26 ottobre, 2006

Frivolissima.


Sù, sù, poche storie. I blog non si nutrono di piagnisteo, lo sapeva? Si è fatta mica contagiare dal reality virus, Dio me ne scampi e gamberi, signora mia, che io quel Raffaello Balzo lo vedo così sciupato, ma così sciupato che magari uno zabaglione glielo farei pure. Ma secondo lei, ma quanti soldi devono prendersi questi qui, per accettare di trasformarsi da gran bel pezzo di figliolo in una versione, tisica e malconcia dell'ombra di se stessi? E poi, via, quella bestemmiaccia in diretta, ma non si fa così, ma dove andremo a finire, signora cara, ora vado che mi si attacca il sugo e devo tirare la sfoglia. Orbene, si parla di frivolo. Borse, nella fattispecie. Folgorata da quest'immagine non già sulla via di Damasco ma diciamo in Via Sant'Andrea, o Montenapoleone, via, non andiamo tanto per il sottile. Fendi e Moncler hanno dato vita a questa creaturina. materiale: piumino d'oca. Quel piumino d'oca. Celebrato negli anni 80. Che con Timberland, Burlinghton e Nay Oleari ha dato vita all'ormai giurassico fenomeno dei paninari. Un mito. Questa borsa è un mix azzeccato. Chi aveva 20 anni nell'83, era forse un pò grandina per fare la paninara davanti alle vetrine di Burghy. E, alla data, ha abbastanza buon gusto da poter distinguere in tutta scioltezza una Spy da una Kelly, una MammaZucca da una Bagonghi. Qui c'è la Sorbona, bellezza. In fin dei conti questa borsa è bellissima. A vederla viene da stropicciarla e, manco a dirlo, da correre a comprarla. Disponibile da novembre, non si scapicolli, signora, che con questo tempo ballerino le vien la cervicale. E sia un pò più frivola, d'ora in avanti, a nessuno al mondo interessano le sue melense recriminazioni parentali. Se proprio deve, le scriva su un foglietto e le tenga lì. E sul blog, quello che leggono in molti e che le dicono che tutte le mattine è un'abitudine irrinunciabile, scriva dell'altro. Ma, detto fra noi, sto Raffaello Balzo, lei sa chi è? Lui no, ma le sorelle Fendi le cito a memoria. Una per una.

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