21 giugno, 2008

Le cicale.



Affascinanti. Il suono del sole, del caldo, dell'estate. Misteriose. Lo sai che ci sono e non le vedi. E non si capisce mai bene quando inizia il loro canto e quando finisce, non c'è un prima e non c'è un dopo, le senti e basta. Il solo suono monotono e continuo che non ti annoia, entra con discrezione dalla finestra che dà sul giardino. A guardare fuori si potrebbe indovinare da dove arrivi, ma non è impresa facile. Forse dal pratino, o dalla siepe di sole foglie dei gladioli, dalla dalia solinga, dal rosmarino o dal lillà. E' una musica che amo. La sola cui permetto di disturbare il silenzio di queste sere, in cui si cucina poco o niente, e si sparecchia con calma, con una pigrizia già un pò vacanziera. I pensieri scivolano quieti, ci si potrà accoccolare sul divano del terrazzo, a guardare le colline laggiù o le ortensie nascoste, che si colorano ogni giorno un pò di più, le foglie verdissime, la menta nel vaso. E' una pace semplice, lenta e meravigliosa, un lusso impagabile, di profumi mescolati, di sensazioni sovrapposte e così diverse, che ti fa sentire un pò fuori dal mondo, privilegiata e tranquilla, alla fine, a stare qui a guardare il buio, a respirare un'aria estiva che porta con sè la sinfonia monotona, struggente e bellissima, di un'orchestra invisibile.

2 commenti:

ROSA E OLIVIER ha detto...

Piú giú, in fondo alla Tuscolana...!?...passavo per un saluto!

Anonimo ha detto...

Ciao cara amica, che commento lasciare..Leggere le tue sensazioni me le fa quasi rivivere!per me l'estate è profumo di ghiacciolo al limone che si spande nell'aria nelle prime ore del pomeriggio e profumo di minestrina la sera ..mista con l'odore delle piante un po' appassite, della sera.Questi odori li adoro perchè riescono in maniera immediata a trasportarmi in altri luoghi e periodi così lontani e a volte così dimenticati.BACI BACI

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Da poco, abito accanto a una palestra. Alla palestra di una scuola. Ho spesso la finestra aperta, non mi arrendo ai temporali alle piog...