20 aprile, 2006

Và il rosa.

Colazione con vista. Anche se le scuole sono ricominciate, e gli impegni diciamo ufficiali, il lavoro e le questioni di famiglia, le più noiose, quelle di cui ne faresti volentieri a meno, la colazione con vista sul giardino è d'obbligo. Magari la fnestra aperta, tanto fa già caldo e l'inverno è dimenticato, e i cappotti e i piumini e gli sciarponi e gli stivali messi fuori a prendere aria, E ritirati, per un bel pò. Personalmente ho già voglia d'estate. Assaggiata, per un pochino, la settimana scorsa. E in realtà, tante sono le cose che vorrei, oggi. Uno shopping moderato, tanto per dare il benvenuto ai fiori rosa del ciliegio, che so, un sandalo, una camicia a righe, una cesta di paglia. E un regalo. Per un giorno, e un giorno solo, avere la certezza che il resto del mondo sa esattamente come sono, che non mi fa battute basse da serpenti a sonagli che lasciano di stucco, che ti chiedono Come Stai perchè vogliono realmente sapere come tu stia e non perchè è un intercalare senza senso, anzi, c'è da giurarci che nemmeno ci mettono il punto interrogativo.Comestaipunto. E vorrei che tutta l'energia , tutta la forza che metto nelle cose, in tutte, dalle più importanti alle più inutili e frivole, venisse fuori, si sentisse, ci si rendesse conto che sì, è stato un bel lavoro, sia esso una conferenza, un'asciugamano o una cena per 10. Sarà la primavera, saranno i fiori del giardino, ma capita, ogni tanto che si abbia bisogno di una conferma, di una carezza, di una stretta di mano, complimenti vivissimi, basta già. Ma, forse, basta solo guardare i fiori del giardino. Il ciliegio non parla, ma sa.

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