02 aprile, 2006

Stiamo zitti.


In silenzio. Così. Niente c'è da dire. Orrore o tragedia. Esiste un modo che la dica giusta? Non credo, anzi no che non c'è. Ci sono le lacrime. C'è il chiedersi perchè. C'è una preghiera, magari, nel modo che conosciamo, un pensiero, leggero, farlo volare in alto, dove gli angeli, dove le nuvole.Impariamo a soffrire in silenzio, da soli o in mille, senza voler fare anche di uno strazio uno show.Come allo stadio. Che bisogno c'è di applaudire, come a teatro, come a una festa, se festa non c'è. Silenzio, in piedi. E zitti. Se ci riusciamo, senza avere paura dei pensieri che ci prendono. Perchè è paura, lo sappiamo, e non ce lo vogliamo confessare. Un pensiero a quella mamma e a quel papà. E uno per te. Per te, pochi mesi di riccioli e di occhioni celesti che abbiamo visto ai Tg. Per te, i dentini da latte, la nanna da fare, il profumo del borotalco. Per te, un abbraccio caldo, che ti arrivi fino lì dove sei, da una mamma che non è la tua ma che ti abbraccia forte come fossi suo, Tommaso.
"Vola libero e felice
al di là dei compleanni
in un tempo senza fine
nel persempre.
Un giorno noi ci incontreremo
quando ci piacerà
nel mezzo dell'unica festa
che non potrà mai finire."
Richard Bach - Nessun Luogo è Lontano

1 commento:

Anonimo ha detto...

non ho chiuso occhio stanotte...non sono mamma, ma quanto dolore e quanta rabbia lo stesso

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