20 aprile, 2006

Senza titolo


Ci si vergogna. Di avere iniziato la mattina lagnandosi di una cosa e di un'altra, cretinerie assurde, chiacchiere da lavandaie, cazzate, non mi viene in mente un termine più adatto. Ci si vergogna non appena arriva, come una staffilata, come un schiaffo in pieno viso, una notizia. E allora tutto perde senso o ne assume, forse, di nuovo, e tutto sembra così uguale a un attimo prima ma no che non lo è, e pensi che è tutto così triste e senza soluzione, così incredibilmente vero e non saprai come dirlo ai ragazzi, e piangi, piangi quelle lacrime fredde che non pensavi, che non credevi. Non serve. Non servirà. Nemmeno dire se avessi detto, se avessi fatto, se lo avessi chiamato, se avessi potuto deviare di un millimetro solo il suo percorso, forse non sarebbe successo. Non è così. Resta solo un pianto sconnesso, un senso di leggerezza e totale inutilità, una voglia di ripetersi ma no che non è vero. E invece, lo è.
Ciao, Andrea.

1 commento:

tess ha detto...

diamante ,la nostra vita è fatta di cose utili e futili ,di momenti felici e di momenti tristi .Quando il dolore si fa sentire bisogna farlo suo e poi mandarlo via ,di sicuro ci avra ricordato che siamo semplicemente degli umani

Per Sempre Glicine.

E' stagione di glicine. Lo amo, e tanto anche.  Il colore, la forma, il suo modo di essere.  Non si può cogliere, non si può te...