quest'oggi, io butto lì , per tutta risposta, olii preziosi e conturbanti, cremine di nuovissima generazione, sì, perchè l'aroma di queste arance paradisiache ti rimane addosso per ore. Ben triste sarebbe rispondere che ho sbucciato arance e fatto spremute al mio Figliolone Malatissimo, e l'Omino del Bivio lo sa. Ma uomo d'onore è.

2 commenti:

Erre54 ha detto...

io mangio solo quelle, e le compro anche io dall'omino che da laggiu' arriva quassu'

Anonimo ha detto...

Davvero bella quest'ode all'arancia. Complimenti.

Un potenziale "omino del bivio" da Ribera.

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